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Novità
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Category: Novità

Novità

Gabriele Corona continua ad attaccare il M5S: da che pulpito viene la predica

Quando dico che a Benevento nulla è ciò che sembra, lo dico con cognizione di causa ed esperienza sul campo.

Cerco sempre di scrivere partendo da dati oggettivi incontestabili che (possano piacere o meno) danno un quadro d’insieme di situazioni e contestualizzazioni storiche, con personaggi più o meno conosciuti ,che danno l’esatta idea, o perlomeno vi si avvicinano, di ciò che è successo nel nostro recente passato.

Lo “sciacallo” ,dunque, torna a colpire, con la terza parte delle intercettazioni telefoniche intercorse tra il “moralizzatore” Gabriele Corona e l’ex sindaco Fausto Pepe (naturalmente ad essere intercettato era il nostro ex-sindaco).

Intercettazioni che, pur non avendo rilevanza penale, mi riferisco a quelle che sono arrivate sulla mia scrivania, danno l’esatta idea dei rapporti che intercorrevano giornalmente tra loro, durante i famosi giorni dell’inchiesta “Mani sulla città” del 2013, in un periodo in cui gli scontri tra i due sul caso mensa iniziavano a farsi aspri, almeno sui giornali.

Ecco questo è il punto fondamentale: guerra in pubblico ma amici in privato?

E dei famosi “dossier” presentati nel corso degli anni da Altrabenevento ne vogliamo parlare, sia pure sommariamente?

Il caso Zamparini ed il Parco Fluviale? Com’è che Altrabenevento non ne parla più? Eppure ultimamente c’è stata un sentenza che condanna Zamparini alla demolizione dei famosi capannoni vicino al centro commerciale “ I Sanniti”. Oppure vogliamo parlare di Terna e della pista ciclopedonale?  Della mensa? Della Ristorò? Di Quadrelle?

No no ,qui non voglio parlare degli attacchi che questo soggetto mi fa ,in quanto attivista penta stellato (io), sarebbe riconoscergli dei meriti che non ha: quello di potermi attaccare.

Purtroppo, visto che il soggetto in questione (in quanto pseudo-moralizzatore), continua nel suo tentativo di delegittimare il Movimento 5 Stelle qui in città, mi trovo costretto, non senza dirvi che ciò mi annoia e non poco, a copiare pagine di intercettazioni per far capire con chi abbiamo a che fare.

E se gli attacchi, strumentali, portati da codesto soggetto (l’ultimo dei quali a Vittorio Giangregorio) hanno avuto come “sponda”in Consiglio Comunale proprio il buon Faustino, partendo da un articolo su Sanniopage di Teresa Ferragamo (in pratica l’articolo della Ferragamo, quello di Corona e l’interrogazione di Pepe erano uguali), continuano in un tentativo di delegittimazione…beh, lo stesso deve attendersi lui ,come risposta ai suoi attacchi, solo che i miei, come sempre, sono dati oggettivi e reali e non menzogne, come dice lui.

Se fossero tali perché non mi querela?

Perché l’ex sindaco Fausto Pepe non mi ha mai querelato?

Perché l’unico tentativo di querela, per tentato-procurato allarme, è stato stracciato in faccia ad un ufficiale della Polizia Municipale?

Ah già ma si parlava delle intercettazioni.

Telefonata del 9 gennaio 2013.

Tralascio la prima parte…insignificante e passo alla parte più…pregnante.

Pepe: “e si deve affrontare al riesame?”

Corona: “si affronta per una parte al riesame…per una parte si affronta anche nella discussione di questo periodo”

Pepe: “perché poi considera …cioè se è questo l’orientamento poi i rinviano a giudizio senza proprio fiatare no?…supponi… e da li poi inizierà tutto il processo e tutte le cose non lo so!…cioè comunque questi che vogliono fare?…si vogliono “divertire”…mi sarò…mi sarò macchiato di responsabilità e di colpe in questa città che forse nessuno si è macchiato!…ma che cazzo ne so io Gabriele? Avrò detto di no a Mastella…sarà questo che ne so io!…. eh? eh?”

Corona: “…non solo hai detto di no a Mastella…non solo Mastella ha perso di nuovo le elezioni…poi ha anche due procedimenti penali a carico!”

Pepe: “..dove io sono teste”

Corona: “…dove tu sei teste! Insomma “lui” questa cosa non è che…”non la gradisce per niente!”…. e allora,come è abituato a fare, cerca di fare cerca di fare alleanze con “tutti”.

Pepe: “e mi sa che ci sta riuscendo hai capito la mia paura?…io pensavo che fossero molto più liberi “loro” rispetto al mondo che appartiene a me!…invece mi rendo conto che qua…noi comunque ce la battiamo… c’è la dibattiamo!…soggetti come…come tutti.”

Corona: “…ti posso…ti posso chiedere una cosa? Ti posso solo…sono con una persona che adesso è arrivata è venuta da Roma…e devo andare a fare un servizio …appena mi libero ti chiamo io!…va bene?”

Pepe: “va bene, però non mi lasciare solo”

Corona: “…dammi un’oretta!…ma… (ride) …mà non ti far mandare a fare in culo va bene?..”

Pepe: “…ma mi sento un poco abbandonato Gabriele!… te lo devo dire o no?…

Corona: “ e va buono dai…. <ti senti abbandonato!>…da me ti senti abbandonato? …va buono dai!

