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Category: Le Vignette

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FRANCO FRANCESCA E LA SFILATA-MANIFESTO: METÀ AFRICA, METÀ EUROPA NEL SEGNO DI RINO GAETANO

Moda, migrazione, multiculturalità e impegno civile al Teatro Romano di Benevento. Franco Francesca EcoLuxury® anticipa il concerto della Rino Gaetano Band trasformando la passerella in un manifesto artistico e politico.

Non una semplice collezione, ma una vera sfilata-manifesto. È questa la chiave della fashion performance firmata Franco Francesca EcoLuxury® che ha anticipato, al Teatro Romano di Benevento, il concerto della Rino Gaetano Band.

Ad accompagnare l’azione scenica, Metà Africa metà Europa, brano meno conosciuto ma ancora oggi di sorprendente attualità. Da qui nasce una collezione fondata sulla contaminazione: tessuti di provenienza africana dialogano con materiali e lavorazioni italiane, mescolando suggestioni europee e africane e recuperando alcuni elementi iconici dello stile anticonformista di Rino Gaetano: bombette, cilindri, papillon, bretelle, righe e accostamenti volutamente imprevedibili.

Per Franco Francesca, però, la moda è ancora una volta solo il punto di partenza. Un artista deve avere il coraggio di prendere posizione, anche quando questo significa essere impopolare o scegliere una strada meno facile.

La performance ha affrontato temi come integrazione, multiculturalità, migrazione, lotta alla corruzione e alla speculazione, riportando nel presente questioni che Rino Gaetano denunciava quasi cinquant’anni fa e che conservano ancora oggi una forza straordinaria.

Anche la tradizionale idea di passerella è stata sovvertita. Modelle e modelli non sono comparsi da un backstage, ma sono emersi direttamente dal pubblico, scendendo le scale e apparendo da diversi punti del Teatro Romano, quasi fossero parte della comunità prima ancora che dello spettacolo. Sul palco, anche un piccolo Rino Gaetano ha completato simbolicamente una messa in scena pensata per sorprendere e, talvolta, spiazzare.

Ed era proprio questo l’obiettivo: non cercare necessariamente il consenso, ma provocare una reazione. Perché lo stupore autentico non coincide sempre con il piacere: significa fermarsi, interrogarsi, pensare.

«Un creativo non copia: osserva, reinterpreta e rilancia» è il principio che attraversa da sempre il percorso di Franco Francesca. Anche questa performance nasce quindi dal territorio, ma guarda decisamente oltre i suoi confini.

Grazie alla collaborazione con Francesco Tuzio e l’Accademia delle Opere, l’evento ha coinvolto persone provenienti da diverse parti d’Italia e dall’estero, confermando la volontà di costruire intorno a Benevento una rete sempre più internazionale di arte, moda e cultura.

Importante anche la collaborazione sul territorio, con Gabriele del gruppo Gaeta – Jean Louis David Benevento per l’hairstyling e Adele per il make-up.

Particolarmente significativa la connessione con Stoccarda e la Germania, terra legata alla storia personale di Franco Francesca, nato in Germania da una famiglia italiana emigrata. Dall’area di Stoccarda è arrivato a Benevento anche il fotografo di origine armena Konstantin Arutyunyan che ha documentato non soltanto la performance, ma anche il Triggio, l’Eco Palazzo Atelier, la città e le collezioni.

Il lavoro fotografico rappresenta l’inizio di un progetto più ampio, destinato a proseguire nei prossimi mesi e a trasformarsi in una futura mostra: un racconto per immagini del viaggio a Benevento, dell’incontro tra culture e del percorso creativo di Franco Francesca, con l’obiettivo simbolico di riportare attraverso l’arte il designer nei luoghi della sua nascita.

La multiculturalità non è rimasta soltanto un concetto estetico. Alla performance hanno partecipato anche due giovani originari della Guinea che oggi vivono e lavorano a Benevento, portando sul palco storie reali di migrazione, lavoro e integrazione.

Ed è forse proprio qui che si comprende pienamente il senso del progetto: Metà Africa, metà Europa non come semplice citazione musicale, ma come incontro contemporaneo di identità, persone, materiali e storie.

Una moda che non vuole limitarsi a vestire il corpo, ma che prova ancora una volta a raccontare il presente.

E soprattutto a creare quello che Franco Francesca definisce da sempre il vero “stupore”.

