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Novità
Home Novità Pagina 4

Category: Novità

BeneventoNovità

Scrutatori di seggio a Benevento. M5S: “Ancora una volta, disoccupati ignorati amministrazione”

Per l’ennesima volta ci sentiamo presi in giro dall’attuale amministrazione. Il 30 marzo abbiamo presentato per l’ennesima volta un’istanza che chiedeva di dare la precedenza ai disoccupati nella selezione degli scrutatori di seggio per le prossime amministrative. La precedente istanza, che riguardava anche il referendum di aprile, fu bocciata con l’alibi della tardiva presentazione e della ristrettezza dei tempi per la sua discussione.

Grazie alla nostra presenza siamo certi della totale trasparenza del sorteggio che darà comunque un’occasione di guadagno a svariati giovani in modo casuale e non secondo logiche partitiche come troppo spesso é avvenuto,ma ora noi ci chiediamo per quale motivo sia stata ignorata l’ennesima richiesta del MoVimento 5 stelle di dare una boccata d’ossigeno ad alcuni disoccupati? Un consigliere comunale membro della commissione elettorale, ha affermato addirittura di non conoscere l’esistenza della nostra proposta e che, per evitare discussioni, dalla prossima volta avrebbero provveduto a nominarli senza sorteggio come la legge (scritta da politici e non da cittadini) consente loro di fare.

È dunque evidente che ignorino del tutto le proposte avanzate da cittadini in qualsiasi senso esse vadano, e che per loro i cittadini siano solo numeri, utili solo a fini elettorali. Non era una rivoluzione quella che chiedevamo, ma gesto semplice, elementare a tutela delle fasce più deboli in un tempo di crisi nera, in cui è in discussione in pane quotidiano. Chiediamo soprattutto ai signori arroccati nel Palazzo che la prossima volta si degnino di leggere una proposta proveniente dai cittadini beneventani prima di bocciarla.

Mollica Anna Maria

Capobianco Francesco

Aquino Ivano

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La Redazione 18 Maggio 2016 0
BeneventoNovità

Calicchio: “Dopo quasi un anno il Sindaco Pepe si accorge che la Quadrelle non è all’altezza”

