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Novità
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Category: Novità

BeneventoInchiesteNovità

Benevento sta diventando la capitale del riciclaggio dei soldi sporchi.

Benevento… l’ho detto e lo ripeterò fino alla morte, è una città strana sotto tutti i punti di vista.

Dovunque vai,  dovunque “metti mano”,  dovunque osservi … niente è come dovrebbe essere, niente è come sembra. Vale per tutti i campi e per tutte le situazioni: in 3 anni ce ne fosse stata una, dico solo una, che abbia trovato esente da pecche (nei casi meno gravi) e da reati (nei casi più gravi).

Commercialmente sono 3 anni che osservo attentamente le attività di questa città, notando i comportamenti, i cambiamenti e cercando le risposte, cosi come faccio sempre, alle tante domande che mi attanagliano: chi, cosa, quando, dove e perché.

Tanto per dare un’idea “giornalistica” delle mie intenzioni.

Ed ho osservato ,tanto, prima di giungere alle attuali considerazioni che si basano su dati reali ed oggettivi, “attenzionati” anche da un giornale nazionale come Il sole 24 ore.

Questo giornale, tempo fa, pubblicò delle statistiche riguardo proprio alle attività commerciali, dicendo, in sintesi, che Benevento era ai primi posti (se non al primo come numero di abitanti/negozi) per le attività che lavoravano…in perdita.

Cosa significa questo?

Che ogni anno l’esercente, molti per la verità, ci rimettono soldi invece di guadagnarli.

E la cosa va avanti da anni….

Dopo la moria dovuta alla crisi globale e, come scrissi tempo fa, all’economia cittadina dipendente nella quasi totalità da impiegati, professori ecc …(che andando in pensione non sono mai stati sostituiti), adesso si assiste ad un altro fenomeno: l’apertura quasi giornaliera di nuove attività commerciali.

Certo generalizzare non serve: ne conosco molti che dopo aver perso un lavoro stabile stanno tentando la fortuna con un’attività in proprio, o altri che hanno aperto perché non ci sono sbocchi lavorativi e la famiglia pur di trattenere i figli qui investe i risparmi di una vita confidando nella capacità e nella fortuna dei propri figli.

Ma, c’è sempre un ma, per molte altre attività commerciali come si giustifica questa esistenza in perdita?

Beh, più volte ho parlato di quello che c’è a Benevento, camorra, usura (secondo me siamo la capitale italiana), centro di spaccio e smistamento di droga, massoneria eccetera…insomma non ci facciamo mancare nulla in una piccola città di provincia come la nostra.

Ma c’è un altro fenomeno che dovrebbe essere attenzionato e monitorato in maniera altrettanto serrata dalla magistratura: stiamo diventando la capitale italiana del riciclaggio di soldi sporchi.

Il sistema è molto semplice: si apre un’attività commerciale e dietro la facciata onesta si nascondono capitali illeciti che, anche se in perdita, vengono ripuliti in enorme quantità, magari con la creazione di società fittizie, di cooperative e quant’altro.

Fantascienza? Tutt’altro: i dati statistici, che non mentono mai, dicono il contrario. Dicono e tracciano un bilancio in negativo che non si spiegherebbe in altro modo. In qualsiasi parte del mondo un’attività in perdita, anche in prospettiva, può reggere un anno, due, tre…poi chiude perché i soldi da investire finiscono.

Qui no. Chiudono attività storiche e aprono altre attività (anche con l’acquisizione degli immobili) che servono solo a questo scopo.

E mentre chi apre sperando in un futuro migliore magari dopo due anni chiude proprio perché in perdita, quest’altre stanno li, immobili, ferme, pronte a riciclare soldi sporchi a tutto andare.

Che poi questi siano frutto di droga, estorsioni o quant’altro non è dato sapere…

Giovanni Falcone diceva: “ segui i soldi e troverai la mafia”.

Beh, ai magistrati non posso che fare lo stesso augurio: seguite i soldi e troverete molte sorprese in questa bella, piccola e indifesa “isola felice”.

Felice Presta

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La Redazione 26 Luglio 2017 0
BeneventoInchiesteNovità

Arco di Traiano: i misteri del sistema “hi tech” che non funziona

Facciamo un po’ di chiarezza una volta per tutte riguardo alle telecamere installate in tutta Benevento qualche anno fa, nell’ambito del progetto del 2009 “Benevento città sicura”.

Si deve far chiarezza, non fosse altro per  l’ennesimo atto di vandalismo che si è verificato all’Arco di Traiano, dopo la scritta, dopo i dissuasori, adesso “è stata la volta” delle luci installate dalla Gesesa.

Innanzitutto all’Arco di Traiano ci sono telecamere molto sofisticate, anche con sensori di movimento, nonché allarmi sonori in caso di avvicinamento allo stesso Arco…ma non funzionano.

Perché non funzionano?

Probabilmente perché non è stato montato il software, oppure per qualche altro problema tecnico incomprensibile agli umani.

Perché montare un efficiente sistema di sorveglianza per un importantissimo monumento e non farlo funzionare?

Boh!

Ma non è che le altre 50 postazioni installate funzionino meglio, purtroppo…

Apparecchi obsoleti a bassa definizione, con le telecamere in alcuni casi installate in modo che riprendano solo in basso, in altri casi “annerite” da qualcuno che non voleva il monitoraggio della zona, altre ancora non collegate proprio alla sala del corpo della Polizia Municipale…

Fin qui la storia, breve, di queste installazioni.

