Sannio Report

  • Home
  • Blog
  • Cronache
  • Categorie
    • Inchieste
    • Inchieste fotografiche
    • Cultura
    • Video
    • Documenti
    • Le Vignette
  • Contatti

Sannio Report

  • Home
  • Blog
  • Cronache
  • Categorie
    • Inchieste
    • Inchieste fotografiche
    • Cultura
    • Video
    • Documenti
    • Le Vignette
  • Contatti
  • Home
  • Blog
  • Cronache
  • Categorie
    • Inchieste
    • Inchieste fotografiche
    • Cultura
    • Video
    • Documenti
    • Le Vignette
  • Contatti

Sannio Report

Sannio Report

  • Home
  • Blog
  • Cronache
  • Categorie
    • Inchieste
    • Inchieste fotografiche
    • Cultura
    • Video
    • Documenti
    • Le Vignette
  • Contatti
Benevento

Macerie politiche e finanziarie

macerie sul ponte di calore dopo il bombardamento del 1. ottobre 1943
 
Le dimissioni di un assessore (Abbate) e quelle annunciate di un altro (Scarinzi), non hanno minimamente scalfito il nostro “rinviato speciale” Fausto Pepe che continua tranquillamente a restare inchiodato alla poltrona di Sindaco mentre tutto intorno si scatena la tempesta.
I due citati assessori a più riprese hanno lamentato la difficoltà di lavorare in sintonia con la struttura burocratica comunale. Le critiche di Abbate sono state esplicite e fanno intendere come ormai, il rapporto tra il centro delle decisioni politiche e quello amministrativo sia diventato complicato. Questo solo per restare nell’ambito di ciò che è di pubblico dominio. Da settimane, la squadra di Sannio Report riceve segnalazioni e recriminazioni che ci danno un’idea del clima che si respira in alcuni uffici comunali, specialmente i più “strategici”. L’impressione è quella di una sorta di “anarchia controllata” dove c’è una piccola frotta di soggetti che decidono su tutto.
 
Nel frattempo, l’undici dicembre, la Giunta si è riunita per definire l’entità dei debiti fuori bilancio che ammontano a circa 17 milioni di euro. 15 verranno coperti con un apposito mutuo (altro debito…) e due con devoluzioni di mutui già attivati. Sia chiaro, non si potevano escogitare grandi soluzioni tecniche. 
Tuttavia il Sindaco ci ha tenuto ad precisare che si tratta di una problematica antecedente al 2005, cioè prima che andasse al governo. Non mettiamo in dubbio questo dato, ma con il cambio di amministrazione, non sarebbe stato opportuno raccontare la verità ai cittadini e attivare un piano duro di risanamento finanziario?
 
Forse non si è voluto perché si doveva soddisfare la voracità di tutti i clientes che hanno depredato le casse pubbliche. Governare una città non significa esercitarsi in pericolose partite a poker. State camminando sopra le macerie politiche e finanziarie che avete creato. Sindaco ma si rende conto che ha perso ogni credibilità politica?
 
 
FELICE PRESTA
 
 

 

Read More
La Redazione 13 Dicembre 2013 0
Cronache

Segnali di rabbia

Spaventa la spontaneità delle varie manifestazioni di protesta che si stanno svolgendo nelle principali città italiane. Ad essere preoccupato è il governo impegnato da alcuni mesi a smantellare gli ultimi residui di sovranità e a confermare gli insostenibili impegni finanziari in ambito europeo.
Non stupisce la codardia del governo, è invece una sorpresa, il risveglio della gente comune che seppur in modo ancora caotico, sta cominciando a pensare alla necessità di disarticolare il sistema politico.

Inconsciamente, queste manifestazioni dimostrano la consunzione delle categorie della Destra e della Sinistra che non definiscono più il confine dello spazio politico, occupato abusivamente da un ceto partitocratico arroccato nei palazzi del potere. 
La solidarietà delle forze armate è un altro segnale interessante e se questo sia il preludio ad una caduta è presto per dirlo. Una rivolta necessita di organizzazione, non tutto si può affidare alla spontaneità. Il pensiero della politica e della guerra sono paralleli e la strategia è fondamentale così come l’individuazione precisa del nemico.