Il M5S lo ripete da un anno: il Sindaco, il vice Sindaco e questa amministrazione nella vicenda mensa hanno dimostrato BUONSENSO ZERO! Questo è quello che scrivevamo nella nostra nota del 19 agosto scorso: “A Benevento, la classe “dirigente” (speriamo ancora per poco), ci ha insegnato, sovvertendo ogni regola, che una volta toccato il fondo si può sempre iniziare a scavare per scendere più in basso. Un’amministrazione e un Sindaco perfettamente in sintonia con il dirigente nominato e delegato al servizio mensa, tal Comandante Moschella, danno ulteriore prova, se mai ce ne fosse ancora bisogno, di incompetenza, approssimazione e limitata capacità di ascolto della cittadinanza”.
Il buonsenso infatti avrebbe consigliato di cercare sulla questione mensa una partecipazione ed un coinvolgimento delle componenti cittadine ed il più ampio e trasversale consenso possibile sul nuovo Bando, oppure su un’organizzazione alternativa del servizio. Il tutto anche per riconquistare l’indispensabile senso di fiducia da parte dei genitori che ormai è irrimediabilmente compromesso e che l’arroganza amministrativa e gli ultimi avvenimenti non hanno contribuito sicuramente a recuperare.
Dopo quasi un anno il Sindaco Pepe si “accorge” che la Quadrelle a cui si è rischiato di affidare un servizio per i prossimi 5 anni (e siamo ancora in attesa di un pronunciamento del Tar in merito) non è “all’altezza”! Vogliamo ricordare al Sindaco che il dirigente Moschella, da lui incaricato, in barba a tutti i suggerimenti provenienti da varie componenti della società civile, delle associazioni di cittadini, dei comitati dei genitori, e del M5S, pensò bene di portare da 3 a 5 anni la durata del bando e da 3 a 5 milioni di euro l’importo dell’affidamento. E la carta dei servizi? Se ne sono perse le tracce. E i “meravigliosi” menù che fine hanno fatto? La situazione è sempre più grottesca e dimostra di fatto, una totale incompetenza e approssimazione nel modo in cui l’amministrazione negli ultimi anni ha affrontato la questione mensa.
Il Movimento 5 stelle ha studiato da tempo le soluzioni ed è consapevole che per garantire il servizio mensa sin dall’inizio del nuovo anno, bisognerà prevedere per forza di cose, un periodo di transizione che dovrà passare per un piano B, e quindi con l’utilizzo di un centro di cottura (che noi abbiamo già individuato) dove potersi “appoggiare” nel mentre il Sindaco e la nuova amministrazione provvedano alla realizzazione del centro di cottura comunale su cui adesso per incanto sembrano tutti d’accordo, sperando sempre che il “tesoretto” a cui faceva riferimento il Sindaco Pepe, in una delle ultime riunioni a Palazzo Mosti, sia ancora disponibile.
Le nostre prime istanze a riguardo risalgono alla fine del 2013 e sono state reiterate nel tempo senza sortire alcuna risposta concreta o adeguamento agli standard di legge. Proprio per questo noi del M5S ci rifaremo sicuramente alle indicazioni contenute nel testo della legge n.128 del 8/11/2013 ove all’art. 5 quater si fa riferimento “…ad una adeguata quota di prodotti agricoli e agroalimentari provenienti da sistemi di filiera corti (Km0) e biologica, nonché l’attribuzione di un punteggio per le offerte dei servizi e forniture rispondenti al modello nutrizionale denominato “dieta mediterranea” consistente in una alimentazione in cui prevalgano i prodotti ricchi di fibre, in particolare cereali integrali e semintegrali, frutta fresca e secca…”.
Abbiamo approfondito e studiato bene la questione e siamo pronti a risolvere la problematica, senza fare chiacchiere, promesse e superficiali appelli elettorali giusto per cavalcare l’onda mediatica su un caso che sta a cuore a tante famiglie beneventane. I bambini della città hanno diritto ad una mensa sana e di qualità. Pepe quindi non si preoccupi! Il tempo a sua disposizione è scaduto e quindi non sarà lui ad occuparsi della nuova procedura per garantire ed assicurare un servizio mensa degno dei bambini di Benevento. Una giunta a 5 stelle chiamata ad amministrare la città di Benevento potrà garantirlo immediatamente.
Il Movimento 5 Stelle il prossimo 27 maggio organizzerà un nuovo FOCUS MENSA dove illustrerà in maniera precisa la soluzione che adotterà in caso di vittoria alle prossime elezioni comunali. Nei prossimi giorni comunicheremo location e orario.

Cosimo Calicchio

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La Redazione 12 Maggio 2016 0
BeneventoNovità

Aquino (M5S) sul turismo: “forse qualcuno non ha lavorato abbastanza…”

A Benevento crescono giorno dopo giorno isolamento e degrado. È opinione diffusa fra i cittadini. Di chi la colpa? Di un’amministrazione che, con un eufemismo, potremmo definire “distratta”. In particolare, è emerso, anche nell’autorevole intervento di Roberto Saviano, il disastro relativo alla fruibilità dei nostri monumenti e alla qualità dei servizi turistici offerti. I gravi ritardi che si registrano nel campo della promozione turistica e culturale della città non sono casuali ma segni tangibili di una grave incapacità. È mancata una programmazione seria negli ultimi anni.

Paradossalmente è come se non avessimo avuto un Assessore alla cultura e al turismo, voci che potrebbero essere importantissime per l’economia locale. Per recuperare occorre un grosso sforzo a cui il Movimento 5 Stelle si è preparato da tempo. Il nostro programma è chiaro: innanzitutto occorre immediatamente attivarsi dal punto di vista del decoro urbano. Prostitute alle porte della città e nel (già disastrato) Rione Ferrovia, sporcizia, edifici fatiscenti, la grande opera incompiuta di fronte al Duomo e la mancata cura del verde pubblico non sono un bel biglietto da visita per i pochissimi turisti che visitano attualmente la città, e poco invogliano gli stessi a pubblicizzare Benevento.