Ma le risposte del perché non funzionino, del perché non si vogliano far funzionare, del perché siano state installate male va fatta a monte…negli uffici preposti.

Magari lo stesso Sindaco Mastella, in un attimo di tempo, potrebbe far controllare la veridicità di queste affermazioni per  un sistema pagato dalla città a caro prezzo, che non funziona e non  serve a nulla.

Ah no, non è del tutto vero….quelle vicino agli obbiettivi “sensibili” funzionano bene (banche ecc), sono le altre che non funzionano sia per gli atti vandalici, che per la movida violenta, per i pirati della strada, e per le rapine.

Felice Presta

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La Redazione 21 Luglio 2017 0
BeneventoCronacheNovitàVideo

Situazione Parcheggio Porta Rufina

L’opera inaugurata nell’aprile 2011 dall’allora decaduto primo cittadino Fausto Pepe, e poi nuovamente (ed ufficialmente) sempre dal rieletto Fausto Pepe il 13 ottobre 2012, ben 18 mesi dopo l’inaugurazione non ufficiale e con il Centro Commerciale Malies ormai chiuso e in via di vandalizzazione.

L’opera è costata ben 2,2 milioni di euro ed è chiusa dal 15 febbraio 2017, data dell’avvicendamento tra amts (nel frattempo fallita) e Trotta Mobility (concessionaria attuale del servizio di trasporto pubblico locale e del solo parcheggio di via del Pomerio).

Buona visione.

Felice Presta

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La Redazione 18 Luglio 2017 0
BeneventoCronacheNovità

L’obbligatorietà della mensa scolastica è una scelta suicida

Essere critici nei confronti dell’amministrazione targata Clemente Mastella non è difficile.
Qualsiasi cosa si faccia per risolvere qualcuno, non dico tutti, dei problemi della città, in un senso o nell’altro sembra sempre un problema risolto (secondo loro) in maniera “rabberciata”.
Partiamo dalla mensa scolastica: annoso problema cittadino che non è mai riuscita a mettere d’accordo nessuno, genitori, figli, scuole, docenti e…amministrazione.
In consiglio si è votata l’obbligatorietà della mensa scolastica. Cioè nessuno potrà mangiare altre cose, nella scuola, se non quelle fornite dalla mensa.
Una scelta opinabile e per molti aspetti “suicida” non fosse altro guardando i numeri: dai 2000 pasti forniti giornalmente fino a qualche anno fa si è passati, lo scorso anno, ai 300. Un calo enorme dovuto anche alla strumentalizzazione che “sul caso mensa” qualcuno fece.
Non ritorno sulla questione perché se ne è parlato già abbastanza e ognuno qui in questa città sembra avere la soluzione al problema, compreso Mastella, senza però mai riuscire a metterla in pratica (un centro cottura decente).
Ora la scelta dell’obbligatorietà, e lo dico a due mesi e mezzo dall’inizio della scuola, comporterà sicuramente due cose: 1) la diminuzione delle classi a tempo pieno (che già negli scorsi anni per questo motivo sono diminuite in maniera enorme 2) polemiche con denunce alla magistratura in merito all’”obbligatorietà della mensa scolastica.
L’obbligatorietà, stabilita a palazzo Mosti, va contro una serie di sentenze, contro una serie di atti, e contro il buonsenso, e ciò pone un problema gestionale. Certamente il sindaco vedendo quello che è successo lo scorso anno non vuole “rimetterci” più di tanto, ma una decisione cosi drastica (imposizione) non potrà che indispettire tutti data anche la mancanza di fiducia nella mensa esterna.
Come già dissi all’inizio dello scorso anno sarebbe stato meglio risparmiare soldi, e trovare il residuo per attrezzare e riattare il centro di cottura di Capodimonte. Era la scelta più logica, che non avrebbe scontentato nessuno. Invece si è voluto a tutti i costi fare un bando (uguale a quello degli anni precedenti), assegnare a una ditta la mensa esterna, per poi farla cessare 3 mesi prima della fine della scuola.
A che pro?
Per far incazzare tutti?
Beh pare che ci siano riusciti e anche bene.
E le prospettive per il nuovo anno scolastico non sono diverse. Tanto più che non si sa ancora quale ditta provvederà alla ristorazione, i termini, i modi ecc ecc.
E poi diciamocela tutta: dopo tanti anni, sul territorio, la Ristorò era l’unica a possedere strutture e mezzi per poter arrivare a fornire i più di 2000 pasti giornalieri alle scuole.
Lasciamo stare come e in che modo, se ne è ampiamente parlato.
Ma dopo tanti anni chi altri era attrezzato a poter svolgere questo servizio?
Nessuno!
E come si pensava di poter fare una volta tolto di mezzo la Ristorò riguardo alla questione mensa?
Nessuno si è posto il problema, nessuno ha pensato ai risvolti pratici e si è giunta a questa impasse che dura ormai da 3 anni.
Si fosse partiti subito con il riattare il centro di cottura di Capodimonte, oppure di riattivare uelle esistenti nelle scuole, si sarebbe risparmiato tempo, denaro e polemiche. E soprattutto si sarebbero chiesti sacrifici a genitori e figli in vista di un miglioramento della qualità di un servizio primario.
Invece….invece qui si va avanti a tentoni, cercando di fare scelte che non scontentino nessuno, ma che alla fine scontentano tutti. Per governare una città come Benevento, dove ognuno fa uello che gli pare, non è semplice (vedi prostituzione, parcheggi abusivi, lavori pubblici eccetera), ma lasciare che tutto vada come dovrebbe andare, senza intervenire in maniera drastica alla radice del problema, non è una soluzione, ma un ulteriore problema.
E lasciamo stare le ALTRE, ma parliamo di questa Benevento, della nostra città. E cerchiamo TUTTI di renderla più vivibile, più attenta ai bisogni dei cittadini, mettendo magari da parte le divisioni politiche e sedendo intorno a un tavolo dove finalmente si riesca a risolvere il problema e non , come si è sempre fatto, a nasconderlo sotto un tappeto!