Pepe: “va buono ….ciao …ciao”

Corona: “ciao …ciao”

Gabriele Corona…mi raccomando non abbandonare Fausto Pepe

Felice Presta

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La Redazione 26 Ottobre 2016 0
BeneventoCronacheNovità

Immigrati: vogliamo far finta che non possa accadere nulla?

Prendo spunto dalle dichiarazioni, che condivido in toto, del sindaco Clemente Mastella sui migranti: “Per evitare l’insorgere di tensioni tra i migranti e la popolazione, tensioni riconducibili ad una serie di manifestazioni di mancato rispetto da parte di alcuni migranti nei confronti della popolazione della città di Benevento, ho indetto una riunione del Comitato per l’Ordine pubblico. Fermo restando la necessità di offrire accoglienza, che non è assolutamente in discussione, occorre però mettere in atto forme di deterrenza e di maggiore controllo del territorio in modo da evitare il ripetersi di simili episodi e quindi scongiurare l’insorgenza di possibile tensioni”. Prendo spunto, ripeto,per continuare a scrivere su quello che considero, a torto o a ragione, una “bomba” pronta ad esplodere, sia metaforicamente che materialmente.
Come sempre verrò tacciato di essere fascista e razzista: ma sono accomunato a persone sicuramente più “grandi” di me, e ne cito una non a caso, Oriana Fallaci.
Nel 2001 la Signora del giornalismo italiano pubblicò ”La Rabbia e l’Orgoglio” e lo scrisse non come testo razzista, ma per cercare di dare una scossa al mondo occidentale, che cieco non vedeva quello che stava accadendo e quello che poi sarebbe successo. La lezione che dà la scrittrice-giornalista è che per favorire l’integrazione non bisogna rinunciare ai propri valori, alla propria libertà ed identità. In pratica tutto il contrario di ciò che sta succedendo in Europa e in Italia.
Le polemiche sul crocifisso in aula, sul burqua, tanto per citarne due, sono ormai da anni sui giornali e ogni tanto ritornano in primo piano.
Perché fare il raffronto con la Fallaci? Probabilmente perché sociologicamente mi sono sempre considerato un “anticipatore” di ciò che sarebbe accaduto nella nostra città. Alcuni mi hanno preso in giro dandomi del mago, dell’indovino…ma bastava e basta solo osservare le cose.
E come sempre i miei sono dati oggettivi non cose campate in aria ed astratte. Certo, un confronto civile su questi dati l’ho sempre cercato per porre l’attenzione sul “fenomeno” migranti. Ma la controparte, la sinistra radical-chic di questa città l’ha sempre evitata senza argomentare alcunché, puntualmente insultando chi vi scrive, senza mai approfondirei un problema che non si vuole discutere…per alcuni è cosi, a priori.
E ciò naturalmente vale per i migranti e vale anche per il fenomeno della prostituzione delle donne di colore, che non avevamo mai visto in città, preceduta da quella delle donne dell’est europeo, anche quella mai “naturalizzata”.
Ebbene adesso abbiamo tutte e due, abbiamo i migranti e abbiamo dei problemi. Ma per molti cosa si dovrebbe fare? Nascondere la polvere sotto il tappeto? Chiudere gli occhi per non vedere?
Oppure fare come faccio io, e riprendendo le dichiarazioni del sindaco ne sottolineo la congruenza con le mie, chiedendo un maggior controllo del territorio?
Per reprimere, poichè il controllo implicitamente farebbe sparire il fenomeno della prostituzione in strada, ma soprattutto per prevenire.
E’ un peccato mortale fare questo? Evidentemente per qualcuno si, qualcuno che chiude gli occhi quando passa per il rione Ferrovia o alla rotonda dei Pentri.
Ma torniamo ai dati oggettivi.
La provincia di Benevento ha, in questo momento, più di 3000 migranti ospitati che costano (calcolando una cifra forfettaria di 28 euro) 84.000 euro al giorno all’Europa, e quindi anche all’Italia. Sono 2.520.000 al mese, sono 28.240.000 milioni all’anno. E stiamo parlando solo della Provincia di Benevento.
Primo dato oggettivo.
Secondo dato: in base al numero degli abitanti, come già scrissi qualche mese fa, siamo la prima Provincia d’Italia come numero di migranti ospitanti. Chiediamocii il perché.
Terzo dato: statisticamente per il Viminale ogni mille migranti di fede islamica c’è un “foreign fighters”, combattenti stranieri, riconducibili all’Isis o ad altre fazioni simili. Ora possiamo ritenere impensabile che l’Isis voglia attaccare un bar del centro di Benevento per creare attenzione mediatica sulle sue azioni, oppure un bar di un paese della nostra Provincia.
Ma cellule capaci di reclutare, organizzare e organizzarsi potrebbero essere presenti? Certamente si. Se le statistiche sono quelle del Viminale, partendo solo dalla considerazione che sono presenti 1000 islamici credenti e praticanti, ne avremmo almeno uno, come minimo.
Possiamo considerare come dato oggettivo, anche il fatto che nessuno dei migranti presenti scappa dalla guerra (come ad esempio i Siriani) ma dalla fame e dalla povertà. E’ questa una considerazione che comunque dobbiamo fare, visto che l’Onu parla di un’invasione di 60 milioni di persone dall’Africa in Europa nei prossimi anni. Come affronteremo questo problema? Sempre chiudendo gli occhi?
Ma andiamo oltre, sottolineando l’ultimo e più importante problema che io, da sempre cerco di sottolineare.
Nei paesi, almeno da quello che ho visto girando, il fenomeno è attenuato dalla presenza di intere famiglie, ma qui in città ci sono solo giovani dai 18 ai 30 anni. La sistemazione degli stessi è più o meno decente, ma il problema era e rimane sempre lo stesso. Quanto tempo ci vorrà prima che scoppino problemi legati all’inattività di questi, all’astinenza sessuale, alla coabitazione forzata?
Vogliamo far finta che non possa accadere nulla?
Allora facciamo una cosa, continuiamo a chiudere gli occhi ed aspettare la Fallaci di turno, non certo io, che ce li farà aprire irrimediabilmente, ma solo dopo che qualcosa di grave sarà già successo.
E pensare che siamo solo una piccola città (o un grande paese, a secondo dei punti di vista) dove tutto potrebbe essere facilmente gestibile e controllabile, ma dove attualmente ognuno fa quello che gli pare.
Chiudo con una barzelletta, vera. Una scena del recente servizio di Uno Mattina sulla differenziata è stata tagliata perché l’assessore, intervistato, ha detto che eravamo al centro della Terra dei Fuochi. Sicuramente l’assessore si è sbagliato e fortunatamente, per lui, la scena è stata tagliata…ma probabilmente noi siamo la “terra del fuoco”, quella che cova sotto la cenere pronta ad esplodere in un vastissimo incendio.
Sta alla politica spegnerlo, ma alla politica vera, non ai politicanti.