È indispensabile creare un dialogo con le associazioni locali che tutelano il nostro patrimonio artistico e culturale, così come è indispensabile un bagno di umiltà da parte degli amministratori locali: non basta aver ottenuto il riconoscimento di patrimonio dell’Unesco per la chiesa di Santa Sofia se non si è poi capaci di valorizzarla, mettendola al centro di un percorso turistico che accenda le luci sulla nostra magnifica città. Se non si riesce a deviare su Benevento, con la sua memoria storica e il suo patrimonio artistico-archeologico, neanche il 10% dei turisti che visitano la vicinissima Pietrelcina, forse qualcuno non ha lavorato abbastanza o ha lavorato male.
Unica nota positiva di questo tempo: siamo alla fine del disastroso decennio Pepe/Del Vecchio. Le nubi a giugno saranno spazzate vie e, finalmente, potremo vedere le stelle brillare.

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La Redazione 11 Maggio 2016 0
BeneventoNovità

Sui debiti si continua a mentire

La caratteristica del Diavolo è non far credere che esista, la stessa del sindaco di Benevento. Non voglio fare confronti tra Lucifero e Fausto Pepe, perché sarebbe oltraggioso nei confronti del primo, dotato di stile e coraggio avendo sfidato Dio in una lotta senza precedenti. Nel paragone, l’unico attributo in comune è l’invisibilità rispetto a certe situazioni, non li vedi ma fanno danni.

Avverti sempre l’odore di zolfo.

Sulla questione dei debiti, il sindaco appare e scompare a seconda delle circostanze e mostra una faccia di bronzo insieme a tutti coloro che hanno sostenuto la sua scellerata politica finanziaria. Non siamo di fronte a scelte di stampo keynesiano, non si tratta di fare deficit utili a far ripartire il ciclo economico. Quei numeri scritti sui fogli, non rappresentano altro cha la solita dilapidazione di risorse per comprarsi il consenso, ingrassare amici e fiancheggiatori elettorali.

Il sindaco ha annunciato una querela contro un’avversaria politica, Marianna Farese, colpevole a suo dire di averlo diffamato e di aver detto il falso rispetto a quel che era accaduto nell’ultimo consiglio comunale, dove oltre all’aumento delle tasse, sono stati approvati altri debiti fuori bilancio.

Il sindaco continua nella sua difesa monotona: quei debiti erano già lì.

Peccato che la sua amministrazione ha contribuito ad aggravare il passivo e non è stato mai presentato un piano di rientro credibile. Il motivo è presto detto: una rigorosa politica finanziaria avrebbe impedito alle reti clientelari di prosperare utilizzando il Comune come un bancomat.

L’unica regola ce la ricorda Curzio Malaparte: “L’arcitaliano non ha paura della legge di natura/ anzi, talvolta, egli corregge/la natura della legge”.

Per favore, non ammantiamo di argomentazioni tecniche una lurida verità.

VINCENZO BOVINO

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La Redazione 4 Maggio 2016 0
Le VignetteNovità

Eredità da serie B

E dopo le parole rilasciate a TV7 sabato scorso dopo la promozione del Benevento in Serie B, questa vignetta è tutta per il nuovo bomber dei sanniti.

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La Redazione 2 Maggio 2016 0
BeneventoCronacheNovità

Vi racconto una storia: Pepe, Del Vecchio e Del Basso De Caro

Ed  anche oggi  voglio raccontarvi una storia…

Vera? Verosimile? Falsa?

Cosa importa, in questa città non c’è nessuna differenza sostanziale e non ce n’è neanche nella storia che sto per raccontarvi.

C’era una volta un candidato sindaco del Partito Democratico che era stato, per dieci lunghi anni, Vicesindaco del Comune, Raffaele Del Vecchio.

Dopo le primarie che lo avevano visto “primeggiare”, contrapposto ad un uomo di fiducia dello schieramento facente capo a Fausto Pepe, a suo dire acerrimo avversario, nelle prime uscite pubbliche il distacco dalle due precedenti amministrazioni  era apparso netto e chiaro.