Felice Presta 

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La Redazione 14 Luglio 2017 0
BeneventoNovitàVideo

Contrada Olivola: pali piantati nell’asfalto

La notizia è di qualche settimana fa, ma un video è tutt’altra cosa rispetto alle foto. Poche centinaia di metri di strada nuovissima, fatta in contrada Olivola per migliorare la viabilità della zona e come vedrete nel video, diversi pali della rete elettrica annegati nell’asfalto che di fatto rendono difficilmente utilizzabile la nuova strada.

Ecco il nostro Facebook live con il nostro Felice Presta.

Redazione

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La Redazione 13 Luglio 2017 0
BeneventoCronacheLe VignetteNovitàSannioVideo

Brucia il Vesuvio: gli effetti sono arrivati nel nostro territorio

Stanno ancora bruciando migliaia di ettari di macchia mediterranea sul Vesuvio. Il fumo degli incendi da ieri è arrivato nel nostro territorio. Ecco il video.

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La Redazione 12 Luglio 2017 0
BeneventoCronacheNovità

Mensa scolastica: Mastella gioca d’azzardo

Lunedì scorso, al termine di un bollente consiglio comunale  (non  solo per le alte temperature di questi giorni d’estate), è stato approvato il regolamento per il servizio di Mensa scolastica del Comune di Benevento.

Ovviamente, grazie all’ampia maggioranza di cui gode in consiglio l’Amministrazione Mastella, l’approvazione non è mai stata in dubbio, ma durante la seduta,  le opposizioni hanno criticato fortemente il documento.

In modo particolare, sono stati attaccati due aspetti: l’obbligo e il  ritardo.

Per l’obbligatorietà del servizio, le contestazioni avvengono soprattutto perché  il regolamento non consente agli iscritti al servizio a tempo pieno delle scuole materne ed elementari di poter consumare i pasti portati da casa per “motivi igienico-sanitari”. Nello stesso regolamento inoltre, si delegano i Dirigenti Scolastici a far rispettare il suddetto obbligo, estromettendo dai locali mensa degli Istituti coloro che non hanno aderito al servizio.

L’Amministrazione Mastella con l’obbligo di adesione, rischia probabili impugnature in tribunale del regolamento da parte delle famiglie, visto le decine di sentenze che i vari TAR sul territorio nazionale hanno emesso a sfavore dei comuni che hanno utilizzato la stessa linea adottata ora dal primo cittadino. Inoltre, dando ai Dirigenti Scolastici il dovere di far attuare il regolamento, si scarica la responsabilità su quest’ultimi, mettendoli in situazioni complicate.

Ulteriori problemi, ci potrebbero essere per la stretta sui “morosi”. I propositi sono positivi, ma l’applicazione del divieto di refezione del pasto resta comunque complesso da gestire.

Per il ritardo i conti sono presto fatti: il regolamento è stato approvato il 10 luglio scorso e, come si legge dall’articolo 11 ai sensi delle norme vigenti, entra in vigore 15 giorni dopo la pubblicazione sull’Albo Pretorio comunale. Di conseguenza la gara d’appalto non potrà essere pubblicata prima dei primi di agosto con conseguente slittamento dell’affidamento del servizio ai fini dello stesso mese, se non addirittura a settembre, sperando che tutto fili liscio come l’olio, senza che ci sia un impugnatura dell’esito, che farebbe slittare le procedure di aggiudicazione a chissà quando.

In breve, se tutto le procedure fileranno lisce, il sevizio mensa non potrà partire con l’avvio dell’anno scolastico, in quanto i tempi tecnici per le operazioni di preparazione prendono almeno 15 giorni se non più.

Nik D’Andrea

Regolamento integrale approvato.

 

REGOLAMENTO

SERVIZIO DI RISTORAZIONE SCOLASTICA

 

Articolo 1 FINALITÀ

Il Comune di Benevento organizza il servizio a domanda individuale di ristorazione scolastica in favore degli alunni delle scuole materne ed  elementari a tempo pieno del territorio comunale nell’ambito delle proprie competenze.

Il servizio è istituito come intervento volto ad assicurare agli alunni la partecipazione all’attività scolastica per l’intera giornata e come un importante e continuativo momento di educazione e di promozione della salute.

Il servizio di ristorazione scolastica è obbligatorio per tutti gli alunni delle scuole materne ed  elementari a tempo pieno del territorio comunale.