In una città piccola come Benevento certe tensioni si esprimono con ritardo o con una scarsa partecipazione popolare. Non bisogna dare addosso a chi non si schiera e preferisce attendere l’esito degli eventi da una postazione di sicurezza (mentalità tipica italiana). La paura è una componente essenziale in un territorio che viene controllato con il bastone del clientelismo da un potere opaco in grado di ricattare le persone, perché è evidente che se vai a chiedere favori e protezione, mantieni un atteggiamento di ossequiosa subordinazione.

Sotto l’Arco di Traiano, si intravedono le prime forme di una lotta politica al di fuori dei vecchi schemi. Siamo ancora in una fase confusa e vale lo stesso discorso su indicato: la necessità di organizzarsi, definire gli obiettivi e selezionare gli uomini, altrimenti si resta al livello di un’istintiva jacquerie. I cambiamenti più significativi sono il risultato del lavoro politico di minoranze organizzate, è una costante della storia e non deve stupire.

Read More
La Redazione 13 Dicembre 2013 0
Documenti

Benevento sostenibile

Per una Benevento sostenibile è stato concepito dall’Assessorato cittadino alle Politiche dell’Istruzione un sistema di book sharing ovvero di condivisione dei libri usati attraverso lo scambio e la donazione da parte delle famiglie.
“La previsione – si legge in una nota  – è che il tutto si snodi, naturalmente, attraverso donazioni volontarie dei libri di testo da parte delle famiglie degli studenti “licenziatari”.
In altre parole l’Assessorato non ha fatto altro che “istituzionalizzare” una prassi che abitualmente si compie: lo scambio tra famiglie, il riutilizzo di oggetti (i libri, l’abbigliamento, etc.) che non servono più ma che possono essere utili ad altri. 
L’Assessorato mette il suo logo sul passaparola delle mamme, sulle segnalazioni che possono nascere nei luoghi di aggregazione sociale spontanea, nelle parrocchie come nell’androne del condominio.

Nella nota non mi sembra di leggere che a queste donazioniparteciperà anche l’Assessorato attivamente (ad esempio attraverso l’acquisto di libri oppure attraverso la messa a disposizione di spazi comuni e comunali di lettura, ad esempio). Il tutto si baserebbe sulla buona volontà delle famiglie e degli Istituti Comprensivi che possono svolgere un importante ruolo di trait d’union tra le parti.
Qual è, dunque, il ruolo dell’Assessorato? L’aver messo la ciliegina sulla torta preparata grazie al sacrificio delle famiglie? Che senso ha per le famiglie donare questi libri all’Assessorato quando già da anni, in assenza di partecipazione istituzionale, si sono date da fare le associazioni culturali o di solidarietà sociale? Li dovremmo donare per far fare bella figura alle istituzioni? E questa riflessione non viene da una persona (scrivente n.d.r.) che non ha sensibilità sul tema…tutt’altro. Lo sharing, nell’era 2.0. va di moda e “fa figo”, ma quando lo si vuole rendere istituzionale, si deve acquistare consapevolezza che esso deve poggiare le sue basi partecipative su un sistema di welfare di ampio e strategico valore non solo quantitativo ma anche qualitativo. Del resto si è già assistito il flop del bike sharinga Benevento. Se non c’è una cultura della mobilità pubblica, come Benevento avrebbe potuto diventare la città del muoversi sostenibile? Se non ci si attiva con strumenti di sensibilizzazione ed educazione che siano operativi e incisivi, come si possono scardinare abitudini e stili di vita insostenibili? Davvero abbiamo solo per un attimo pensato che la cittadinanza avrebbe cominciato a muoversi in modo ecocompatibile in una città in cui le istituzioni preposte hanno fatto morire, con dolo, il trasporto pubblico?