 

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La Redazione 9 Settembre 2026 0
BeneventoLe Vignette

Alla corte di Benevento

Il re Clemente I (e ultimo) in quel tempo era attorniato da una corte di ministri, consiglieri e altre figure che circolavano insistentemente attorno chiedendo e pretendendo ogni cosa passasse nei loro pensieri.

Il buon Re, anziano e nonno, cercava con il suo fare di accontentare tutto distribuendo a destra e a manca mentre il popolo rumoreggiava perché pativa la fame.

Si decise allora di incontrare i suoi ministri a cui aveva totalmente delegato i suoi compiti istituzionali per fare il punto della situazione.

Per primo incontrò il ministro dei terreni e gli chiese: “avete distribuito la terra ai contadini per farla coltivare?”, e il ministro rispose: “No Sire, sto cercando di costruire cose inutili su quei terreni per aumentare il PIL. D’altra parte, se distribuissimo i terreni per farli coltivare, il Pil non si alzerebbe e le altre nazioni potrebbero pensare che siamo poveri. Invece siamo tanto ricchi da poter costruire cose inutili”.

Il Re pensò che il discorso era logico e non faceva una piega.

Chiamò poi il ministro dei trasporti che non si ricordava la strada per il Palazzo Reale e si perse nei meandri del Regno. Stanco di aspettare il suo arrivo mandò dei fidi cavalieri alla ricerca. Dopo qualche ora lo trovarono al santuario di MonteVergine. Lo recuperarono e portarono dinanzi al Re

 

“Allora ministro mi può dire perché i trasporti non vanno?”.

“Sire perché costano troppo alle nostre casse, tra l’altro i cavalli consumano troppo fieno, i conduttori vogliono essere pagati e i trasportati non vogliono pagare il biglietto”.

“E come facciamo?”.

“Aboliamo i trasporti, cosi i cittadini si tengono in forma camminando a piedi e noi risparmiamo”.

“Ottima idea”.

Intanto il cardinale Richelieu, consigliere principale, segretario della Corona, ministro di tutto e che tutto vede e sa, entrò nella sala del Re.

“Sire ho saputo dei malcontenti degli aristocratici, per farli tacere ho cercato di accontentarli su tutto, ma pretendono sempre di più, secondo il mio parere dovremmo metterli alla gogna evidenziando i loro comportamenti…mettiamoli al pubblico ludibrio e vedrete che si ritireranno in buon ordine”.

“Ottima idea, fatelo”.

Fu la volta del ministro delle strade.

“Ministro mi è stato riferito che le strade che state facendo o rifacendo durano poco, si sgretolano dopo qualche giorno di pioggia. Come mai?

“Sire i nostri mastri cercano in tutti i modi di farli a regola d’arte ma poi le pietre non sono quadrate, la malta non è malta, gli operai non operano, l’erba cresce, le stagioni si susseguono irregolari, i carri vogliono camminarci sopra e non va bene e come lo fanno succede quello che avete detto”.

“Ummmm, pedonalizziamo le strade vietandole ai cani e a tutti i mezzi con le ruote”.

“Sire oltre ai carri non c’è nulla, le biciclette non sono state ancora inventate”.

“Vietiamole preventivamente. Non si sa mai”.

Entra come un uragano il Comandante delle Guardie Reali.

“Ma come è bravo il nostro Re, ma come è buono il nostro Re, mai avuto un Re migliore…lunga vita al Re”.

“Comandante falla breve cosa vuoi?”

“Sire nulla di che volevo chiedervi il permesso di autonominarmi feldmaresciallo, generale di corpo d’armata, eroe dei due mondi, Kaiser, Zar, Imperatore austro-ungarico, capo apache, l’ultimo dei Mohicani…”

“Sì, appuntati tutti i titoli che più ti piacciono. Non infastidirmi più di tanto”.

Arriva il ministro delle finanze.

“Sire non abbiamo più soldi da spendere per i nostri sudditi”.

“Come non abbiamo più soldi? Tuonò il Re

“E i nostri banchetti, le luci, le feste e i panettoni (ma erano stati già inventati?), le cene in bianco-verde-rosso a pois?”.

“No Sire non mi avete capito, non ci sono più soldi che possiamo spendere per far stare bene i nostri sudditi…mica per quello che avete detto”.