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La Redazione 7 Ottobre 2016 0
BeneventoCronacheNovità

Non si specula sull’alluvione

Il nostro sottosegretario alle infrastrutture, Umberto Del Basso De Caro, forse colpito dal solleone di agosto continua a sparare dall’alto del suo incarico governativo cifre a casaccio, che dovrebbero arrivare nella Provincia di Benevento ,relative  ai finanziamenti per i danni provocati dall’alluvione del 15 ottobre scorso.

Si parla di 355 milioni di euro, pari alla metà (all’incirca) dei danni subiti dalla nostra Provincia, quantificati dal commissario Grimaldi.

Una cifra che, fin da subito, abbiamo detto che “non sta in cielo ne in terra”, visto che in tutti i territori con vicende analoghe alla nostra il massimo che il governo centrale ha elargito per le emergenza è stato del 10% o poco più. E già all’inizio d’anno ci lamentammo del fatto che la nostra Provincia aveva avuto come “provvisionale” 40 milioni di euro distribuiti su tutto il territorio.

Ebbene, ci viene da pensare ad una di queste due ipotesi : il nostro sottosegretario al Governo ha fatto la moltiplicazione dei pani e dei pesci diventando “novello profeta”, oppure in vista del referendum e della probabile debacle governativa già sta in campagna elettorale…

Propendiamo, ad onor del vero, per la seconda ipotesi ,conoscendo il personaggio  politico, capace di questo ed altro pur di accaparrarsi i voti (CHE NON SONO GRATIS, come da egli stesso affermato  nelle intercettazioni telefoniche pubblicate dal Fatto Quotidiano).

Ma se i voti non sono gratis neanche le cifre sparate a casaccio lo sono, in special modo per un territorio martoriato come il nostro, dove le uniche “forze”  che si sono viste nei giorni tragici dell’alluvione, sono quelle dei volontari sporchi di fango.

Forse, data l’età avanzata, il nostro sottosegretario dimentica le cose: e noi siamo qui per ricordargliele.

  1. Fa parte di un Governo mai votato
  2. E’ sottosegretario alle infrastrutture e ha più volte detto di aver fatto partire questo o quel progetto, ma per quanto ci risulta, giusto per fare un esempio, neanche gli espropri lungo l’attuale Telese-Caianello sono partiti. Come pensa di farne un raddoppio? Però pare che già si sia costituita un’ATI a tal proposito… ATI per far cosa? Partecipare a un eventuale appalto?
  3. Ha inaugurato, insieme al Presidente della Regione De Luca, un treno che GIACE fermo alla Stazione Appia…
  4. Sull’alluvione non si può speculare parlando di cifre a casaccio, in vista di probabili e possibili scenari elettorali. Ci sono aziende che rischiano veramente la chiusura per i danni riportati: Agrisemi MInicozzi tanto per citarne una…

Potremmo fare un elenco lungo 8 pagine sulle cose non fatte dal sottosegretario (però vantate).

Ebbene, ritornando alle vicende locali, si vanti di aver spaccato un partito in città. Si vanti di aver perso le elezioni. Si vanti di aver appoggiato la peggior amministrazione degli ultimi anni capitanata da quel consigliere comunale di minoranza: tale Fausto Pepe.

Se vuole vantarsi di qualcosa si vanti fino in fondo: per il resto, lasci stare l’alluvione e le possibili implicazioni elettorali.

Sulle tragedie non si specula…

Felice Presta

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La Redazione 6 Agosto 2016 0
BeneventoNovità

La politica non va in ferie…

Sotto il solleone di agosto, scrivere uno dei miei pezzi “pesanti” sarebbe inutile e oltretutto non lo leggerebbe nessuno.  Preferisco scrivere, invece, un pezzo “leggero”, per sorridere un po’,cosa che più si addice alla stagione in corso.  D’altra parte la politica non va mai in ferie e quindi neanche io posso andarci, pensando a Benevento, alla nostra città.

E d’altra parte neanche il neo-sindaco Clemente Mastella può dimenticarsene sia per i problemi contabili-amministrativi ereditati dalle passate amministrazioni “pepiane”, sia per cercare di dare una linearità al suo modo di governare tra tante “teste” che poco hanno in comune tra loro.