La Benevento sostenibile non è quella dello sharing. O meglio, solo esclusivamente dello sharing. È prematuro per le nostre istituzioni locali promuovere un siffatto sistema. La Benevento sostenibile comincia dallo sviluppo, dalla valorizzazione delle diversità e dalla rimozione delle situazioni di disagio e di iniquità. Perché l’Assessorato non agisce sulla rimozione delle cause che comportano, per ampie fasce di popolazione, il mancato accesso alla cultura? Perché non si comincia ad affidare strumenti e perché no finanziamenti (anche minimi) alle associazioni culturali che da anni si impegnano, basandosi esclusivamente sul sacrificio e l’adesione morale dei volontari? Invece di svendere gli immobili perché non li si rivitalizza affidando anche una sola stanzetta ad associazioni culturali che possono erogare lezioni, corsi di formazione, allestire biblioteche per le fasce più a disagio? Del resto la stessa nota argomenta sulle “condizioni di omogeneità per gli utenti della scuola pubblica di oggi e di domani”, mettendo in campo i valori principali della sostenibilità ovvero l’assicurare condizioni e strumenti di sviluppo per un’equità infragenerazionale e intergenerazionale.

 

Read More
La Redazione 12 Dicembre 2013 0
Cronache

La s-vista di Limatola



 Stavolta l’archeologa investigatrice si è recata come semplice curiosa visitatrice al castello di Limatola, per vedere il mercatino di Natale, proprio quando, ahimè, si è verificato un problema che non poteva certo restare solo sulle bocche dei malcapitati.

Alle 16,30 mi metto in fila come tutti, per acquistare il biglietto d’ingresso per il mercatino, e già questa scelta di far pagare il semplice varcare la soglia del Castello, mi sembra azzardata visto che i nordici mercatini di Natale, da cui noi del sud prendiamo ispirazione, si svolgono in contesti che non prevedono il biglietto d’ ingresso! Se proprio dobbiamo imitare, cerchiamo di farlo come Nord comanda! E allora la scelta di far sborsare 3 euro all’ avventore la condivido solo se finalizzata al mantenimento della struttura, alla pulizia, al pagamento del personale di sicurezza che da qualche parte dovrebbe pure intravvedersi in un evento di tale portata, anche se io non ho visto alcuno addetto a tale mansione.

Giunta a qualche metro dalla postazione “ Biglietteria” inizia a spargersi la voce che la stessa è momentaneamente chiusa, vista l’ affluenza di persone, e che si dovrà attendere qualche minuto, in modo che possa uscire un parte dei presenti all’ interno della struttura, così da garantire a tutti sicurezza e tranquillità durante la visita! E fino a qui ci siamo, mi sembra una scelta logica! Ciò che m’incuriosisce è il subitaneo allontanamento, dopo “l’annuncio”, degli addetti allo sbigliettamento, ma poi penso che forse anche loro vanno in pausa per qualche minuto! Solo che i pochi minuti poi diventano 15, poi 30, poi 60, ed è a questo punto che arriva il bello…

Durante l’ attesa il numero delle persone in uscita dal castello aumenta, così come aumenta il numero di noi desiderosi di entrare, ma nessuno è in grado di capire cosa stia succedendo! Perché non ci fanno entrare se stanno uscendo tutte queste persone? Perché quelli della biglietteria se la stanno ridendo e bevendo e non si mettono a lavorare? Ma siamo sicuri che ci fanno entrare? Queste ed altre le domande che sempre più dilagano tra gli assiepati e allora, al culmine della sopportazione, decido di andare a parlare con la persona che faceva entrare chi era già munito di biglietto, e gli chiedo gentilmente di spiegarmi quanto sta accadendo e mi risponde: “E mica sono un cronista io che ti devo dire quello che succede?” E gli rispondo: “Lei ha il dovere di comunicare a me e tutte le altre persone presenti quello che sta succedendo! Non è possibile che nessuno comunichi a tutta questa gente che il Castello è  momentaneamente chiuso! Lei che ci sta a fare qui? Anzi, comunichi a chi di dovere che una dis-organizzazione così, non si può accettare!” 