“Aaaaaaaaaaa ministro mi stavate facendo prendere un colpo, anche perché avevo già pensato di prendere i soldi stanziati per la bonifica della palude, quelli per l’acquedotto comunale e anche quelli per la giustizia”.

“Sire…quelli già li abbiamo presi per la festa di fine anno”.

“Ah sì? Me ne ero dimenticato. D’accordo ministro, i sudditi possono aspettare”.

Entra la Regina.

“Cos’è tutto questo chiasso? Che stai facendo? Perché lo fai? Chi ti ha dato il permesso? Lo sai che senza chiederlo a me non devi far niente oltre che stare seduto sul trono”

“Ma moglie mia pensavo che almeno la normale amministrazione del regno…”.

“Tu non devi pensare, tu devi solo guardare e salutare al resto ci penso io. E la prossima volta che disubbidisci ti punirò in modo adeguato”.

“Nooo per favore i tuoi manicaretti nooooooooo!L’ultima volta sono stato quindici giorni con il mal di pancia”.

“E invece sì! Cosi poi passerai tutta la tua giornata sul gabinetto invece di impicciarti in affari che non ti riguardano”.

“Va bene”. Annuì il Re…

Dopo quella “cazziata” il Re, depresso, chiese al valletto chi c’era ancora fuori.

Il giullare rispose il valletto…

“Fallo entrare”

Ed entrò un essere tozzo, grasso tutto unto per come mangiava, sembrava più che un giullare, un barbone…

“Mio fedele suddito…perché non mi fai ridere?”.

“Sire non ho voglia perché non mi avete accordato le poche richieste che vi avevo fatto dopo avervi servito fedelmente per tanti anni”.

“Azz poche richieste? Nominarti cavaliere, tesoriere, carrozziere, barbiere, fontaniere, mentre ti dovrei nominare solo pallottoliere di corte?”.

“E io chiamo a raccolta i miei fidati amici e vi faccio una campagna mediatica contro, vi metto contro gli aristocratici, i villici, i sudici, le cimici e i comici”.

“I tuoi due amici? Miiiiiiiii che pauraaaaaaaaaa. Vallettoooooooo chiama il boiaaaaa…”

“Nono scherzavo, adesso vi racconto la barzelletta dei 3 carabinieri…”

“Sire c’è rimasto il ministro e delegato al fancazzismo e il ministro per il bene dei sudditi”.

Va bene fai entrare il secondo…

“Ministro allora come vanno le cose?”.

“Sire il popolo ha fame ma non abbiamo più pane da dargli”.

“Qui facciamo subito, dategli le briosche!”.

E il ministro se ne andò via pensando a dove prendere 60.000 briosche da dare al popolo…

Entrò il ministro al fancazzismo.

“Ministro come vanno le cose?”.

“Non potrebbero andare meglio, i cittadini se ne vanno, il commercio è fermo, l’industria non industria, i nostri operai, tecnici e manovali non fanno nulla tutto il giorno, gli uffici mettono tutti in attesa e rimandano di mesi le cose da fare”.

Il Re riprese di nuovo a sorridere.

“Benissimo, cosi al più presto mi potrò togliere la corona dalla testa e andare a fare il Re in un territorio più grande”.

Morale: larga la foglia stretta la via, dammi il potere e così sia…

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La Redazione 21 Novembre 2019 0
BeneventoCronacheLe VignetteNovitàSannioVideo

Brucia il Vesuvio: gli effetti sono arrivati nel nostro territorio

Stanno ancora bruciando migliaia di ettari di macchia mediterranea sul Vesuvio. Il fumo degli incendi da ieri è arrivato nel nostro territorio. Ecco il video.

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La Redazione 12 Luglio 2017 0
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Eredità da serie B

E dopo le parole rilasciate a TV7 sabato scorso dopo la promozione del Benevento in Serie B, questa vignetta è tutta per il nuovo bomber dei sanniti.

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La Redazione 2 Maggio 2016 0
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Wikipepe

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Intercettazioni atomiche!!!

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La Redazione 21 Dicembre 2015 0
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Sciacalli?!?!…mica siamo in Africa!!!

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La Redazione 23 Novembre 2015 0
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Come va a Benevento? Va tutto bene! (Dice il sindaco Fausto Pepe)

Questa vignetta riassume in maniera precisa ciò che il sindaco, e la sua amministrazione, hanno fatto e hanno detto dopo l’alluvione del 15 ottobre.