Il quadro attuale, visto nella mia ottica molto di parte, è alquanto ridicolo se si pensa alle esternazioni di Fausto Pepe, un giorno si e uno anche, che fanno intendere ai lettori che quello che è successo negli ultimi 10 anni in città non lo ha di certo fatto lui, ma un suo sosia. E adesso che lui siede nei banchi dell’opposizione, farà vedere come si fanno bene le cose che ha fatto male quando era sindaco.
Dei lealisti, del resto, a parte le nomine (irregolari secondo molti), di Pannunzio e Molinaro alla Gesesa se ne sono perse le tracce.
La loro sfida, fallita per un soffio, era di arrivare con le liste a superare il 50% in modo da ottenere la maggioranza dei consiglieri e tenere poi per le palle (mi si permetta il francesismo) chiunque fosse andato a fare il sindaco. Il tutto, naturalmente, con la complicità di un PD ormai diviso in fazioni contrapposte e in guerra tra loro.
Ma ritorniamo ai lealisti.
L’ex assessore Danilo De Luca passeggia come sempre attirandosi gli strali dei commercianti, Giuseppe Zollo è ritornato a tempo pieno in banca dopo aver fatto anche lui l’assessore nel valzer dell’ultimo governo Pepe.
Nazzareno Lanni continua a passeggiare “piacioso” lungo le strade della città, mentre dei vecchi consiglieri se ne sono perse le tracce.
Mantiene saldo il comando, sia pure in silenzio, Lucio Lonardo gran capo dell’ASIA (partecipata del Comune) non si sa fino a quando… Oltretutto l’attacco dell’ex revisore del Comune di Benevento, Pietro Grasso, non lascia scampo a quest’ultimo sulla pessima gestione.
Diciamo, in sintesi, che la gestione “allegra” (non per noi cittadini, ovviamente) della partecipata comunale ha comportato, sugli avanzi di bilancio più volte vantati dal presidente, una tassazione cosi onerosa da essere economicamente svantaggiosa. Ecco perché ai cittadini, nonostante le chiacchiere non è stato restituito nulla e la famigerata tassa non si è abbassata, anzi è aumentata.
E dei candidati sindaci che non sono entrati in consiglio?
La comunista, l’asfaltatrice, il puritano?
Che fine hanno fatto?

Felice Presta

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La Redazione 2 Agosto 2016 0
BeneventoNovità

Società di riscossioni e Comune di Benevento: una triste storia…

Tralasciando la vecchia società di riscossione, la Gosaf, finita sotto processo per non aver dato al Comune di Benevento un milione di euro, parliamo della nuova società che l’ha sostituita: la SOGET.
Questa società ha cominciato ad avere “problemi” già nel 2013, con il caso di Nocera Inferiore, con l’avviso di garanzia per il ragioniere La Mura.
Per poi continuare nel 2014 ad Angri, dove il figlio del sindaco Mauri fu assunto proprio presso la Soget,la quale, contemporaneamente ,gli affidò l’appalto del censimento tributi alla stessa società di Pescara. Anche in questo caso, ci sono indagini in corso.
Nel 2015 a Teramo, la ditta vincitrice per la riscossione tributi, la Cerin di Bitonto, sembra che non abbia mai preso servizio per cui la Soget, società che gestiva precedentemente il servizio, sta continuando ad operare il quel Comune almeno relativamente alle tasse comunali evase fino al 2010. Nel 2014 emerge un nuovo scandalo per la Soget, quando viene licenziato un dipendente della stessa società, perché si sarebbe rifiutato di eseguire pignoramenti ed esecuzioni illegittimi.
Ciò ha portato ad un contenzioso tra l’azienda e il dipendente stesso alzando però un velo sulle reali attività della Soget. E la magistratura starebbe indagando sui profili penali delle attività di riscossione di questa società.

Infatti si verificherebbero ,non casualmente, gravi violazioni nel settore esattoriale privato per la riscossione dei tributi locali, con prassi aziendali illecite e lavoratori vittime di mobbing. In particolare ufficiali di riscossione e funzionari subirebbero pressioni da parte della direzione aziendale, per riscuotere dai contribuenti –che hanno debiti di natura fiscale- somme aggiuntive non dovute, ovvero nominalmente diritti esecutivi non esigibili.
Le condotte aziendali sarebbero, così, illegittime ,vessatorie, persecutorie e reiterate ma sono sempre rimaste lettera morta.
Nel merito alcuni ufficiali di riscossione avrebbero constatato, con pertinenti motivazioni giuridiche, abusi e mancato rispetto delle garanzie procedimentali poste dalla legge a tutela della posizione dei contribuenti.
In pratica la società lucrerebbe su maggiorazioni non dovute su tutte le procedure esecutive in maniera scientifica esercitando pressioni sugli ufficiali di riscossione.
Questione comunque non nuova perché nel 1995 con il caso SERIT,una sentenza di cassazione del 2013 che ha condannato Equitalia (agente di riscossione subentrato a SERIT) al risarcimento del danno a un ex dipendente SERIT , vessato perché si era rifiutato di partecipare al sistema di false notificazioni.
Attualmente risulta indagato dalla magistratura il direttore generale SOGET, Gaetano Monaco, dalla Procura di Pescara, con l’ipotesi di reato di truffa ai danni dello Stato (da chiarire nello specifico l’esigibilità di 36 milioni di crediti del Comune di Pescara).
Successivamente sempre al Monaco è stato notificato un ulteriore avviso di garanzia per falso e abuso di ufficio in concorso con Domenico Ludovico, responsabile dell’esecutivo SOGET e, in particolare, degli ufficiali di riscossione.
Nel 2015 a Pescara scoppia un altro scandalo: nel computer del direttore vengono trovati i nomi di 523 politici (52 sindaci, 340 consiglieri ecc) e questa lista è finita sulla scrivania del PM Gennaro Varone che sta lavorando a questo caso per accertare se la società avesse agevolato qualcuno di questi.
L’ultimi scandalo è del marzo 2016 a Parma. Coinvolti Tosi, Giannone e Allegri dirigenti della società partecipata del Comune che si occupa di riscossione delle multe.
Usura, peculato e falso ideologico sono le ipotesi di reato. Si chiude il cerchio su “Parma Gestione Entrate”.
Per il sindaco Mastella, subentrato da poco al Comune di Benevento, è questa un’altra gatta da pelare, anche in virtù delle scarse finanze attualmente disponibili.
Le casse comunali dovevano essere rimpinguate, secondo il bilancio consuntivo di fine mandato, proprio dagli incassi, da crediti recuperati tramite la società SOGET, che si occupa di questo per il Comune di Benevento.
Il sospetto è che questi crediti che ha il Comune fra un po’ non saranno più esigibili.
E noi vogliamo sapere il perché!