Almeno questo è quello che egli aveva dichiarato nell’immediato.

Era iniziata la campagna elettorale, erano cominciate le discussioni su candidati e sulle liste  e c’era sempre l’ombra di Fausto Pepe che  “aleggiava” intorno alla figura di Raffaele Del Vecchio.

Diversi incontri, come riportato dai giornali, si erano susseguiti, diversi incontri che non avevano dato frutti, rimanendo ognuno ancorato alle proprie posizioni.

Poi d’improvviso una schiarita, il riavvicinamento, la pace e la resa incondizionata di tutto il PD provinciale al potente sindaco Fausto Pepe…

Fin qui la storia conosciuta e resa pubblica.

Ma cos’è che ha fatto cambiare idea  su delle posizioni che parevano intransigenti da tutte e due le parti, al candidato sindaco Raffaele Del Vecchio e ad Umberto Del  Basso De Caro?

E qui comincia la storia quella che racconterà, vera, verosimile o falsa, come  già detto non interessa, come si sono svolti i fatti.

Abbiamo da una parte un candidato sindaco, che è quanto di più lontano dal “politico” classico: non ha autorevolezza, non ha dialettica se non quella delle favolette che si è imparato dallo stesso Fausto Pepe a memoria tra l’altro, non ha il senso della realtà, non conosce Benevento e i suoi problemi e soprattutto, per questo,  è lontanissimo dai cittadini  e dalla città stessa.

Dall’altra parte abbiamo  un sindaco uscente  che, nonostante tutte le “vicissitudini” (!) è riuscito, chissà come, a portare a termine due mandati , facendosi rieleggere al primo turno (e qui è meglio che…no comment…), a cui si deve necessariamente riconoscere una capacità politica notevole  e di aver tenuto in scacco ,sempre e comunque, tutto il resto del partito ,che da lui si voleva distaccare nel segno della discontinuità.

Sicuramente lui, al contrario, vuole dare continuità al suo operato e ,in caso di vittoria del PD,vi immaginate Raffaele Del Vecchio sindaco, Fausto Pepe vicesindaco e Cosimo Lepore assessore ai lavori pubblici (un assessorato che interessa moltissimo al nostro quasi ex sindaco) ?

Due personaggi: uno forte, ma da solo, uno debole con i forti dietro….

E appunto perché debole, Raffaele Del Vecchio ha iniziato la campagna elettorale in modo sommesso, diciamo sottotono ,mentre intorno a lui i candidati sindaci, più o meno forti, iniziavano ad aggiungersi.

Si prospettava una battaglia con il Movimento 5Stelle e poi il colpo di scena… entra Mastella con tutta la sua forza. Iniziano le preoccupazioni, le discussioni interne al partito.

Fino al momento in cui, segretamente, il Pd commissiona un sondaggio elettorale, e i risultati sono clamorosi: il Pd  non riuscirebbe neanche ad arrivare al ballottaggio perdendo la sfida con Mastella ed i Pentastellati.

Ed allora il PD cosa fa?

Torna a riunirsi, volano stracci e parolacce, si richiama Fausto Pepe e ci si accorda con lui cedendo a tutte le richieste volute da lui e dai suoi seguaci.

Abbozza Del Basso De Caro, gioiscono i Del Vecchio, mentre si cerca di far dimenticare tutte le dichiarazioni del candidato sindaco sulla discontinuità e su tutto ciò che aveva detto, sia pure sommessamente, contro le due amministrazioni che lo avevano preceduto di cui lui era, ricordiamo, vicesindaco e assessore alla Cultura.

Ma con questo accordo, le liste schierate a sostegno di Raffaele Del Vecchio hanno un sussulto, molti si allontanano, altri se ne vanno, altri ancora, titubanti in precedenza, non ne vogliono più sapere.

Ed ecco una ricerca affannosa ai candidati, alle quote rosa, ai riempi-lista, convinti che la loro presenza  nelle loro liste, li porterà a diventare consiglieri comunali al primo turno.

