Sannio Report

  • Home
  • Blog
  • Cronache
  • Categorie
    • Inchieste
    • Inchieste fotografiche
    • Cultura
    • Video
    • Documenti
    • Le Vignette
  • Contatti

Sannio Report

  • Home
  • Blog
  • Cronache
  • Categorie
    • Inchieste
    • Inchieste fotografiche
    • Cultura
    • Video
    • Documenti
    • Le Vignette
  • Contatti
  • Home
  • Blog
  • Cronache
  • Categorie
    • Inchieste
    • Inchieste fotografiche
    • Cultura
    • Video
    • Documenti
    • Le Vignette
  • Contatti

Sannio Report

Sannio Report

  • Home
  • Blog
  • Cronache
  • Categorie
    • Inchieste
    • Inchieste fotografiche
    • Cultura
    • Video
    • Documenti
    • Le Vignette
  • Contatti
Cronache
Home Cronache Pagina 36

Category: Cronache

Cronache

Cosi fan tutti?



Abbiamo già parlato del sindaco di Benevento Fausto Pepe riguardo l’inchiesta di gennaio “Mani sulla città” ma chi si ricorda del fatto che già nel 2008 fu messo agli arresti domiciliari? Tuttavia egli  si trova in buona compagnia e, in attesa di altre inevitabili indagini, è giusto fare un riepilogo dei sindaci del territorio con problemi giudiziari.

L’elenco si apre con il sindaco di Cerreto, Antonio Barbieri, già deputato che su ordine della Procura di Santa Maria Capua a Vetere, nell’ambito dell’inchiesta sulla presunta “cupola” affaristica messa in piedi dall’Udeur di Clemente Mastella, fu arrestato nel gennaio 2008.

Nell’ottobre del 2009 venne tratto in arresto il sindaco di Telese, Giuseppe D’Occhio, per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e alla truffa nella gestione di appalti pubblici della valle telesina (15 persone). Nel 2011 fu arrestato l’ex sindaco di Calvi, Giovanni Molinaro, con l’accusa di concussione e associazione a delinquere con altre tre persone.

A gennaio di quest’anno, c’è stata un’accelerazione delle indagini sugli amministratori sanniti. Come già ricordato, Mani sulla Città è l’inchiesta più importante e getta molte ombre sull’operato della classe politica beneventana. A marzo è stata la volta di un altro esponente di “peso” della politica sannita, l’ex sindaco di Casalduni Raimondo Mazzarelli accusato di corruzione, concussione, peculato, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, false attestazioni in atti pubblici e abuso di ufficio.

Nel maggio sempre di quest’anno, la Direzione Distrettuale Antimafia si è occupata di una serie di soggetti sospettati di associazione di tipo mafioso per una serie di reati che vanno dall’usura, l’estorsione, la corruzione elettorale. Le indagini hanno coinvolto l’ex sindaco di Montesarchio Antonio Izzo.

Il quadro accusatorio nei riguardi del potente politico e delle altre persone indagate risulta molto grave anche in virtù delle intercettazioni allegate all’ordinanza, perché emergono rapporti tra gruppi della criminalità organizzata e uomini politici.

A conclusione di questa carrellata di amministratori che sono stati oggetto di “attenzione” da parte della magistratura c’è l’ex sindaco, ora vice sindaco di Bonea, Gennaro Paradiso, accusato per i reati di turbativa d’asta, falso ideologico e materiale insieme ad altre tre persone.


A voi ogni considerazione

Read More
La Redazione 3 Novembre 2013 0
BeneventoCronache

“Mani sulla città”, Capitolo 3: ancora su Aldo Damiano


Il 28 Novembre ci sarà l’udienza preliminare per valutare le richieste di rinvio a giudizio di tutti gli imputati dell’inchiesta denominata “Mani sulla città”. In un articolo precedente (qui) abbiamo pubblicato le contestazioni fatte all’ex assessore Aldo Damiano che sicuramente è uno dei protagonisti più coinvolti e citati nei documenti dell’inchiesta. La lunga lista di contestazioni ed episodi ha richiesto un ulteriore approfondimento.

Abbiamo interrotto il resoconto nella parte riguardante le presunte concussioni. Dopo le caldaie le case e lavoretti vari, l’indagine si sposta su episodi specifici riguardanti gli appalti.