 

Articolo 2 ORGANIZZAZIONE DEL SERVIZIO

La gestione del servizio è affidata ad un’impresa individuata a seguito di gara pubblica d’appalto aggiudicata con il sistema dell’offerta economicamente più vantaggiosa che, in  primo  luogo, comporterà  la  valutazione  della qualità del servizio.

La disciplina e le modalità di espletamento del servizio saranno stabilite nell’apposito Capitolato Speciale d’Appalto che individuerà, in maniera dettagliata e puntuale, le caratteristiche tecniche e le procedure per lo svolgimento del servizio nonché i requisiti tecnici ed economici dell’aggiudicatario.

Nei locali in cui si svolge il servizio di refezione scolastica non è consentito consumare cibi diversi da quelli forniti dalla ditta appaltatrice del servizio nell’ambito del contratto in vigore.

Infatti, il consumo di pasti confezionati a domicilio o comunque acquistati autonomamente potrebbe rappresentare un comportamento non corretto dal punto di vista nutrizionale, oltre che una possibile fonte di rischio igienico-sanitario.

E’ fatto obbligo ai Dirigenti scolastici la vigilanza in merito al rispetto delle predette disposizioni.

 

Articolo 3 ISCRIZIONE AL SERVIZIO

Per l’iscrizione al servizio di ristorazione scolastica è necessario provvedere alla compilazione dell’apposito modulo, scaricabile dal sito internet (www.comune.benevento.it), sezione primo piano Area (Mensa Scolastica),  che deve essere sottoscritto dal genitore o dall’esercente la potestà genitoriale, unitamente al documento di riconoscimento e consegnato, o inviato in via telematica, al Settore Servizi al Cittadino.

La mancata iscrizione al servizio di ristorazione scolastica comporta l’obbligo da parte del genitore o di chi esercita la potestà genitoriale di prelevare il minore per il tempo necessario alla refezione e riaccompagnarlo all’inizio dell’orario delle attività pomeridiane secondo le indicazioni impartite dal dirigente scolastico.

 

Articolo 4 TARIFFE

  1. Le tariffe del servizio di ristorazione scolastica vengono determinate annualmente con Delibera di Giunta comunale.

Si tratta di un contributo, da parte delle famiglie, a copertura parziale del costo complessivo del servizio sostenuto dal Comune di Benevento.

  1. Per usufruire delle tariffe agevolate deve essere presentata, unitamente alla domanda di iscrizione al servizio di ristorazione scolastica, l’attestazione rilasciata ai sensi del Dpcm numero 159/2013.

L’attestazione Isee vale in via generale fino alla fine dell’anno scolastico, tranne che in caso di presentazione di una nuova attestazione Isee (“Isee corrente” ai sensi dell’articolo 9 del Dpcm numero 159/2013).

  1. La mancata presentazione dell’attestazione Isee all’atto dell’iscrizione al servizio di ristorazione comporta l’applicazione della tariffa intera.

La produzione dell’attestazione Isee in un momento successivo alla presentazione della domanda di iscrizione al servizio di ristorazione comporta l’applicazione della tariffa agevolata esclusivamente dalla data di consegna dell’attestazione Isee e non potrà avere carattere di retroattività.

  1. L’utente è tenuto al pagamento dei pasti relativi alla ristorazione scolastica, in maniera anticipata, attraverso il pagamento mensile di un bollettino postale intestato al Comune di Benevento, o altra modalità di pagamento, con l’equivalente delle somme dovute in relazione al mese di riferimento.
  2. Nel caso di rinuncia al servizio di ristorazione scolastica per giustificati motivi, il genitore o l’esercente la potestà genitoriale deve darne comunicazione scritta all’Ufficio Istruzione del Comune, con allegato il documento di riconoscimento.
  3. In caso di mancato pagamento sarà precluso l’accesso al servizio di ristorazione scolastica.

 

Articolo 5 MENÙ

  1. Il menù standard è articolato su cinque settimane, prevede varianti stagionali ed è elaborato dal Servizio Igiene degli Alimenti e della Nutrizione (Sian) del Dipartimento di Prevenzione dell’Asl Bn1 sulla base della valutazione di tutti gli aspetti tecnico-nutrizionali nonché delle più recenti evidenze scientifiche, al fine di assicurare agli utenti del servizio un’alimentazione varia ed equilibrata con il giusto apporto calorico e nutritivo.
  2. La sua composizione è realizzata tenendo in considerazione i Larn (Livelli di Assunzione giornalieri Raccomandati di Nutrienti), le “Linee di indirizzo nazionale per la ristorazione scolastica” della Presidenza del Consiglio dei Ministri-Conferenza Unificata e le “Linee guida per il miglioramento della qualità nutrizionale della ristorazione scolastica” adottate dalla Regione Campania.
  3. Al fine di garantire l’inserimento di alimenti che seguono l’alternanza stagionale sono previsti due menù: il “menù estivo” (in vigore dal 1° aprile al 31 ottobre) e il “menù invernale” (in vigore dal 1° novembre al 31 marzo).
  4. E’ prevista la fornitura del menù freddo-cestino nelle seguenti ipotesi: in occasione di gite scolastiche o visite culturali svolte in giornate scolastiche destinate al tempo pieno o prolungato, su richiesta della scuola; per situazioni imprevedibili e contingenti e/o comunque programmate dalla scuola sulla base di altre esigenze che dovessero determinarsi presso le scuole.
  5. E’ disponibile un “menù bianco” per particolari esigenze momentanee individuali non superiori a tre giorni.