Si “prende” gente che non sa nulla di politica e di amministrazione, ma non è negativo questo fatto, meglio anzi sotto certi aspetti,  in attesa che la macchina da guerra del Pd muova ciò che deve muovere e si riesca a vincere.

Pepe-Del Vecchio-Del Basso De Caro… si rinnova cosi il trio che ha governato questa città per 10 anni e si chiude cosi un cerchio magico iniziato nel lontano 2006,anno della  prima amministrazione targata Pepe.

Falsa, vera, verosimile?

Sono sicuro di non essere andato tanto lontano dalla verità  altrimenti non si capirebbe il repentino cambiamento in corsa, in pratica negando ciò che si era detto precedentemente alle primarie e successivamente.

Le conclusioni, le mie, su tutta la storia qui non le metto, ma lascio a voi dare giudizi su una vicenda ingarbugliata, che ancora una volta fa capire, qualora ce ne fosse ancora bisogno, il modo di fare politica in questa città.

Ah! Un’ultima cosa: il vicesindaco a nome del Comune si è costituito parte civile contro Fausto Pepe in una delle indagini giudiziarie che lo riguardano: mani sulla città.

Meditate gente, meditate…

Felice Presta

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La Redazione 27 Aprile 2016 0
BeneventoCronacheNovità

“Male oscuro o mala-psichiatria?”

Se un paziente muore in camera operatoria per errore del chirurgo, o di infarto perché il 118 ha tardato a soccorrerlo, spesso si parla di malasanità e partono le denunce.

Ma se qualcuno muore gettandosi nel vuoto come Giancarlo a Montesarchio – e come Paolo, Giuseppina e gli altri che hanno fatto la stessa fine da gennaio a oggi – quasi mai viene il dubbio che potrebbe trattarsi anche di mala-psichiatria.

Perché se un chirurgo lascia il bisturi nella pancia del paziente, il suo errore è visibile: ma di fronte agli effetti di una malattia invisibile come quella mentale, l’opinione pubblica rimane interdetta e sgomenta.

Così, nell’incapacità di analizzare gli elementi che concorrono a un suicidio, partono analisi immaginifiche: come nel caso di Giancarlo la cui fine è stata attribuita a “un male oscuro che ti scava nell’anima…”;  a una “…maledetta bestia che urlava dentro…”; “alla depressione, terribile compagna che difficilmente lascia libera la tua testa quando se ne impossessa…”.

In quest’analisi che azzera ogni elemento razionale, la depressione e la malattia mentale in genere, appaiono mostri incurabili: facendo credere che nella Salute Mentale, le cause del suicidio siano da cercare solo nel malato e nella sua malattia. Ma non è così.

Nella maggioranza dei casi, infatti, il disagio psichico si cura con successo, specie se affrontato con tempestività: per cui il suicidio è molto spesso il tragico epilogo di una depressione non curata o curata male. Insomma, anche gli psichiatri e i responsabili dei servizi di salute mentale possono sbagliare: e quando si sbaglia in psichiatria, le conseguenze possono determinare eventi tragici come il suicidio.

La morte di un depresso, dunque, NON è la conseguenza NATURALE e INEVITABILE della malattia, ma può essere anche conseguenza di un errore umano: rispetto al quale è necessario chiedersi se l’“errore” rientri nella casistica degli “eventi avversi”, o sia frutto di incapacità e di disfunzioni organizzative, di Centri di Salute Mentale ridotti a sciatti ambulatori, di scarsa attenzione verso i pazienti in carico.

E quando si scoprono episodi di mala psichiatria, cittadini e giornalisti hanno il dovere di segnalarli: sia perché le vittime sono troppo deboli ed esposte per farlo; sia per rispetto di quel personale che nei servizi pubblici si distrugge per sopperire a colpevoli negligenze, pur di salvare vite umane.

Perciò, poiché la vergogna che ancora avvolge la malattia mentale, spinge spesso familiari e pazienti a subire in silenzio soprusi e inefficienze, da oggi attraverso la nuova pagina Facebook “NO Salute Mentale a porte chiuse” (http://www.facebook.com/NoSaluteMentaleAPorteChiuse) sarà possibile chiedere aiuto alla nostra associazione e fornire segnalazioni, in maniera “riservata” e sicura: contattandoci nello spazio “S.o.S. Salute Mentale”  protetto dal “segreto professionale sulla fonte delle notizie”, di cui godono i giornalisti professionisti come il presidente della Rete Sociale, Serena Romano.