Poi decido di sfogarmi anche con i ragazzi addetti allo sbigliettamento: “Scusa, puoi dire a chi ti comanda, che la gestione di questo evento fa veramente schifo? Avete creato soltanto uno stallo umano bloccando gli ingressi su e giù! Vi siete almeno resi conto di quante persone sono ferme in attesa, davanti a voi, mentre bivaccate?” A queste mie parole si aggiungono le altre di una ragazza che felicemente fa notare quanto gli “addetti ai lavori” se la stiano ridendo da dietro al vetro e allora la mia risposta arriva immediata: “Se la ridono perché a loro viene ordinato cosa fare e cosa non! Il problema è all’ apice dell’ organizzazione, in chi comanda tutto! Loro possono solo ridacchiare, perché sono cretini!” Nel frattempo quasi tutte le persone in fila avevano girato i tacchi e intrapresa la via del ritorno a casa! E io non contenta mi dirigo all’ info-point, nel tentativo di avere maggiori informazioni, almeno su chi organizzava l’ evento! Peggio che andar di notte! Faccio solo un semplice appunto alla biondina che dava informazioni facendole notare che avrebbe potuto scrivere su un banalissimo cartoncino che momentaneamente le visite erano sospese e avvisare le persone di quanto stava succedendo! La risposta che mi vien data è già indicativa… “ma è una cosa che sta succedendo adesso!” “Adesso?? – non so come riesco a contenermi – sinceramente è da un’ora che sono in fila e tu mi vieni a dire che adesso sta succedendo tutto questo? Scusa, mi sai dire chi vi gestisce e vi ordina cosa fare?”
 La risposta è un disarmante “non lo so” e allora lì mi viene naturale risponderle: “Il tuo  – non lo so –  è peggio di quello che hai detto prima! Stai qui a fornire informazioni e non sai neanche dirmi chi comanda tutto! Fai meglio a stare proprio zitta, almeno eviti altre figuracce!” E i volti incapaci di trovare le risposte e le parole per far fronte ad un generale disappunto, sono la risposta a tutto! Complimenti all’ organizzazione, al direttore artistico – se presente – insomma complimenti a tutti per la dis-organizzazione! Gentilmente, se l’anno prossimo avrete un notevole declino di visitatori, non vi lamentate! Ricordate piuttosto quanto accaduto un anno prima e se proprio non volete ammettere che per organizzare eventi ed essere pronti a fronteggiare situazioni non previste, servono persone capaci, abbiate almeno il buonsenso di ammettere che in fondo bastava solo comunicare quanto stava succedendo, bastava solo che le finte persone addette alla sicurezza avvertissero, girando tra gli astanti, che il castello era momentaneamente chiuso!                          

Read More
La Redazione 12 Dicembre 2013 0
Cronache

Montesarchio. Il problema di Tre Ponti

FOTO DEL 30 novembre 2013


Nelle scorse settimane un’interrogazione parlamentare del Movimento Cinque Stelle poneva l’attenzione sulle condizioni della discarica di Montesarchio in località Tre Ponti.
Su internet veniva pubblicata una fotografia che mostrava il distacco della copertura di sicurezza nella parta alta della discarica. 

Resta l’interrogativo: a Tre Ponti c’è stato un reale intervento di bonifica oppure siamo di fronte ad un’operazione di facciata? Nel 2008 iniziarono i lavori di risanamento e riqualificazione ambientale per un importo di oltre 1,3 milioni di euro. Vennero costruiti dei campi e una struttura sportiva attualmente inutilizzati.

L’anno scorso, nel mese di settembre, abbiamo fotografato la zona e il 30 Novembre di quest’anno siamo tornati sul posto per nuovi scatti. Non abbiamo notato cambiamenti, tranne l’apposizione delle recinzioni metalliche. Tutto è fermo e abbandonato. Inoltre, resta il mistero di cosa ci sia veramente sotterrato a Tre Ponti. Fonti confidenziali ci ripetono che sotto quella montagna c’è una bomba chimica. Sarà vero? 

QUALCHE MESE FA ABBIAMO FATTO UNA DENUNCIA AL CORPO FORESTALE DELLO STATO PER ATTIVARE LE INDAGINI.