La richiesta di dieta in bianco deve essere segnalata giornalmente alla scuola e non necessita di certificato medico.

Sul sito internet (www.comune.benevento.it), sezione primo piano Area (Mensa Scolastica) è possibile consultare e scaricare i menù standard e differenziati.

  1. E’ assicurata l’erogazione di diete differenziate al fine di consentire la partecipazione alla mensa scolastica a tutti gli alunni, compresi quelli affetti da patologie o intolleranze alimentari nonché per motivi religiosi o culturali.

Sulla base delle intese intercorse con il Comune, il Dipartimento di Prevenzione dell’Asl Bn1, provvederà alla redazione delle diete differenziate per gli alunni affetti da patologie o intolleranze alimentari nonché per motivi religiosi o culturali.

  1. La richiesta di dieta differenziata motivata da allergie e/o intolleranze alimentari o da motivi religiosi o culturali va redatta dal genitore o dall’esercente la potestà genitoriale dell’alunno utilizzando l’apposita modulistica scaricabile dal sito internet (www.comune.benevento.it), sezione primo piano Area (Mensa Scolastica) e disponibile presso le scuole allegando alla stessa la certificazione medica.
  2. Le istanze di diete differenziate verranno prodotte dai genitori, anche in via telematica, all’Ufficio Istruzione competente alla trasmissione delle stesse al Dipartimento di Prevenzione dell’Asl Bn1.

Ricevute le diete differenziate dal Dipartimento di Prevenzione dell’Asl Bn1, le stesse, a cura dell’Ufficio Istruzione, saranno trasmesse alla ditta appaltatrice e per opportuna conoscenza al dirigente scolastico.

 

Articolo 6 CONTROLLI

  1. Il Capitolato Speciale d’Appalto definisce puntualmente la qualità delle derrate alimentari specificando le caratteristiche merceologiche dei prodotti che dovranno essere utilizzati nella produzione dei pasti; viene richiesto, inoltre, alla ditta affidataria il pieno rispetto di tutte le normative a garanzia della sicurezza alimentare quali la rintracciabilità di filiera, l’etichettatura, il piano di autocontrollo per tutte le fasi di lavorazione e il trasporto.
  2. Alla corretta erogazione del servizio di ristorazione scolastica concorrono diversi soggetti, ognuno per la parte di propria competenza o ruolo che di seguito vengono descritti:
  3. a) Dipartimento di Prevenzione Asl Bn1- Sian

Assicura istituzionalmente la vigilanza igienico-sanitaria sul servizio di ristorazione scolastica al fine di garantire che lo stesso si svolga nelle migliori condizioni logistico- sanitarie, evitando qualsiasi rischio per la salute degli utenti.

In particolare, il Dipartimento di Prevenzione, con il Servizio Igiene degli Alimenti e della Nutrizione (Sian) e la Struttura Dipartimentale Igiene degli Alimenti di Origine Animale dell’Asl Bn1, provvede alla verifica del rispetto della normativa igienico-sanitaria, alla vigilanza e controllo sulla ristorazione scolastica ed alla verifica dell’idoneità delle strutture e dei mezzi utilizzati dalla Ditta affidataria.

  1. b) Servizio Ufficio Istruzione

Vigila sulla corretta esecuzione del contratto e sul rispetto delle disposizioni del Capitolato Speciale d’Appalto provvedendo, in mancanza, ad erogare le previste sanzioni alla ditta affidataria; ha funzioni di coordinamento e svolge attività di monitoraggio e verifica sull’andamento del servizio.

  1. c) Ditta fornitrice del servizio

Attraverso il sistema di “Autocontrollo” con il metodo Haccp previsto per il centro di cottura e utilizzando personale in possesso di certificazioni stabilite dalla normativa vigente, la ditta aggiudicatrice dovrà individuare nelle varie fasi di preparazione dei pasti i punti critici in cui si potrebbero riscontrare eventuali pericoli al fine di prevenirli per garantire il raggiungimento degli standard qualitativi previsti.

L’applicazione di tale sistema comporta che durante tutto il ciclo produttivo, a partire dalla ricezione delle derrate alimentari nel centro di cottura fino alla consegna dei pasti presso le scuole, ogni singola fase viene monitorata attraverso controlli visivi e analitici con particolare attenzione al mantenimento delle temperature dei cibi.

Per ciascuna fase vengono effettuate registrazioni in appositi moduli prestabiliti monitorando l’ottimale mantenimento igienico-sanitario dei locali adibiti a refettorio.

  1. d) Istituzioni scolastiche

Nell’ambito delle procedure volte alla verifica e al controllo della qualità del servizio di ristorazione scolastica, un ruolo importante è svolto dalle scuole, in relazione ai propri ruoli, che provvedono a: individuare un referente per le operazioni di sorveglianza e di verifica che curi i contatti diretti e immediati con il Comune e con il Dipartimento di Prevenzione della Asl Bn1; assicurare l’applicazione del capitolato fornito dal Comune; curare l’esatta destinazione dei pasti differenziati agli alunni affetti da intolleranze, allergie nonché patologie alimentari, vigilando sul relativo consumo; utilizzare il sistema di gestione informatizzata del servizio di prenotazione pasti per la successiva comunicazione alla ditta fornitrice; in caso di disservizio e/o inconveniente, far pervenire apposita e tempestiva segnalazione all’Ufficio Istruzione e ai competenti Uffici dell’Asl Bn1 agli indirizzi pec indicati nell’ultima pagina.