Solo facendo corretta informazione con il contributo dei cittadini, infatti, è possibile migliorare i servizi pubblici nell’interesse della collettività.

A cominciare dai servizi di Salute Mentale che hanno assistito per anni Giancarlo e decine di pazienti come lui nel bacino che fa capo a Montesarchio – il più popolato e a “rischio” del Sannio – dove i servizi sono stati gradualmente smembrati: partendo dall’inappropriata decisione di spostare il 50% dei medici nel Servizio Psichiatrico di emergenza al Rummo, lasciando i pazienti nel panico per la perdita, mai più colmata, del medico di fiducia; per passare al trasferimento del Dirigente; e infine allo spostamento della stessa sede del CSM ad Airola separandola dalla Sir rimasta a Bucciano, con ulteriore disservizio per i pazienti.

Così l’obiettivo di concentrare tutto il potere organizzativo in altre mani, è stato raggiunto: ma il motivo che lo ha giustificato – una maggiore efficienza del servizio – è fallito.

Oggi il servizio fornito solo di mattina e per qualche ora pomeridiana due volte a settimana, di fatto non esiste più, con disperazione dei pazienti e dei pochi medici rimasti ad operare come in trincea: impotenti di fronte alla sofferenza e all’impossibilità di assicurare una vera continuità terapeutica.

Anche di questi contesti, dunque, bisognerebbe tenere conto quando si racconta di un suicidio.

Firmato per la Rete Sociale : il presidente Serena Romano

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La Redazione 26 Aprile 2016 0
BeneventoCronacheNovità

Ponte San Nicola: Tibaldi contro Moschella, e intervengo io!

Bella questa campagna elettorale, soprattutto quando, in un contesto come quello cittadino, si entra nel merito di un “botta e risposta” come quello tra Raffaele Tibaldi, candidato sindaco e Giuseppe Moschella, comandante della Polizia Municipale (ancora per poco).

Leggendo l’oggetto di tale discussione, il ponte San Nicola, naturalmente mi sento chiamato in causa, vista la denuncia a suo tempo fatta, e molto prima dell’alluvione del 15 ottobre come da miei articoli e servizi fotografici e video (Ponte San Nicola (e i nostri dubbi) e  Ponte San Nicola: disastro annunciato?)

Tibaldi a questo proposito fa un’ottima osservazione: se il ponte è pericoloso va chiuso, se non è pericoloso va aperto. Perché tenerlo aperto in una sola direzione?

E qui entro in gioco io, visto che sotto il ponte ci sono sceso e sono andato a vedere tutte le criticità presenti.

I piloni del ponte stanno franando in direzione Capodimonte ecco perché il ponte è stato chiuso sulla sinistra, anche se, a questo punto, non si è capito perché tenerlo chiuso in entrambe le direzioni per tanto tempo consentendo un parziale rifacimento del manto stradale e della passeggiata pedonale che, in virtù dei lavori strutturali che dovranno essere fatti, non saranno serviti a nulla se non alla ditta incaricata di effettuare i lavori (di somma urgenza o di urgente somma?).

Passiamo invece alla risposta al curaro data a Tibaldi dal Comandante Moschella che, in merito alla questione, dimostra di non essere a conoscenza del problema reale dell’ormai famoso ponte che, come abbiamo sempre sottolineato, limita e di molto la capacità di movimento dei residenti in quel quartiere.

Moschella, infatti, redarguisce Tibaldi dicendo di non conoscere le vicende della città che vorrebbe amministrare sproloquiando sugli eventi alluvionali e sul fatto che i vigili del fuoco intervennero successivamente all’alluvione dichiarando inagibile il ponte.

E lui stesso, recependo le proteste dei residenti ,lo aveva fatto aprire in un solo senso.