FOTO DEL SETTEMBRE 2012



Read More
La Redazione 11 Dicembre 2013 0
Cronache

Blocchi e presidi, il giorno dei Forconi: proteste in tutta Italia. Tensioni e traffico in tilt.

Presidi, blocchi, stradali e assemblee pubbliche. Ieri è cominciata la protesta coordinata dal Movimento dei Forconi, dal LIFE (Liberi Imprenditori Federalisti Europei) e dal Movimento autonomo degli autotrasportatori e migliaia di liberi cittadini.

I cortei più imponenti ci sono stati a Torino, Roma, Genova e Napoli, più decine di manifestazioni nelle città più piccole nel nord, al centro e nel sud della Penisola. Si tratta di un movimento trasversale, eterogeneo nella composizione e nelle rivendicazioni che però vuole mandare un messaggio chiaro al governo italiano: le politiche di austerità finanziaria sono insostenibili, l’atteggiamento passivo nei confronti dell’Unione Europea è inaccettabile.

Un centinaio di persone, soprattutto ragazzi, hanno partecipato al corteo che ha attraversato la città di Benevento.

Read More
La Redazione 9 Dicembre 2013 0
Cronache

Il Natale rubato


Una passeggiata per la città, oltre al Corso Garibaldi, dove quattro luci, un Babbo Natale che indica il firmamento (o probabilmente vi vuole solo mandare a quel paese …) e una slitta, danno l’impressione che il Natale sia vicino. 

Il 7 dicembre tutto è ancora spento. In giro non ho visto nessuna traccia di quelle decorazioni che di solito arricchiscono l’ambiente urbano nel periodo delle feste. Nessuna luminaria appesa neanche per sbaglio, solo gli ornamenti dei commercianti. 
Capodimonte come Rione Libertà, Rione Ferrovia come viale Atlantici e Mellusi, tutta la città sembra morta. 
Una città triste, spenta con le strade sempre uguali e con i bambini che chiedono il perché nei loro quartieri in Natale non sia arrivato. Come rispondergli? Che il Comune non ha soldi? Che spende per altri “bisogni” indubbiamente più necessari di questi (del tipo 15.200 euro Assunzione impegno di spesa per la manutenzione ordinaria e straordinaria del nuovo inceneritore presso il cimitero comunale).

Hanno rubato il Natale ai bambini, hanno rubato la speranza ai grandi. Signori se siete capaci vedete di restituircelo e in fretta, la pazienza sta per finire.

Read More
La Redazione 9 Dicembre 2013 0
BeneventoCronache

Le poltrone girevoli

Con incarichi e nomine, squisitamente politiche, negli ultimi trenta anni, abbiamo assistito a quello che comunemente viene definito “il valzer delle poltrone”.
Fino a qualche anno fa questo era possibile per due motivi:
  1. La classe dirigente era la più qualificata ad occupare tali posti, poiché la classe media ignorava i meccanismi burocratici e non aveva le competenze tecniche;
  2. Il tutto avveniva con decisioni “nelle camere del potere” al solo appannaggio della classe politica dirigente.
Oggi questo è stato bypassato dalla maggiore istruzione di tutti i ceti e dall’avvento del web.Immaginare di non dovere spiegazioni, perché il popolo ignora, è a dir poco stupido. E’ sotto gli occhi di tutti lo sfascio socio/economico a cui hanno portato 50 anni di mala gestione della cosa pubblica, ma negli ultimi anni, il fenomeno si è amplificato grazie all’incompetenza di chi, su quelle poltrone, si e’ seduto.
E la classe dirigente cosa ha fatto?
Invece di scalzare da quelle poltrone gli incompetenti, li ha fatti ruotare di incarico in incarico, di nomina in nomina, di poltrona in poltrona, credendo che, un cambio di seggiola, potesse regalare la competenza.
Risultato: la classe politica ha fallito e sta facendo fallire, con questa gestione delle poltrone, tutti i Comuni, gli Enti, le Partecipate e tutto ciò che e’ stato chiamato a gestire!
Ormai i Comuni viaggiano di emergenze in emergenza e noi che facciamo? Ignorando la più ovvia delle soluzioni, cioè mettere competenti ai posti di comando, continuiamo a mettere persone nominate dai partiti.
E questo e’ il vero punto!
Una volta anche costoro erano l’espressione più sublime di chi rappresentavano. Il popolo votava persone che riteneva più importanti e competenti a gestire la cosa pubblica, che a loro volta venivano votati per queste famose poltrone. Ma una volta il popolo poco ne capiva di politica. Oggi poco ne capisce anche chi è seduto su quelle poltrone!
In conclusione chi siede su quelle poltrone ha incompetenza politica e incompetenza gestionale.
Risultato: i problemi resteranno invariati e andranno semplicemente amplificandosi giorno dopo giorno.
Cosa produrrà una gestione della cosa pubblica da parte di personaggi non qualificati?
A cosa porterà ?
Semplicemente ad un aggravamento delle emergenze!