 

Articolo 7 COMMISSIONE SERVIZIO RISTORAZIONE SCOLASTICA

  1. La Commissione del servizio di ristorazione scolastica svolge attività di collaborazione facendosi carico di riportare i suggerimenti e/o le attese che pervengono dall’utenza, svolgendo un monitoraggio relativamente all’efficienza ed alla qualità del servizio attraverso schede di valutazione.
  2. La Commissione sarà così composta: dal dirigente del Settore Servizi al Cittadino o suo delegato/a; dal dirigente scolastico o suo delegato; da un genitore utente di ogni singolo plesso opportunamente individuato dal dirigente scolastico, preferibilmente sulla base di esperienze professionali e/o di competenze nel settore della ristorazione.
  3. Le riunioni della Commissione si terranno presso i plessi scolastici interessati a seguito di convocazione del dirigente scolastico d’intesa con il dirigente del Settore servizi al cittadino.
  4. Tutte le informazioni relative alle attività svolte dalla Commissione sono riportate nell’apposita sezione del sito internet (www.comune.benevento.it), sezione primo piano Area (Mensa Scolastica).

 

Articolo 8 RIMBORSI

  1. Al termine del ciclo scolastico ovvero a seguito di rinuncia, il genitore o l’esercente la potestà genitoriale ha diritto al rimborso delle somme versate in eccedenza.
  2. L’istanza va presentata in carta semplice direttamente all’Ufficio Istruzione dell’Ente comunale, indicando i propri dati anagrafici nonchè quelli del bambino, l’indirizzo di residenza, il recapito telefonico, le motivazioni, le modalità di accredito prescelte (bonifico bancario con spese a carico del richiedente o riscossione del mandato di pagamento in Tesoreria Comunale) e, in caso di scelta del bonifico bancario, il codice Iban.

Alla domanda va, altresì, allegata copia del documento di riconoscimento e del codice fiscale del richiedente.

 

Articolo 9 INFORMAZIONE ALL’UTENZA

  1. Per avere ulteriori informazioni sul servizio di ristorazione scolastica gli utenti potranno consultare il sito internet (www.comune.benevento.it), sezione primo piano Area Mensa Scolastica, nonché rivolgersi per suggerimenti e reclami all’Ufficio Istruzione (Viale dell’Università, 10) – Settore Servizi al Cittadino pec:servizisociali@pec.comunebn.it; Telefono 0824/772614 e 0824/772625 ed all’Urp pec: (urp@pec.comunebn.it).

 

Articolo 10 TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI E SENSIBILI

  1. Il Comune di Benevento utilizzerà i dati personali e sensibili degli utenti ad esclusivi fini istituzionali ed in relazione all’organizzazione del servizio di ristorazione scolastica.

Per i suddetti fini i dati verranno trasmessi anche alla ditta aggiudicatrice del servizio ai sensi della normativa vigente in materia.

 

Articolo 11 RIFERIMENTI NORMATIVI

Per quanto non espressamente previsto dal presente Regolamento si farà riferimento alle prescrizioni del Codice Civile e alle normative vigenti e/o emanande in materia.

Il presente Regolamento entra in vigore il quindicesimo giorno successivo alla sua pubblicazione all’Albo Pretorio.

E’ fatto obbligo a chiunque spetti, di osservarlo e di farlo osservare.

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La Redazione 11 Luglio 2017 0
CulturaNovità