Mi dispiace caro Comandante, anche lei dimostra di non conoscere, o di ignorare, la storia di questo ponte, eppure lei è stato uno degli attori principali nella vicenda ad esso relativa…

Ma andiamo per ordine.

Tutto ciò che ha dichiarato Moschella ai giornali non è assolutamente vero.

Il ponte persisteva in una stato di pericolosità.

E non sono io a dirlo ma bensì i verbali dei Vigli del Fuoco intervenuti sul posto più di una volta.

E di questo verbale ne ho naturalmente copia ed è già stato pubblicato.

Però faccio un breve riassunto: i Vigili del fuoco sono intervenuti il giorno 29 marzo 2012 (anche se il verbale è datato 28) alle ore 9,38 e se ne sono andati alle ore 11,02.

Sono intervenuti in via Cupa del Gesù ,dove hanno riscontrato: “Da verifica effettuata si riscontrava la fuori uscita nonché l’elevato grado di ossidazione dei ferri, del tipo liscio longitudinali. Si provvedeva alla rimozione delle parti della struttura in imminente pericolo di caduta inibendo la funzione del varco, arteria sotto-passante per il tratto interessato dai dissesti. Si provvedeva a transennare tramite delle transenne presenti sul posto. Sul posto Polizia di Stato e Polizia municipale. Fatta comunicazione alle autorità competenti”.

Caro comandante Moschella, come vede, neanche lei dimostra di conoscere la reale problematica di quel ponte, pur essendo uno degli attori principali visto che i Vigili del Fuoco quel giorno volevano chiudere al transito tutto il ponte e poi è arrivato lei per lasciarlo aperto.

Naturalmente si sarà informato quel giorno stesso del perché, presumo, quindi era a conoscenza di tutto.

Ma evidentemente, il sottolineare che il ponte sia stato danneggiato dall’alluvione, e quindi la possibilità di ripararlo con i fondi che arriveranno per l’alluvione, fa comodo.

Il commissario Grimaldi, che ha inserito questo ponte tra le infrastrutture alluvionate, probabilmente si renderà conto di tutto solo nel momento in cui i soldi materialmente arriveranno e si inizieranno i lavori.

Perché, come ampiamente preannunciato, l’autorità giudiziaria sarà messa al corrente di tutta la vicenda.

E indovinate da chi?IMG_2915

Felice Presta

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La Redazione 22 Aprile 2016 0
BeneventoCronacheNovità

Vi racconto una storia: contributo locazione legge 431/98

Anche oggi voglio raccontarvi una storia di “ordinaria amministrazione” nella nostra ISOLA FELICE, Benevento.

Sono anni ormai che giro per la città cercando di risolvere piccoli e grandi problemi, a volte ci riesco, a volte no.

Ma quando non ci riesco mi rimane un senso di rabbia che in un modo o in un altro devo sfogare, ed ecco perché racconto queste storie.

Parlo oggi della legge 431 contributo locazione alle persone disagiate.

Sono stato chiamato più volte nelle settimane precedenti per risolvere il problema di questi contributi che il Comune di Benevento doveva erogare, in base a delle particolari graduatorie, per l’anno 2014.

Badate bene anno 2014, due anni fa, e che non erano stati ancora erogati.

Come ignorante, nel senso che ignoravo del tutto questa legge del 1998, mi sono dapprima messo a studiare e poi ho cercato di capire l’intoppo presso in nostro Comune dov’era.

Con santa pazienza ho telefonato più volte per sapere, più volte mi sono recato all’ufficio SERVIZI SOCIALI, ma la risposta è stata sempre la stessa: per un piccolissimo errore ancora non sono state erogati i contributi perché i mandati erano sbagliati e la ragioneria sta cercando di correggerli.

Se ne parla la prossima settimana cosi mi hanno detto.

E cosi di settimana in settimana è quasi un mese che ci sto dietro.

Sapete però qual è il piccolo problema?

No?

Ve lo dico io.

I potenti mezzi a disposizione del Comune di Benevento non riescono a distinguere tra lo zero e la o e si è bloccata tutta la procedura.