Da quella per la casa, a quella del pagamento delle imposte, da quella della gestione rifiuti a quella dei trasporti. E questo condurrà ad una sempre minore tolleranza da parte del popolo, che sfocerà, inevitabilmente, in scontri.

Read More
La Redazione 8 Dicembre 2013 0
BeneventoCronache

DOV’E’ LO SPETTACOLO?

LA NOSTRA “ARCHEOLOGA INVESTIGATRICE”, SI E’ RECATA AL TEATRO ROMANO….


Benevento, Teatro Romano, arte, storia, teatro, spettacolo, un tempo … ma oggi? 
Oggi se decidiamo di visitare il nostro bel teatro, che nulla ha da invidiare ad altri ben più famosi, ciò che ci si apre dinanzi agli occhi è l’immagine di un teatro, interessato da indagine archeologica nella parte della cavea sottostante la Chiesa S. Maria della Verità, lavori di restauro – messa in sicurezza, un tempo pieno di spettatori e oggi frequentato da qualche visitatore o spettatore. In verità, se andiamo a contare quanti biglietti d’ingresso vengono “staccati” ogni anno, ci rendiamo conto che esiste nella nostra città un monumento a dir poco sconosciuto ai turisti, ma anche agli stessi beneventani. Se poi ci soffermiamo a pensare che un teatro romano è sì un luogo di spettacolo, ma innanzi tutto è un luogo storico, un bene culturale, allora è naturale storcere un po’ la bocca e pensare che una potenziale ricchezza per la nostra città è lasciata lì, senza essere dovutamente sfruttata come teatro in sé, e come punto d’ attrazione turistica. Ma come dire … inutile parlarne! Tanto, quando si parla di beni archeologici, culturali, o più semplicemente di patrimonio culturale, tutti ne parlano, tutti se ne vantano, ma nessuno che pensa di poter fare qualcosa che possa essere davvero costruttivo e che crei, almeno per la nostra città, un indotto turistico. Sono anni che Benevento non vede gruppi di turisti che periodicamente visitano la nostra città! Ma non è che ci hanno cancellato dalle carte turistiche della Campania??


reperti in libertà

reperti liberi

Geograficamente e storicamente esistiamo … eppure non riusciamo a far parte di quel circuito che vede il costante arrivo di turisti desiderosi di visitare la nostra città che nulla ha da invidiare ad altre più famose! Ma torniamo al nostro bel Teatro!

Quello che oggi si presenta è purtroppo quanto resta del passato glorioso di un teatro costruito tra la fine del I e l’inizio del II d.C. , di cui non è visibile più la decorazione marmorea, che un tempo ornava interamente la struttura e che oggi possiamo riconoscere tra i vari reperti, colonne e rilievi, che accompagnano il visitatore lungo il percorso che porta dall’ingresso fino alla parte scenica vera e propria. Materiali esposti alle intemperie, a memoria di un passato che sembra non interessare più a nessuno, tanto che non è presente personale qualificato che accompagni eventuali visitatori o fornisca informazioni utili a riguardo. Altro scenario poco gratificante è quello che vediamo quando ci affacciamo per scoprire cosa c’è sotto il palcoscenico! Una struttura in ferro mantiene il palco vero e proprio, e tra i pali, dietro la rete di protezione (?), tanti bei reperti di epoca moderna, bottiglie d’ acqua, lattine, pannelli di legno, reperti vari insomma che si accompagnano a ben più interessanti resti di decorazioni marmoree dimenticate li sotto da chissà quanto tempo! Sebbene sia difficile forse attribuire una precisa collocazione storica a tali reperti, perché forse decontestualizzati e giunti in teatro per vie a noi sconosciute, è mai possibile che nessuno si accorga della loro presenza, mentre in questi giorni si sta effettuando una campagna d’indagine archeologica all’interno del teatro? 