“(…) Perché in concorso tra loro, con collusioni e mezzi fraudolenti, turbavano la gara relativa ai lavori di sistemazione della strada comunale Serretelle e della relativa frana. Il Damiano, all’epoca dei fatti assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Benevento, pubblico amministratore, in concorso con altri funzionari, in violazione dei doveri di fedeltà, imparzialità, correttezza e trasparenza, direttamente influiva ed interferiva nella procedura di appalto allo scopo di assicurare, indebitamente, l’aggiudicazione della gara ad un’impresa. Impresa che si era prestata in altri appalti a partecipare solo formalmente per raggiungere il quorum previsto dalla legge, cosi come imposto dal Damiano”.


Inoltre, sempre riguardo alle presunte concussioni:

(…) “Perché in concorso tra loro, con collusioni e mezzi fraudolenti, turbavano la gara relativa a “lavoro urgente di manutenzione ordinaria e straordinaria dell’area destinata a terminal degli autobus extraurbani”. In particolare l’ex assessore influiva ed interferiva nella gara di appalto per assicurare l’aggiudicazione della gara all’impresa di Pallotta Giovanni. Quindi sia il Pallotta che il Damiano hanno beneficiato direttamente dell’illecita spartizione degli appalti (…)”


Negli atti sono Damiano è chiamato in causa per un altro illecito:  

“Perché nella veste di pubblici ufficiali e di incaricati di un pubblico servizio, al fine di procurare a se stessi e ad altri un ingiusto profitto ai danni del Comune di Benevento e della Regione Campania in concorso con altri hanno, di fatto, proceduto al pagamento per 741.580 euro per il nono stato di avanzamento alla ditta di Siciliano Mario senza aver predisposto la relativa documentazione. Non hanno dato corso a quanto offerto dalla ditta con la proposta migliorativa e hanno contabilizzato alcuni lavori che facevano parte dell’offerta migliorativa, e che quindi dovevano essere eseguiti gratuitamente, arrecando un duplice danno al Comune di Benevento”.


Da qui in poi l’ordinanza si apre con un nuovo reato: truffe in relazione agli appalti. “Perché in concorso tra loro con artifizi e raggiri hanno indotto il Comune di Benevento e la Regione Campania in errore procurando a se stessi e ad altri un ingiusto profitto”.
 
Appalto relativo alla “pedonalizzazione del centro storico di Benevento”.
“Vari dirigenti del Comune di Benevento –compreso il sindaco naturalmente- insieme al Damiano organizzavano un sistema illegale con metodi irregolari cui hanno fatto seguito concrete condotte efficaci e indispensabili per la realizzazione degli illeciti programmati di: turbata libertà degli incanti, falso in atto pubblico, corruzione, abuso d’ufficio…. al fine di procurare un ingiusto profitto per se e per altri a favore del consorzio Archè ed alla Costruendo srl in danno del Comune di Benevento e della Regione Campania violando i contenuti del contratto e del relativo capitolato di appalto mediante l’introduzione di sostanziali variazioni all’originario progetto esecutivo snaturarono i caratteri dell’originario intervento con conseguente stravolgimento dei criteri e degli impegni già previsti contrattualmente al solo scopo di non eseguire parte dei lavori per non meno di 768.163,74 euro avendo attestato la pretestuosa necessità di nuove lavorazioni … in realtà non eseguite o solo parzialmente effettuate o eseguite in modo difforme da quanto previsto nel contratto di appalto e nel relativo capitolato, avendo contabilizzato più volte le stesse lavorazioni, avendo gonfiato i prezzi di alcune lavorazioni e forniture (da 2007-al 2009)”.
 (fine seconda parte)

Una riflessione è d’obbligo da parte di chi trascrive questa atti giudiziari cercando di evidenziare le parti più significative che compongono il castello accusatorio della Procura. Gli episodi specifici, le date, gli importi – alti o bassi non importa- ci fanno rendere conto che, se penalmente riconosciuti, tutto il “sistema comunale” è retto da meccanismi alterati.
Il silenzio del ceto politico e la timidezza di parte della stampa che invece di aggredire su questi temi preferisce non approfondire troppo, li troviamo a dir poco sgradevoli. 