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La Redazione 20 Luglio 2016 0
BeneventoCronacheNovità

Nuovo Consiglio Comunale: inizio lento, tra luci e ombre

Lo scorso 11 luglio si è riunito il nuovo consiglio comunale. Dopo il giuramento, il neo -sindaco  Clemente Mastella, ha presentato la sua nuova giunta ed è iniziata l’avventura anche per tutti i neo-consiglieri, di maggioranza e di opposizione.

Un giudizio politico sulla nuova giunta? Lasciamoli lavorare e mettiamo alla prova un gruppo che più eterogeneo non si potrebbe.

Già il ritorno dell’assise,  a Palazzo Paolo V,  è stata una bella emozione. La sua sede naturale è quella e sulla forzatura di palazzo Mosti (inaccessibile ai portatori di handicap) abbiamo sempre espresso molti dubbi.

I primi atti dei neo-assessori sono volti, anche per le dichiarazioni, ad un taglio netto verso il recente  passato “pepiano” e finora, tra mille difficoltà, qualcosa sta cominciando a muoversi.

Tralasciamo lo ”scivolone”  del neo-assessore alle  attività produttive, Luigi Ambrosone, sul centro commerciale Malies. Un errore probabilmente dettato dalla voglia di veder recuperato uno scempio in pieno centro ,che però porta con se 9 anni di “azioni e reazioni” poco chiare (oggetto di indagini della magistratura).

Ci si aspettava, nelle prime fasi , oltre alla nomina di Gino Abbate alla Gesesa, all’impugnazione della nomina del consiglio di amministrazione, fatta negli ultimi giorni del mandato di Fausto Pepe (che molti considerano illegittima), degli ex consiglieri Pannunzio e Molinaro. Ma attendiamo fiduciosi.

Ci si aspettava, visto che per inerzia e ritardo della passata amministrazione il 30 giugno scorso sono stati mandati a casa, una parola su gli ex Russo e su quel famoso progetto regionale “Ricollocami” ,che non è più partito e che visti i ritardi partirà fra qualche mese.

Intanto l’Asia ha preso gli interinali al loro posto, che ci costano molto di più degli ex Russo. Tra l’altro vengono mandati per la strada senza un adeguato D.P.I. (dispositivo di protezione individuale). Cosa inammissibile visto che gli  “effettivi” dell’Asia hanno obblighi chiari in tal senso ,in base alle disposizioni vigenti per la legge sulla sicurezza sul lavoro.

Ci si aspettava se non un attacco, almeno una “cazziata” chiarificatrice con il presidente dell’Asia, il dottor Lonardo sulla questione interinali, sull’aumento della Tari del 4% per l’alluvione (che secondo tutti è ingiustificata e ingiustificabile), sulla città sporca e sull’operato del potente dirigente messo li “illo tempore” dal buon Faustino….

Ci si aspettava quantomeno una censura sul caso Mancini e sull’impianto accusatorio, nei suoi confronti, messo in piedi dalla Procura di Benevento in tema di appalti del PIU’ Europa. Cosa che non c’è stata ma visti i guai passati, giudiziari, di Clemente Mastella (con tutte le assoluzioni del caso) è logico che ci voglia andare con i piedi di piombo.

Si sarebbe dovuto almeno iniziare a parlare dell’AMTS e del suo fallimento, nodo che prima o poi dovrà essere affrontato visto che sui lavoratori (almeno quelli in esubero nel caso di subentro privato) si prospetta l’ombra del licenziamento e quindi della conseguente tensione sociale che comporterà.

Sui lavori pubblici caliamo un triste velo sulle reciproche accuse tra De Minico e Fausto Pepe.

Anche perché su questa diatriba ci sarebbe molto da scrivere e molto da dire: ad esempio a De Minico potremmo ricordare il progetto del Mamozio in piazza Duomo, uno scempio immane che è rimasto li ad imperitura memoria. Mentre invece all’ex sindaco potremmo citare, tra le tante cose, l’apertura  di una Spina Verde fallimentare in partenza, deficitaria nei tempi, e dopo la falsa inaugurazione, un’opera del tutto inutile.