Chi è chiamato a sorvegliare gli scavi? Chi per distrazione o noncuranza non ha mai guardato al di sotto del palcoscenico? Come al solito, tante domande, poche risposte! Ma oltre questa particolare nota, ciò che preme sottolineare è proprio la gestione del nostro bene e patrimonio storico! E’ mai possibile che non si riesca a mantenere un bene come il nostro, a sfruttarlo come ricchezza, facendo un’operazione di marketing o assegnando la gestione dello stesso a privati che operino affinché ci sia un ritorno anche in termini economici anche per la città e per il turismo? La gestione da parte degli Enti Pubblici non sempre risulta essere adeguata e mirata, e allora perché non aprire gli orizzonti e pensare dunque ad una cooperazione con personalità qualificate in grado di fornire maggiore dignità al nostro patrimonio? In Italia sono tanti gli esempi cui poter guardare, basterebbe solo un po’ di buona volontà e considerare che il fine di ogni operatore in campo culturale, non è il tornaconto personale, ma lo sviluppo della cultura, del bene culturale.

Read More
La Redazione 7 Dicembre 2013 0
Benevento

Disagi al Rione Ferrovia

Una nostra lettrice del Rione Ferrovia ci scrive per segnalare i disagi che affrontano i residenti della zona. Il tono è rabbioso, passionale ma sincero, per questo la pubblichiamo senza censure.


Gentile redazione,
scrivo questa nota per porre all’attenzione dei cittadini beneventani lo scempio non solo urbanistico ma anche sociale che si sta compiendo al Rione Ferrovia (….)


Quelli che erano stati concepiti come interventi migliorativi e che ci erano stati spacciati dalla nostra amministrazione comunale come provvedimenti inderogabili ma di ottimizzazione della qualità del vivere urbano si stanno dimostrando con tutti i loro effetti nefasti sia per i residenti che per i commercianti. E siamo solo all’inizio! A cosa servono gli interventi di facciata? A cosa serve buttare fumo negli occhi dei cittadini e dei (pochi) visitatori della città? Perché il sindaco o chi per esso non viene a farsi una passeggiata nelle vie interne al Viale Principe di Napoli (Via Vittorio Veneto, Via Fatebenefratelli, per esempio)? Sa cosa troverà? Troverà rifiuti abbandonati per strada, mattonelle dei marciapiedi completamente divelte e pericolose per i pedoni, illuminazione insufficiente, degrado architettonico. Per i residenti di queste aree adiacenti il viale, è diventato impossibile parcheggiare l’automobile…già perché si è deciso di tappezzare di strisce blu il viale e quindi coloro che frequentano l’Ospedale Fatebenefratelli, o altri servizi di cui fruiscono nel rione, alla bell’é meglio si infilano nelle vie secondarie con il risultato di creare ulteriore disagio ai residenti. E’ questa la qualità di vita che ci meritiamo?
Per non parlare della fontana che sorgerà nel bel mezzo della carreggiata a Piazza Bissolati: mi chiedo quale mente abbia potuto concepire un tale ostacolo alla circolazione proprio dove sorge il punto di confluenza di automobili provenienti da diverse direzioni e soprattutto dei mezzi che si avviano al Pronto Soccorso.

