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Inchieste fotografiche
Home Archivia per categoria "Inchieste fotografiche"

Category: Inchieste fotografiche

BeneventoBlogCronacheCulturaDocumentiInchieste fotografiche

Benevento conquista ancora i giovani americani: 36 studenti del Nebraska alla scoperta della Via Appia e della memoria familiare

Dopo aver accolto negli anni studenti provenienti dalla California, dall’Australia, dal Canada e dal Sud America, Franco Francesca continua a credere nella forza delle esperienze autentiche come strumento di promozione del territorio, della cultura italiana e della propria visione creativa.

Nelle scorse settimane sono stati 36 studenti del Nebraska a fare tappa a Benevento nell’ambito di un percorso internazionale ispirato all’antica Via Appia. Un viaggio che da Roma conduce verso Benevento, Pompei, Sorrento e Brindisi, ripercorrendo simbolicamente la strada che per secoli ha collegato Roma al Mediterraneo orientale e alla Grecia.

In una calda giornata tra la fine di maggio e l’inizio di giugno, questi giovani tra i 17 e i 18 anni hanno visitato il Teatro Romano, passeggiato tra le strade del centro storico e scoperto l’atelier di Franco Francesca, che ancora una volta si è trasformato in un luogo di incontro, accoglienza e racconto del territorio. In una città quasi sospesa nella quiete delle ore più calde, l’atelier ha rappresentato un punto di riferimento dove conoscere non solo le creazioni dell’artista, ma anche la storia, le tradizioni e l’identità del Sannio.

Molti di questi studenti appartengono alla terza generazione di famiglie italiane emigrate all’estero. Crescono ascoltando i racconti dei nonni e dei bisnonni, le storie dei paesi lasciati alle spalle, delle tradizioni conservate nel tempo e di un’Italia che, pur essendo lontana, è sempre rimasta viva nella memoria familiare.

Per molti di loro visitare l’Italia non è soltanto un viaggio di studio. È la realizzazione di un sogno custodito per generazioni. Attraverso i loro occhi, genitori e nonni rivivono luoghi che hanno amato, raccontato e tramandato per tutta la vita. Questi ragazzi diventano così il ponte tra passato e futuro, tra la memoria di chi è partito e la curiosità di chi desidera comprendere meglio la propria identità culturale.

Per questo Franco Francesca preferisce parlare di “turismo della memoria familiare” piuttosto che di semplice turismo delle radici. Se il turismo delle radici cerca di rispondere alla domanda “da dove veniamo?”, il turismo della memoria familiare prova a rispondere a una domanda ancora più profonda: “chi siamo?”.

Da oltre vent’anni Franco Francesca lavora proprio su questo segmento, costruendo relazioni con scuole, università e organizzazioni internazionali e creando percorsi che permettono alle nuove generazioni di entrare in contatto con la cultura italiana attraverso esperienze reali e coinvolgenti.

Questo lavoro si intreccia naturalmente con la sua attività di eco-designer, artista, docente e promotore culturale. Perché Franco Francesca non è soltanto un marchio di moda. È un brand registrato che da quasi trent’anni racconta sostenibilità, inclusione, moda lenta, artigianato, territorio e cultura.

Ridurre Franco Francesca a un semplice marchio di abbigliamento o accessori sarebbe limitante. Il brand rappresenta una visione più ampia che utilizza l’arte e la moda come strumenti di comunicazione, relazione e valorizzazione del territorio. Franco Francesca non vende semplicemente prodotti: propone un approccio, una filosofia e uno stile di vita che mettono al centro le persone, la sostenibilità, la memoria e l’identità culturale.

La sua arte e la sua moda parlano del Sannio e di Benevento, delle radici profonde di questa terra, della sua storia millenaria e della sua capacità di accogliere. È per questo che il suo lavoro creativo si fonde con quello di educatore e promotore culturale: ogni progetto diventa un’occasione per raccontare il territorio a chi arriva da lontano.

E il viaggio continua. Sono già in programma nuove visite da parte di scuole internazionali durante l’estate e il prossimo autunno. Iniziative che richiedono una pianificazione complessa e un lavoro organizzativo che spesso si sviluppa nell’arco di 12-24 mesi, ma che continuano a portare nel Sannio giovani provenienti da tutto il mondo.

Perché promuovere un territorio significa prima di tutto creare esperienze capaci di lasciare un ricordo. E quando un ragazzo torna a casa portando con sé un pezzo di Benevento, quella memoria continua a viaggiare, attraversando oceani, generazioni e culture.