Riguardo poi la difficile nonchè fondamentale questione “mensa scolastica”, in campagna elettorale Mastella ha più volte espresso l’intenzione, come scritto nel programma, di aprire il famoso centro cottura a Capodimonte. L’ex sindaco Fausto Pepe nell’ultimo periodo aveva detto che aveva trovato (miracolo miracolo!) anche i soldi per riattarlo e renderlo fruibile già nel breve periodo. Le dichiarazioni successive alla vittoria di Mastella lasciano, per il momento intendere, il contrario. Non vorremmo assistere per altri anni alle continue scenette presentate tra Ristorò, Comune, Quadrelle, Corona eccetera… Stoppiamo ogni  polemica ed iniziamo a vedere i reali bisogni dei nostri figli e soprattutto evitiamo che questi possano, per chi sceglierà  il tempo pieno, nutrirsi ogni giorno con i panini, per “problemi” già vissuti in precedenza…

Si potrebbe continuare per ore a scrivere su ciò che c’è da fare per tentare di risollevare una città morente, piena di debiti (altro grosso scoglio….il bilancio consuntivo).

Ma presumo che Clemente Mastella abbia ben chiaro il quadro generale che ha trovato varcando le porte del Comune di Benevento.

Luci e ombre in questo nuovo inizio di legislatura. Speriamo che al più presto restino solo le luci su questa martoriata città.

Come detto, lasciamoli lavorare per il momento…ma controllando ogni cosa che si farà in modo da non ripetere gli errori delle passate amministrazioni.

Felice Presta

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La Redazione 13 Luglio 2016 0
BeneventoCronacheNovità

M5s: “Mastella ha intenzione di costituirsi parte civile?”

Dopo il cataclisma elettorale, il giudizio politico senza appello che i cittadini beneventani hanno decretato tra il 5 e il 19 giugno, arriva un altro duro colpo alle strutture costruitesi nel decennio pepiano. Il clamoroso arresto di Angelo Mancini, dirigente del Comune di Benevento, fatta salva la presunzione d’innocenza, apre una questione che è politica prima che giudiziaria, essendo l’arrestato non solo po-litico lui stesso di lungo corso (enfant prodige, diviene assessore alla Provincia negli anni Novanta) ma uomo di fiducia dell’oramai ex Sindaco Fausto Pepe (anche lui “covata” mastelliana), che ha sfidato la Corte dei Conti per imporlo al Comune, dove è entrato in pianta stabile con un contestatissimo concorso che ha riempito le cronache dei giornali.
Vediamo prima l’aspetto giudiziario. Il procedimento denominato “Euroscopio” vede coinvolto Angelo Mancini, con altri 9 indagati. È emerso, secondo gli inquirenti, che in cambio di tangenti sarebbero state favorite alcune imprese per l’aggiudicazione delle gare di appalto relative al periodo 2011-2013, del valore tra i 600.000,00 e i 5 milioni di euro, per cui chiediamo al neo sindaco Clemente Mastella se ha intenzione o meno di costituirsi parte civile nell’instaurando giudizio. Ciò si rende necessario non solo per la tutela di immagine del nostro comune, quanto per l’ingente danno in termini economici che questi fatti delittuosi riversano sui conti del comune, già fortemente compromessi. Infatti, l’OLAF che è l’organismo che si occupa di indagare su tutta una serie di illeciti, tra cui l’utilizzo irregolare/fraudolento di fondi dell’UE, fa presente, in un suo rapporto, che gli Stati Membri, gestendo l’80% dei fondi europei, sono direttamente responsabili dell’utilizzo di tali fondi e sono chiamati a indagare e perseguire casi di corruzione e frode ai danni del bilancio dell’Unione, nonché responsabili del recupero delle somme frodate. Inoltre, gli importi frodati e non recuperati sono a carico del singolo Stato che non ha effettuato il recupero e, nel caso dei Fondi Strutturali (FESR-FSE) quali sono quelli previsti dal piano “Più Europa” (vedasi D.G.R. n. 282 del 15.02.2008: Approvazione Linee Guida Più Europa) in fase di certificazione della spesa, la Commissione decurta dalla dichiarazione di spesa da rimborsare all’Autorità di Gestione, l’importo che ha indebitamente pagato, passando loro l’onere del recupero, secondo regole amministrative e giudiziarie nazionali.
Veniamo ora all’aspetto politico, che non ha certo bisogno di attendere i lunghi tempi della giustizia italiana per essere valutato. Ebbene, il progetto “Più Europa” è stato fallimentare nelle modalità di gestione, nei tempi e nei risultati. Ha rappresentato il modello paradigmatico di un modo di gestire la cosa pubblica opaco, senza alcuna partecipazione attiva dei cittadini, mai coordinato con i bisogni reali (ad esempio dei commercianti del Rione Ferrovia). Il disastro elettorale di Fausto Pepe e dei suoi uomini più fidati dà la misura dello scollamento creatosi in questi anni fra istituzioni e popolo. È necessario che quanto accaduto non si ripeta. Ricordiamo, per altro, che è ancora in corso il processo “Mani sulla città”, che vede coinvolti direttamente Pepe e alcuni imprenditori edili agli arresti domiciliari da ieri.
Se errare è umano, perseverare è, in questo caso non solo diabolico ma inequivo-cabile segno di coscienza e volontà nel compiere atti illeciti. Appare quanto mai doveroso elaborare nuovi strumenti di controllo sulle procedure adottate dal Co-mune negli appalti. Il M5S propone l’approvazione di un nuovo regolamento, re-datto da una commissione ad hoc, che integri il Codice unico degli appalti (ulti-mamente modificato dal D. lgs 50/2016), alla luce di quanto emerso da “Mani sulla città” e in queste ore. Soprattutto proponiamo che si normi e si dia vita ad una convenzione con la Guardia di Finanza, al fine di attuare un reale e più ampio controllo, sia sulle procedure adottate dagli organi Comunali che sui soggetti par-tecipanti alle singole gare d’appalto.
È altresì auspicabile attivare presso il Comune un ufficio, che dovrebbe dipen-dere direttamente dal Segretario Generale, preposto all’espletamento di tutte le gare d’appalto e dei contrati, non solo quelle relative alle opere pubbliche. In ogni caso il Comune può approvare una delibera di indirizzo, se non proprio un Rego-lamento interno, con cui si dettino i contenuti generali dei bandi di gara per le opere pubbliche in funzione delle esigenze economiche dell’ente e delle esigenze tecnico-territoriali.
La “questione morale”, che ha attraversato tutto il decennio alle spalle, pur-troppo, non si risolve con le pie intenzioni ma con la creazione di strumenti di con-trollo più efficaci. Questa è la prima grande questione su cui sfidiamo la giunta Mastella, che proprio oggi si insedierà.