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La Redazione 18 Novembre 2015 0
BeneventoLe Vignette

Immondizia

Dal vocabolario italiano: ammasso di spazzatura, rifiuti.

Deriva dal latino IMMUDITIA, derivazionedi IMMUNDUS che significa “IMMONDO“.

I sinonimi conosciuti: spazzatura, rifiuti, pattume, sporcizia, robaccia, sudiciume, sozzura, lerciume, lordura.

In senso figurato: immondezza, impurità, corruzione,…..

La spazzatura, che raccolta in appositi recipienti. è poi asportata, con vari sistemi, dagli addetti al servizio di nettezza urbana.

L’immondizia si divide con la raccolta differenziata:

Vetro (campana verde per le strade)

Plastica (buste)

Carta (busta blu)

Umido (bidone marrone)

Secco non riciclabile (bidone verde)

Nel Comune di Benevento con l’ordinanza 213 dal 13 novembre 2009 viene ribadita la necessità di salvaguardare gli interessi pubblici connessi all’ambiente attraverso una riduzione delle quantità di rifiuti indifferenziati da conferire agli impianti di trattamento. Il tutto da attuarsi mediante il rafforzamento dei sistemi per la raccolta differenziata dei rifiuti urbani, suddividendo a monte i vari tipi di rifiuti in modo da poter recuperare più facilmente le risorse e risparmiare energia.

Oggi, a distanza di sei anni, si è rivisto il piano “Nettezza Urbana”. Il Piano è: “ATTENZIONE ALL’AMBIENTE, TECNOLOGIA ED INNOVAZIONE, UNA REALTÀ’ SOLIDA E PROIETTATA VERSO IL FUTURO. OBBIETTIVI: SPINGERE VERSO SOLUZIONI CHE TUTELINO MAGGIORMENTE LA SALUTE E L’AMBIENTE“.

Ecco perché oggi la città di Benevento è una discarica a cielo aperto.

In ogni zona, in ogni quartiere, in ogni angolo troviamo rifiuti abbandonati.

La nostra attuale amministrazione comunale ci ha regalato il più grande inceneritore di Benevento, il COMUNE.

Si, perché li si insabbia e si brucia di tutto.

Tutto quello che potrebbe essere buono per la città, va in fumo. Speriamo che almeno quello si possa riciclare…il FUMO.

Anna Loren

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La Redazione 24 Febbraio 2015 0
Le VignetteNovità

Benevento, il campo da golf piu’ grande d’Europa

Il golf, come tutti sappiamo, è uno sport di precisione. Si pratica su un campo aperto, per mezzo di una pallina e una serie di bastoni.

Lo scopo è quello di colpire la pallina, lungo un apposito percorso, da una piazzola di partenza (tee), fino ad una buca sistemata nella zona di arrivo (green) mediante una successione di colpi conformi alle regole. Per effettuare questi colpi i giocatori si avvalgono di bastoni di acciaio dotati di terminali di forma, peso e dimensioni diverse.

Siccome il golf è uno dei pochi sport a non avere un campo di gioco standardizzato, ogni campo nel mondo è diverso. Dovrebbe comprendere percorsi di 9 o 18 buche, tra 100 e 550 metri.

Nella vasta area di Benevento, dalla superficie di 130,84 km2, posta in una conca circondata da colline, si trova oggi il più grande campo da golf.

Questo perché l’amministrazione comunale cittadina, visto che con gli altri sport non guadagnava nulla, ha pensato di usare le varie buche della città, affinché un giorno, un intenditore di “golf” si accorgesse di questa opportunità.

Nel frattempo si sono un po’ riviste le regole del gioco: lo sport qui si avvale di altre regole: qui abbiamo 20 buche ogni 50 metri, le palle sono le auto e i bastoni i pedoni.

Lo scopo è quello di finire con la macchina o con qualche caviglia in buca e vince chi prima arriva dal meccanico o in ospedale.

Il Nostro tee è il TERMINAL già pieno di buche e l’arrivo (il green) è il meccanico e l’ospedale.

Buona partita a tutti.

P.s. Si ringrazia lo sponsor: “IL COMUNE di BENEVENTO”

Anna LorenIMG_6001

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La Redazione 18 Febbraio 2015 0
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