GERONIMO

Read More
La Redazione 31 Ottobre 2013 0
Cronache

“Mani sulla città”. Capitolo 2. Aldo Damiano

Il 28 Novembre comincerà il processo scaturito dalla più grande inchiesta sulla corruzione a Benevento: “Mani sulla città”. Proseguiamo il nostro lavoro di informazione relativo agli imputati e ai reati contestati.


Nell’ordinanza di gennaio, il giudice Flavio Cusani chiese la custodia cautelare per Aldo Damiano, ex assessore della Giunta presieduta da Fausto Pepe. Tra tutti i personaggi coinvolti nell’inchiesta, la sua posizione è quella più delicata, il suo nome compare in una serie di episodi opachi.

Andiamo con ordine, leggendo le pagine delle indagini per vedere i reati che gli sono contestati e magari accennando anche a qualche episodio giusto per dare un’idea di massima delle accuse. 

L’imputazione preliminare tralasciando gli articoli recita: “perché in concorso tra loro e con persone non identificate, quali pubblici ufficiali, per compiere o aver compiuto atti contrari ai doveri di ufficio, ricevevano per sé e per altri denaro ed altre utilità(…)” In particolare: “Damiano Aldo, già consigliere comunale (2001-2006), assessore comunale con deleghe alle politiche per il governo del territorio, urbanistica, programmazione pianificazione e sviluppo del territorio, nonché assessore ai lavori pubblici da marzo 2008 a dicembre 2010, poi consigliere comunale da giugno 2011 e tuttora in carica in violazione ai doveri di fedeltà, imparzialità, correttezza e trasparenza condizionava l’ufficio tecnico del settore Ambiente e del settore Lavori Pubblici nelle procedure di gara sotto indicate (…)” In poche parole il giudice parla di corruzione.

Ecco la descrizione di alcuni degli episodi contestati a Damiano: ha ricevuto 10.000 euro da Cinzia Iannace dipendente di fiducia di Mario Siciliano oltre ad altre somme di denaro consegnategli direttamente da Mario Siciliano. Per l’appalto dei lavori del parco archeologico di Cellarulo ha ricevuto il 10% sull’importo complessivo dell’appalto stesso (3 milioni di euro) per un totale di tre-quattrocentomila euro dalla ditta Siciliano, cifra corrisposta prima all’assessore Principe e poi al Damiano stesso. Dalla ditta Mottola, in relazione ai lavori eseguiti in subappalto presso il parco stesso, 40.000 euro.

E veniamo ad un altro reato contestato, quello di corruzione elettorale.

“(…) In concorso tra loro, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, anche in tempi diversi per ottenere il voto elettorale, il Damiano prometteva e dava utilità (posti di lavoro e pagamenti non dovuti) ai sotto indicati elettori (…) (la stessa contestazione fatta al sindaco Pepe ndr.)


Altro reato attribuito è la concussione elettorale

“Perchéin concorso tra loro, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, anche in tempi diversi, usavano minacce contro i sottoindicati elettori per costringerli a votare in favore delle loro candidature. In particolare Damiano minaccia di non rinnovare le convenzioni in essere con la Cooperativa San Valentino ed il mancato pagamento dei servizi già eseguiti e minaccia la perdita del posto di lavoro per i dipendenti della cooperativa. Inoltre in cambio di voti e sotto la promessa di aggiudicazione dei lavori anche mediante il pilotaggio delle gare di appalto del Comune di Benevento, hanno condizionato l’operato degli imprenditori….. ed altri non identificati costringendoli ad eseguire gratuitamente lavori stradali mai autorizzati da Comune di Benevento. Inoltre, all’imprenditore Iannelli, il Damiano ha imposto l’affissione gratuita di migliaia di manifesti e la distribuzione da parte di una dipendente della Cooperativa San Valentino dei suoi volantini elettorali mentre questi era in servizio presso il parco archeologico di Cellarulo. Inoltre costringeva un’imprenditore ad assumere presso la sua impresa persona da lui segnalata”.