Vi sembra normale una cosa del genere nell’epoca dei computer e dell’informatica?

A me personalmente sembra una barzelletta, se non ci fosse gente che aspetta quei soldi per evitare un imminente sfratto perché in ritardo con la pigione.

Cioè per capirci, non è che non ci sono i soldi, non c’è volontà di risolvere un piccolissimo intoppo.

Anche questo modo di fare in questa città deve cambiare, che i dirigenti preposti facessero i dirigenti e risolvessero questi problemi in tempi congrui senza perdere altro tempo.

Magari, come fanno adesso, strafottendosene dei reali problemi della gente.

Non mi dilungo oltre perché la storia, spero, che si risolva per il meglio, anche per evitare di iniziare a pensare, anche in questo caso, a come agire legalmente contro un Comune inadempiente.

Felice PrestaLogo Comune di Benevento

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La Redazione 20 Aprile 2016 0
BeneventoCronacheNovità

IVANO AQUINO: “Stanchi di questa amministrazione, è ora di agire”

Avrei preferito non dover scrivere quanto segue e mi duole davvero farlo, ma come residente di via dei Mulini e “ragazzo della Pietà“,ancor prima che come candidato portavoce col M5S al prossimo consiglio comunale, non posso ignorare e non portare all’attenzione di tutti il degrado e l’abbandono che vive il nostro quartiere. A via dei Mulini, via Gentile, via Pietà, Santa Maria degli Angeli, via Fontanelle e Piano Morra vedere un operatore ASIA addetto allo spazzamento é da anni utopia,conviviamo con sporcizia, erbacce, ratti e siamo costretti a fare lo slalom tra le cacchine degli amici animali e le uniche opere di pulizia e manutenzione del verde sono lasciate ai volenterosi pensionati e coraggiosi commercianti della zona.

Il compianto campo della Pietà è da anni un cantiere abbandonato convertito a discarica abusiva per gli incivili e pieno zeppo di siringhe chissà cos’altro, Santa Maria degli Angeli -il cui recupero faceva parte dello stesso progetto che voleva la ricostruzione del campo della Pietá su un parcheggio sotterraneo- é vittima dello stesso destino, un’unica palazzina parzialmente ristrutturata e le altre in totale abbandono (molti appartamenti sarebbero addirittura inagibili).

A via Iandoli si convive da sempre con la fogna a cielo aperto e con i suoi esotici aromi, a c.da Piano Morra non si contano piú i sanitari e i rifiuti ingombranti abbandonati (anche amianto), a via Fontanelle é un problema anche la semplice circolazione delle autovetture per la ridotta larghezza della strada e le erbacce sono oramai “residenti” della zona.

Prima dieci anni fa e poi cinque anni fa abbiamo fatto una semplice richiesta agli aspiranti consiglieri che erano sempre presenti in zona nei due mesi antecedenti alle elezioni, chiedevamo semplicemente decoro per il nostro quartiere ed abbiamo osato chiedere dei cestini per i rifiuti accanto alle panchine perché nella “Benevento fantasma”(dove ci sentiamo di essere)é un problema anche mangiare delle patatine o bere una lattina di The con gli amici di sempre su una panchina.

Ora come accade troppo spesso a ridosso delle elezioni si vedono nascere cantieri ovunque,strisce pedonali rifatte (prima almeno rifacevano l’asfalto),operatori che tagliano l’erba e miracolosamente si rivedono anche I consiglieri assenti da 4 anni e 9 mesi.

Spero che i concittadini e gli amici dopo anni di promesse pre-elettorali e relativo abbandono post-elettorale abbiano capito il giochetto di questi personaggetti e di questi “amici da campagna elettorale” che una volta arrivati a palazzo Mosti spariscono dalla circolazione lasciandoci nei nostri quartieri con i problemi di sempre.

Spero inoltre che queste mie parole possano servire a risvegliare la coscienza nei cittadini della zona e a far capire ai nostri cari ed obsoleti politici locali che noi non siamo carne da macello ma persone che amano la propria città e vogliono viverla pienamente ed orgogliosamente.

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La Redazione 18 Aprile 2016 0
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