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La Redazione 8 Giugno 2026 0
BeneventoBlogCronacheInchiesteInchieste fotograficheSannio

Benevento sotto una pioggia “educata”: l’asfalto racconta le sue crepe

Benevento, ultimamente, sta vivendo un piccolo timido fenomeno: più turisti. Molti non organizzati, non in gruppo, ma curiosi, liberi, con scarpe comode e occhi attenti.
Girano la città, osservano, fotografano… e parlano.
Il feedback sul patrimonio artistico e monumentale è quasi sempre ottimo. Ma – e qui arriva il “però” grande quanto una pozzanghera – tutto il resto lascia parecchio a desiderare.
Non serve uscire dal centro storico, né avventurarsi in zone “periferiche”. Basta camminare.
Magari dopo una pioggia tranquilla, gentile, di quelle che non fanno notizia.
Eppure, puntualmente, compaiono pozze d’acqua, sanpietrini rotti, crepe, avvallamenti, tombini ribelli, deflussi che decidono di non defluire.
Non parliamo di bombe d’acqua.
Parliamo di pioggia educata, di un weekend normale.
Eppure la città reagisce come se fosse colta di sorpresa ogni volta.
Il problema è che non è un caso isolato.
È un andamento.
Ogni quartiere, ogni strada, ogni angolo ha “qualcosa che non va”.
Una buca, una crepa, un rattoppo provvisorio che è diventato definitivo.
E allora fa un po’ sorridere – amaramente – sentire racconti di una città prospera, scintillante, impeccabile.
Perché basta un colpo d’occhio, nemmeno troppo attento, per vedere una realtà diversa.
Una città bellissima, sì. Ma stanca, trascurata nei dettagli, quelli che fanno davvero la differenza per chi la vive e per chi la visita.
Forse Benevento non ha bisogno di essere raccontata come “fantastica”.
Forse ha solo bisogno di essere ascoltata.
E, ogni tanto, anche aggiustata.
…. Appunti sparsi di un beneventano fuori sede,
di ritorno a casa per un fine settimana.
#benevento #sannioreport #resilinzasannita #sannio

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La Redazione 26 Gennaio 2026 0
BeneventoInchieste fotografiche

Una sera d’autunno, con la pioggia, per la citta’

Percorrere sotto la pioggia, in una sera d’autunno, il nostro centro storico, in particolare il nostro Triggio, nel silenzio irreale delle strade vuote…  un’esperienza unica.

Non è la prima, non sarà l’ultima.

Ogni tanto mi fermo, una foto, uno scorcio particolare, una luce di quelle “giuste” e penso alle “pietre” di questa città.

Sono le uniche cose rimaste in piedi in duemila anni di storia. Tutto ciò che si è tentato di costruire, come un castello di sabbia in riva al mare. Prima o poi è crollato.

Le “pietre” di questa città… chissà quante cose hanno visto e quante cose potrebbero raccontare in un’epoca barbara, secondo gli standards attuali,  ma ricca di una storia scritta con il sangue e il sudore di cui andare fieri.

Questo fino a quando il popolo sannita, il fiero popolo di un tempo, non fu sconfitto.

Poi vennero i romani, i longobardi, lo stato pontificio.

E venne il tempo della barbarie reale dove, invece degli “unni” di un tempo, sono calati in massa gli “sciacalli”, che hanno messo in ginocchio la nostra città rendendola cosi com’è.

Un contenitore grande e vuoto senza speranze, su cui aleggia una nube opprimente.

Una città che si prostituisce ogni giorno, una città capace di dimenticare quello che di negativo è successo il giorno prima, senza però riuscire a trovarne giovamento o positività.

E’ difficile lottare “ in” e “per” una città che non si vuol far aiutare.

Benevento è sempre stata una città strana, magica: chi la ama e chi la odia.

Chi se ne va la rimpiange, in molti casi… chi rimane, spesso, maledice di essere rimasto.

E allora, in una sera d’autunno ,“girando” per il teatro romano, per Port’Arsa, per le mura Longobarde, con la pioggia e il vento…con gli alberi da cui cadono le foglie, ormai ingiallite, mentre scatti l’ennesima inutile foto maledici di essere rimasto, maledici i suoi abitanti…maledici il suo essere innato, la sua capacità di annientare ogni razionalità, ogni pensiero positivo.

Vedi i lampi, la pioggia si fa sempre più forte, le poche auto sfrecciano veloci, probabilmente chiedendosi chi è quell’imbecille che, sotto la pioggia, con la macchina fotografica gira per quel quartiere senza meta.

Vorrei trovare il famoso noce e cercare di intravedere le streghe che attorno ad esso facevano il SABBA, probabilmente cercherei di unirmi a loro, per scoprire qualche segreto magico capace di far rivivere questa città.

Ma probabilmente neanche le pozioni o le arti magiche potrebbero svegliare dal torpore Benevento.

E allora continuiamo cosi…passeggiando per i vicoli, per i luoghi storici, fotografando e osservando in attesa di qualcosa o qualcuno che non arriverà mai…

Felice Prestaimg_8478 img_8507 img_8503 img_8498 img_8490 img_8482

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La Redazione 12 Novembre 2016 0
BeneventoCronacheInchieste fotografiche

Cellarulo lato Santa Clementina, domina la distruzione

Ecco la galleria fotografica delle immagini della distruzione del “Parco Cellarulo” dopo l’alluvione dello scorso 15 ottobre. Le foto si riferiscono al l’ingresso “Santa Clementina”.











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La Redazione 19 Novembre 2015 0
BeneventoInchieste fotografiche

Lungosabato Boulevard e scuola in costruzione abbandonata….

 Dal nostro account ufficiale Facebook del 19 aprile 2014.














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La Redazione 21 Aprile 2014 0
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