Marianna Farese
Nicola Sguera

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La Redazione 28 Giugno 2016 0
BeneventoCronacheNovità

L’arresto di Mancini, chiude definitivamente l’era Pepe

Con l’arresto eccellente del dirigente del Comune di Benevento, Angelo Mancini, si conclude definitivamente “ l’era Fausto Pepe”. Un’era costellata da scandali, arresti, operazioni giudiziarie ma con il timone ben saldo nelle mani dell’ex sindaco, che ha resistito a tutti ed a tutto.
Una disamina politica, però, adesso si deve fare. Già so che si dirà che ce l’ho sempre con Faustino. Ma non è lui che, con la creazione di un rapporto fiduciario, ha nominato Mancini 10 anni fa Capo del Gabinetto prima, Capo Staff del Sindaco dopo, per poi diventare il Dirigente del PIU’ EUROPA?
Non è lui che ha gestito progetti, soldi, appalti di tutti i soldi arrivati per le molte opere (inutili, incomplete e difformi dai progetti originari) per molti anni?

Non è sempre lo stesso Pepe che ha provveduto poi, alla scadenza del mandato come dirigente del PIU’ Europa, ad indire un concorso (illegittimo? Sicuramente, considerato che per la Corte dei Conti ha procurato un danno al Comune di Benevento) per Dirigente del Comune di Benevento vinto proprio da quest’ultimo?

A Dicembre del 2015 la Corte dei Conti della Campania ha condannato Fausto Pepe e l’ex dirigente del personale del Comune di Benevento, Maio, a risarcire il Comune con 60.000 euro ciascuno. Mentre l’ex segretario comunale Orlacchio è stato condannato a 30.000 euro. La Procura ne aveva chiesti 750.000 euro.
Come direbbe Fantozzi, molti dei progetti del PIU’ Europa presentati e iniziati (mai finiti) in questi anni, sono delle, per dirla appunto alla Fantozzi, “UNA CAGATA PAZZESCA”.

E più volte mi sono scontrato con il Sindaco e con il Dirigente dei Lavori Pubblici, Isidoro Fucci, per tutto ciò che era stato approvato, messo in piedi pur di prendere questi famosi finanziamenti europei. Le fontane, il terminal autobus extraurbani, la Spina Verde, la Colonia elioterapica, l’ex Moscati solo per citarne alcune.
La risposta era sempre quella: se non li avessimo fatti avremmo perso i soldi.
Con il senno di poi era meglio che non facevate niente, visto tutto quello che si è creato attorno a questo sistema di appalti, di lavori, di tangenti ecc. ecc. come sottolineato dal Procuratore Conzo.

E sorprende anche il silenzio dell’ex Sindaco che, dal primo turno delle elezioni ad oggi, non si è fatto più vedere ne sentire.
Nessuno ha chiesto spiegazioni a lui della vicenda giudiziaria che ha coinvolto il suo braccio destro, nessuno ha chiamato in causa colui il quale aveva l’amministrazione della città.
Anche stavolta non spero che mi risponda anche perché delle sue risposte in questi anni, mai soddisfacenti e di infima qualità, non saprei che farmene.

Le risposte politiche le chiederanno gli altri, magari coloro che sono all’interno dello stesso partito del duo Pepe-Mancini. Magari l’ufficio del Partito Democratico sulla legalità e la trasparenza, magari anche lo stesso Del Basso De Caro. E magari anche il consigliere, ex candidato sindaco del PD, Raffaele Del Vecchio che dopo i primi 20 giorni dopo le primarie si è ritrovato con il suo sindaco, ex avversario politico a suo dire, fianco a fianco nella competizione elettorale.
Una spiegazione politica serve a tutta la città, una città che dimentica troppo spesso ciò che è successo nel suo recente passato. E che si dimentica di arresti, scandali, dopo una settimana.

Ma gli ultimi 8 anni, due li voglio abbuonare a Fausto Pepe, sono di gran lunga i peggiori della nostra storia e forse i peggiori che ha potuto subire un capoluogo di Provincia in tutta Italia.
Forse il senso di tutto è solo in questo: la politica al servizio del potere, invece della politica al servizio dei cittadini.
SIC TRANSIT GLORIA MUNDI!