INFINITO TASCABILE

L’immensità spaziale. Quell’oscurità che culla il nostro pianeta. Quell’immensità
che la fa da padrone ai nostri desideri,prigionieri nelle stelle cadenti. Una volta
celeste su cui l’uomo non può fare a meno di interrogarsi. E’ in quel nulla che tutto
ha avuto inizio miliardi di anni fa ed è lì che bisogna ritornare adesso. In mezzo
ai pianeti, ai sistemi, alle galassie, alle nebulose. Per capire chi siamo e per capire
cosa accadrà.Il primo uomo ad uscire dalla Terra,seppur per un breve tragitto,
fu Yuri Gagarin nel 1961.Nessuno all’epoca seppe guardare con sufficiente
distacco,rendendosi realmente conto di cosa significasse il fatto che un
uomo fosse riuscito a fare un viaggio nello spazio.Rappresentava un primo passo
dell’umanità,a cui seguirà quell’altro “piccolo passo per un uomo,ma un
grande balzo per l’umanità”,come dirà Neil A rmstrong sbarcando sulla Luna.
Infatti non pochi erano convinti che l’uomo non potesse abbandonare il suo
pianeta:l’assenza di gravità e l’estrema ostilità dell’ambiente spaziale avrebbero
impedito all’uomo di sopravvivere nello spazio.Ma la voglia di esplorare e
conoscere è sempre stata forte nell’uomo e non poteva essere messa a tacere.
L’espansione nello spazio sarebbe allora una caratteristica fondamentale
dell’intelligenza umana,una continuazione della stessa spinta che ha portato
la vita a diffondersi su tutta la Terra,occupandone anche gli ambienti apparen-
temente meno adatti.L’esplorazione spaziale,dunque,è qualcosa che va oltre
il migliorare i sistemi di telecomunicazione o per realizzare servizi più efficienti
e meno costosi,va oltre ogni percezione umana,è un desiderio innato e forte,
che cresce nell’uomo da sempre,fin dall’antichità.Man mano che la conoscenza
umana dei corpi celesti più vicini a noi diventa più precisa,aumenta la speranza
che nel sistema solare possano esserci corpi celesti abitabili,o quanto meno
non troppo ostili.Ma il fatto che si possano raggiungere la Luna e Marte,non
vuol dire necessariamente che l’attuale tecnologia sia sufficiente a portare la
Luna e arte nel novero delle terre veramente conquistate dall’uomo.
Il ruolo di fondamentale importanza spetterà allora ai governi e il loro compito
sarà quello di stabilire regole chiare e di fissare opportuni incentivi che sappiano
massimizzare i risultati degli sforzi collettivi.Quando poi la frontiera dell’uomo
si allargherà verso nuovi orizzonti,al di là del suo pianeta d’origine,egli vi
porterà tutto se stesso,nel bene e nel male.Vi porterà il suo saper sopravvivere,
il suo creare relazioni,il suo inventare,costruire e sognare.Sempre nella speranza
di un futuro radioso e stellare per l’umanità.

Felice Presta

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La Redazione 5 Luglio 2017 0
BeneventoCronacheNovità

“La multa e i VERI problemi della città”

E’ divertente assistere, in queste settimane, alle notizie “politiche” o presunte tali ,che sui giornali vengono “sparate” come scoop a ripetizione.

Tralasciando, avendone già parlato brevemente (e questo è il massimo che concedo all’argomento) dei consiglieri e assessori “morosi”, è di ieri la notizia dello scontro dell’Assessore Ingaldi con alcuni Consiglieri della sua maggioranza, in merito alle strisce blu.

Per farvi capire di cosa si stia parlando, faccio un breve riassunto: una Consigliera di maggioranza prende una multa per aver lasciato in sosta, senza il regolare tagliandino, la sua auto sulle strisce blu, confidando nel fatto che il permesso riguardo alla circolazione nella Zona a Traffico Limitato nel centro storico cittadino, riservato agli amministratori, la rendesse immune.

Peccato però che tale permesso riguardi, appunto, solo la circolazione e se, negli anni passati, c’era un tacito accordo (mai regolarizzato formalmente con delibera) con i dipendenti dell’AMTS (quindi comunali), con il passaggio degli stalli blu a una ditta privata (Trotta) tale accordo è venuto meno.

Da qui tutta la diatriba che ha provocato polemiche sterili e inutili, nonchè tante pagine scritte sui giornali cartacei e non.

Personalmente, come ho già scritto in un articolo precedente, di queste sciocchezze ne ho le scatole abbondantemente piene, sia come cittadino, sia come giornalista che come politico.

Ma invece di pensare ai problemi di questa città, di trovare una sinergia tra gli Assessorati, gli Assessori, ed i Consiglieri, cercando cosi di risolverne qualcuno ancora pensiamo a queste “baggianate”?

Ancora si da retta a gente che rema contro questa città, urlando ai quattro venti che c’è questo e quel problema, di fatto aumentandolo a dismisura invece di risolverlo?

La mensa ad esempio, nei prossimi giorni finirà. Ma nessuno si è mai preso la briga di vedere come e quando questa telenovela sia iniziata? Di come sia stata portata avanti e di come sta per concludersi?

Ben 4 anni persi in inutili discussioni e battaglie, che non hanno mai portato alla risoluzione del problema: ricordo qui che è iniziata con la giunta Pepe.

Tutti, ma proprio tutti, avevano messo sul piatto, come soluzione ottimale, la riattazione del centro di cottura di Capodimonte.

Benissimo, ma nessuno ricorda che l’attuale Amministrazione ha trovato le casse vuote (70.000 euro più o meno ci sarebbero attualmente in cassa  per riattare il centro, una cifra naturalmente irrisoria) e che con tutti i soldi spesi inutilmente (compresi i 7 milioni della legge ex 219 del terremoto che faranno fallire il Comune di Benevento) dall’Amministrazione Pepiana, forse 700.000 euro per riattare il centro di cottura di Capodimonte si sarebbero potuti e dovuti trovare.

E adesso che Mastella questi soldi non li ha? E adesso che, grazie alla mediaticità della vicenda-mensa i pasti sono calati del 75% si cerca di salvaguardare l’occupazione e quant’altro?

Ma qualcuno ha mai pensato ai bambini?

Ma qualcuno ha mai pensato a risolvere concretamente il problema?

Ritornando all’Amministrazione Mastelliana: l’impressione che viene fuori  è quella di un insieme di singoli,dove ognuno va per i fatti suoi, senza confronto politico, interno ed esterno, senza cercare di affrontare realmente i problemi (la mensa era solo un esempio, ma potrei citare la questione dirigenti, la questione Lonardo, la questione opere pubbliche, la questione finanziaria).