Allego alla presente foto di un ingorgo alle 9,30 del mattino, scenario ora giustificabile perché ancora in corso i lavori, ma è facilmente intuibile che questo scenario diventerà la norma anche di qui a quando i lavori saranno terminati. Chissà quale giorno rimarrà imbottigliata un’ambulanza! A proposito di fine dei lavori…era stato declamato, a mezzo stampa, che i lavori sarebbero terminati entro l’estate…ma di quale anno? All’Amministrazione comunale fanno comodo le entrate che i commercianti del Viale assicurano con il regolare pagamento delle loro tasse e imposte e perché allora non si tenta con tutti i mezzi e in tutti i modi di rimuovere quanto prima il disagio? E da una fontana (a Piazza Bissolati) se ne passa ad un’altra (Al piazzale della stazione) chiudendo il viale e con esso tutte le sue eccellenze commerciali. Chi passerà più per il viale a fare acquisti se non si trova parcheggio ed è difficile la circolazione? Probabilmente questo è un piano per orientare la gente a compiere acquisti nei centri commerciali abbandonando al loro destino i piccoli imprenditori che contano esclusivamente sul loro lavoro e sul loro impegno!

Oggi il Rione Ferrovia vive una situazione di disagio che non è certo solo dovuto al traffico e ai lavori in corso. La microcriminalità è aumentata, il meretricio a cielo aperto e sotto gli occhi di tutti, molte attività commerciali si stanno ridimensionando o stanno chiudendo. E tra le tante disfunzioni perché non segnalare anche che, lungo la strada che congiunge il piazzale antistante la stazione al capolinea degli autobus (dove stanno realizzando la passerella coperta) da diversi mesi non c’è un lampione? La zona è buia e per chi spesso prende il treno di mattina presto o sera tardi (e percorre questa strada o a piedi o perché deve lasciare la macchina nelle traverse secondarie per evitare di lasciare il guadagno di una giornata sulle strisce blu) è un disagio e ci si sente davvero poco sicuri. E’ davvero così difficile installare qualche lampione di emergenza? È davvero così difficile arrivare a capire che una strada poco o per niente illuminata incoraggia delinquenza e atti di vandalismo?

Solo operazioni di facciata senza alcun reale interesse ai problemi reali della città. È questo che il cittadino beneventano si merita? È questa la città che ci meritiamo? La città con la fontanella zampillante ma senza lavoro? La città con il piazzale ampio davanti alla stazione ferroviaria ma senza treni? La città con i piccoli commercianti che sono costretti a chiedere i prestiti per contribuire con la Tares e l’Irpef comunale?”

Read More
La Redazione 6 Dicembre 2013 0
  • 1
  • …
  • 59
  • 60
  • 61
  • 62
  • 63
  • 64
pagine
  • Benevento
  • Blog
  • Cronache
  • Cultura
  • Documenti
  • Inchieste
  • Inchieste fotografiche
  • Le Vignette
  • Novità
  • Rubriche
  • Sannio
  • Senza categoria
  • Video
Tag
#rialzatibenevento #SiAmoSannio abbandono alfredo verga alluvione amministrazione comunale amministrazione pepe amts artisti artisti locali atti vandalismo benevento briganti sanniti centro storico benevento comune di benevento cultura degrado dr jazz eventi fallimento amts fausto pepe galleria malies giustizia gospel il saloon il sannio sa remare Island Tales ivan & cristiano jazz Junius mad in sud malies mimmo cavallo musica musica jazz natale ponte san nicola presepe referendum 12 giugno rubriche sannio sannio report Simone Schiettino truffa vandali
Trending Tags
#rialzatibenevento #SiAmoSannio abbandono alfredo verga alluvione amministrazione comunale amministrazione pepe amts artisti artisti locali atti vandalismo benevento briganti sanniti centro storico benevento comune di benevento cultura degrado dr jazz eventi fallimento amts fausto pepe galleria malies giustizia gospel il saloon il sannio sa remare Island Tales ivan & cristiano jazz Junius mad in sud malies mimmo cavallo musica musica jazz natale ponte san nicola presepe referendum 12 giugno rubriche sannio sannio report Simone Schiettino truffa vandali

Copyright © 2020 Virtus by WebGeniusLab. All Rights Reserved