Felice Presta

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La Redazione 28 Giugno 2016 0
BeneventoNovità

M5S replica a Mastella: “ha vinto grazie ad uno spostamento di voti dalle liste del centrosinistra”

Clemente Mastella è Sindaco di Benevento, nello stupore dell’Italia intera, ma non lo è, come una lettura superficiale e interessata, vorrebbe far credere grazie al voto (in occasione del ballottaggio) dei cittadini che si riconoscono nel MoVimento 5 Stelle.  Partiamo dai numeri. Mastella è stato votato dal 35% degli elettori. Dunque c’è di certo che il 65% non lo ha scelto.

Al primo turno hanno votato 40.447 elettori mentre al secondo turno 30.225 con un calo netto di 10.000 votanti circa. Al secondo turno Mastella ha raccolto 18.032, voti aumentando di ben 5000 voti, mentre Del Vecchio solo 10.648 perdendo quasi 4000 voti (malgrado l’apparentamento con Tibaldi). Sempre nel secondo turno le schede nulle e bianche sono aumentate da 1000 a 1500 circa (ed è un dato significativo considerato che al primo turno sbagliare era molto più probabile e fisiologico con il voto disgiunto e la doppia preferenza di genere). Mastella, dunque, ha sostanzialmente vinto grazie ad uno spostamento di voti dalle liste originariamente a sostegno del centrosinistra. Considerato che sul nostro candidato Sindaco abbiamo raccolto circa 8000 voti, leggendo il dato dell’affluenza e delle nulle si dovrebbe ben capire come si è comportato l’elettorato che ci aveva scelto al primo turno al di là delle letture interessate e mistificanti.

Perché allora lo stesso Mastella, già nella notte della sua elezione e nei giorni successivi, ha voluto porre tanta enfasi su un presunto contributo pentastellato al successo? Questo “riconoscimento” fa il paio con tutte le aperture avvenute durante la campagna elettorale nei confronti della nostra proposta programmatica. Mastella auspica una consiliatura “concertativa” e consociativa. Da questo punto di vista in noi troverà un muro. Tutte le forze politiche, nei loro programmi hanno individuato azioni di governo simili alle nostre. Noi daremo sostanza a quelle parole, saremo l’olio che garantirà il buon funzionamento degli ingranaggi, se sono nell’interesse dei cittadini. Se invece risponderanno alle solite logiche di spartizione delle risorse pubbliche e delle poltrone, saremo la sabbia che li farà saltare! Noi non facciamo accordi: l’unico accordo lo abbiamo fatto con i cittadini. Ed è legge inderogabile che i patti debbano essere rispettati, senza mai cedere al canto delle sirene, che pure è stato insistente nei quindici giorni che ha separato i due turni elettorali.

Noi non dimentichiamo. Mastella è uno dei simboli di un ceto politico professionale meridionale che non solo non ha sanato ma ha aggravato la questione meridionale. Abbiamo ricordato in campagna elettorale come il suo nome venga associato, addirittura nelle ricerche sociologiche, al «clientelismo politico». Abbiamo ricordato come intorno a lui si muova (accanto a persone di indubbia preparazione) una “corte dei miracoli” che ha responsabilità non secondarie nel decadenza cittadina, come buona parte dei politici che hanno devastato la città, a partire dall’ex Sindaco, siano prodotti della sua scuderia. Mastella, insomma, rimane e rimarrà sempre un avversario per come concepisce e pratica la politica. Premesso questo, ed essendo nostro interesse il bene comune e non lo scontro per partito preso, vaglieremo ogni proposta dovesse venire, supportando quelle in linea con il nostro programma e lo spirito del MoVimento.

Senza preclusione, dunque, ma senza sconti. A nessuno.

Marianna Farese
Nicola Sguera

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La Redazione 22 Giugno 2016 0
BeneventoNovità

Scrutatori di seggio a Benevento. M5S: “Ancora una volta, disoccupati ignorati amministrazione”

Per l’ennesima volta ci sentiamo presi in giro dall’attuale amministrazione. Il 30 marzo abbiamo presentato per l’ennesima volta un’istanza che chiedeva di dare la precedenza ai disoccupati nella selezione degli scrutatori di seggio per le prossime amministrative. La precedente istanza, che riguardava anche il referendum di aprile, fu bocciata con l’alibi della tardiva presentazione e della ristrettezza dei tempi per la sua discussione.

Grazie alla nostra presenza siamo certi della totale trasparenza del sorteggio che darà comunque un’occasione di guadagno a svariati giovani in modo casuale e non secondo logiche partitiche come troppo spesso é avvenuto,ma ora noi ci chiediamo per quale motivo sia stata ignorata l’ennesima richiesta del MoVimento 5 stelle di dare una boccata d’ossigeno ad alcuni disoccupati? Un consigliere comunale membro della commissione elettorale, ha affermato addirittura di non conoscere l’esistenza della nostra proposta e che, per evitare discussioni, dalla prossima volta avrebbero provveduto a nominarli senza sorteggio come la legge (scritta da politici e non da cittadini) consente loro di fare.

È dunque evidente che ignorino del tutto le proposte avanzate da cittadini in qualsiasi senso esse vadano, e che per loro i cittadini siano solo numeri, utili solo a fini elettorali. Non era una rivoluzione quella che chiedevamo, ma gesto semplice, elementare a tutela delle fasce più deboli in un tempo di crisi nera, in cui è in discussione in pane quotidiano. Chiediamo soprattutto ai signori arroccati nel Palazzo che la prossima volta si degnino di leggere una proposta proveniente dai cittadini beneventani prima di bocciarla.

Mollica Anna Maria

Capobianco Francesco

Aquino Ivano

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La Redazione 18 Maggio 2016 0
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