C’è un senso di dilettantismo (ma questo si poteva immaginare sin dall’inizio) e di pressapochismo, che forse non ha mai avuto eguali al Comune di Benevento.

Si salvano, qua e là, qualche Assessore, qualche Consigliere, ma per il resto…il nulla assoluto.

Banali questioni prendono il soppravvento, su quelle molto più importanti, quando la gente muore di fame?

Come recita la frase attribuita a Maria Antonietta d’Asburgo?  S’ils n’ont plus de pain, qu’ils mangent de la brioche” (Se non hanno più pane, che mangino brioche)…dopodichè scoppiò la rivoluzione francese!!!

La scure della “sospensiva” del Sindaco (per la legge Severino, in caso di condanna per il processo Udeur) e quella del fallimento del Comune, sono spettri che dovrebbero fare ancora più paura della dichiarazione di dissesto ormai riposta nei cassetti ed in attesa di essere esaminata da persone specializzate (lasciamo sta che è meglio…).

Chiudo,quindi, con un consiglio spassionato da cittadino che vede le cose dal di fuori: cercate di attuare il programma di mandato sui punti che ancora possono essere attuati senza spese, cercate di ritrovare o di trovare una sinergia tra le varie anime e soprattutto cercate di ridare speranza a tutti i cittadini di Benevento, a quelli che vi hanno votato ed a quelli che non vi hanno votato.

Felice Presta

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La Redazione 2 Marzo 2017 0
BeneventoCronacheNovità

“PER SE’ E PER I SUOI?”

Come tutti sappiamo, è venuto Matteo Renzi; da premettere però, per la comprensione di questo articolo, CHE E’ VENUTO COME SEGRETARIO POLITO DEL PD, come tale è venuto per spiegare le ragioni del SI per il prossimo referendum costituzionale, in programma il 4 dicembre.
Non voglio qui parlare degli scontri e dei comportamenti che hanno portato al diniego di manifestazioni di dissenso.
Parliamo invece di due cose: la domanda che da ieri mi ronza in testa è “che cosa è venuto a fare questo qui a Benevento?”.
E’ arrivato alle 15,30 ed è entrato da una porta secondaria in un teatro pieno , dove la maggior parte del pubblico che lo aspettava ,era composta da esponenti e simpatizzanti PD. La gente che non è potuta entrare, per la scarsa capienza del Teatro Massimo, è rimasta li ad aspettare senza vedere né sentire nulla.
Cari esponenti del Partito Democratico, non vi hanno mai insegnato che forse sarebbe stato opportuno installare uno schermo all’esterno del teatro?
Almeno per dare la possibilità, a chi era indeciso o a chi non era convinto, di ascoltare le parole di Renzi (è riconosciuta la sua abilità oratoria).
Non vi pare che questa “mancanza” sia andata proprio “in fronte” al tanto vantato popolo del SI che definisce un’accozzaglia il popolo del NO?
A proposito di accozzaglia, ma Casini non vota Si al referendum?
Ma andiamo oltre…
Il Premier, dopo aver parlato per quasi due ore ( ci risulta che abbia anche interagito con alcune persone presenti) se ne è uscito dalla porta secondaria da cui era entrato per andare a Caserta, dove l’attendeva lo stesso identico palcoscenico.
Questa la cronistoria. Ma ripeto la domanda: cosa è venuto a fare?
Con la sua venuta ha fatto girar le scatole ai cittadini di mezza Benevento, con la blindatura della parte alta della città, impedendo che gli alunni, all’uscita da scuola, facessero il normale percorso verso casa costringendoli ad un lungo giro.
Ha bloccato la parte alta del corso con i bar e i locali che (vi ricordo che era sabato)” si guardavano in faccia”,non potendo regolarmente lavorare (e presumo che qualche maledizione sia volata anche li, in più di un’occasione).
Mancati incassi un po’ dappertutto a dei commercianti ai quali, ricordo, il fatto che il Benevento giochi il sabato, già gli ha portato un calo generalizzato dei clienti…
Ma andiamo avanti: residenti che erano scesi un secondo per una qualsiasi commissione, rigorosamente a piedi, che non avevano dietro la carta d’identità costretti a fare il “giro d’Italia” per andare e per tornare.
Per non parlare del grande piano traffico, ampiamente pubblicizzato da giorni (scherzo ovviamente) che ha visto la rimozione di innumerevoli auto parcheggiate nella cosiddetta “zona rossa”.
Ed allora, per la terza volta in questo articolo, ripeto la domanda: ma Renzi che è venuto a fare?
Per far blindare una città e per farsi ascoltare dai suoi accoliti e da qualche sporadico cittadino che è riuscito miracolosamente ad entrare nel Teatro Massimo?
E cosa ci ha guadagnato il Pd, in termini di voti referendari, con la “tappa” di Renzi in città? Se lo sono chiesto i vertici cittadini e provinciali di questo partito?
IO si… e ho tirato le somme alle 17, 30 di sabato pomeriggio…non ci hanno guadagnato niente ma hanno perso moltissimo… e non parlo solo in termini numerici di voti.
Con buona pace dell’”accozzaglia” che da sabato pomeriggio gongola in attesa, della grande vittoria del NO, sia in città che in provincia.

Felice Presta

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La Redazione 20 Novembre 2016 0
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