Altro punto delicato è quello delle concussioni. 
I 40.000 euro pagati da Mottola accennati prima, lavori effettuati da un imprenditore presso l’abitazione privata della madre di Aldo Damiano in Montesarchio per una cifra non inferiore ai 30.000 euro. Lavori effettuati presso l’abitazione di un Vigile del fuoco di Isernia a un prezzo di favore, presso un conoscente la sostituzione della caldaia, lavori di ristrutturazione della casa del cognato di Damiano ad Anacapri, lavori stradali, richiesta all’imprenditore Mottola tramite il Siciliano di 20.000 euro per fargli vincere la gara di appalto per la Spina verde. Non avendo aderito alle richieste la gara fu vinta da un’altra ditta (pare dopo un’elargizione di una somma compresa tra i sette e gli ottomila euro). Ha obbligato un imprenditore a scontargli assegni bancari per un importo di 31.200 euro facendogli sostenere anche i relativi costi (compresi quelli dei protesti che ricordiamo è il 10% della cifra sull’assegno).
(fine prima parte)

Ogni commento su questi episodi è superfluo. 
Lasciamo al lettore ogni considerazione. 

GERONIMO

Read More
La Redazione 28 Ottobre 2013 0
Cronache

La strana intervista dell’ex assessore.

Ogni tanto, raramente ad essere sinceri, sulla stampa locale appaiono articoli interessanti da cui prendiamo spunto per approfondire e porre interrogativi che altri preferiscono eludere.
L’occasione ci è capitata la scorsa settimana su Il Sannio Quotidiano dello scorso 20 ottobre, dove abbiamo letto un’intervista all’ex assessore alla mobilità della Giunta Pepe, Rosario Guerra. Un’intervista in cui la durezza delle risposte da parte di Guerra sottintendevano un certo livore, sia nei confronti dell’attuale amministrazione, sia contro la mente del Pd sannita, Umberto Del Basso De Caro.
Quando a marzo gli furono ritirate le deleghe, l’ex assessore fece solo un breve comunicato dicendo che se ne andava sperando che tutta l’amministrazione avrebbe registrato quel cambio di passo che in quel momento politico tutti, all’interno della maggioranza, auspicavano.
Cos’è cambiato in sette mesi? Tanto! Iniziamo col dire che Guerra nell’intervista ha cambiato opinione affermando che si trattò di un’operazione di facciata servita solo per mettere al riparo degli assessori. Ma a riparo da cosa? Da indagini della magistratura? Da eventuali arresti? Il motivo è forse riconducibile al dettato delle norme penali: se non c’è la possibilità di reiterazione del reato per la carica posseduta, viene meno anche la richiesta di arresto, rimanendo circostanziati i reati al periodo precedente. Noi presupponiamo questo, perché le parole di Guerra lo lasciano intendere. Chi sta indagando su questa legislatura? La Direzione distrettuale antimafia? La Digos? Al momento non ci è dato saperlo.

Le sue dichiarazioni lasciano intendere che lui è stato l’unico ad essere epurato politicamente perché non proveniente dall’area Partito Democratico ma dal Centrodestra. Aggregato nella campagna acquisti delle ultime elezioni, aveva “portato in dono” all’attuale primo cittadino la bellezza di 518 voti.
Si tratta proprio di quella manciata di consensi che permise all’attuale sindaco di vincere in prima battuta senza ricorrere al ballottaggio. E cosa fa Pepe? Invece di essere riconoscente ad un esponente “immolatosi per la causa”, gli toglie le deleghe. Sarebbe interessante conoscere la versione del sindaco in proposito.
L’intervista continua e il Guerra si leva altri sassolini dalle scarpe dicendo che il suo posto doveva essere preso da Nazzareno Lanni e a malincuore fu messo lui in Giunta. Poi parla dell’Amts, di cui conosce bene la situazione e dichiara tra le righe: “Che l’azienda non sarà salvata dai parcometri ne dai professori”.
Probabilmente ipotizza un possibile fallimento destinato ad avere pesanti ripercussioni sui dipendenti. Inoltre ad una domanda specifica, getta ombre sull’ormai famosa operazione dell’housing sociale di Santa Clementina confermando quello che già si sapeva: è solo un’operazione di speculazione edilizia.


L’intervista, lunga ed esaustiva, per chi è capace di interpretarla, si conclude con due dichiarazioni: la prima è che il Sindaco ha tradito il patto con gli elettori, specie quelli dei ceti popolari e poi che questa amministrazione ha un unico scopo, pur essendo composta da plurinquisiti, di arrivare alle elezioni regionali con il Comune in mano, in caso contrario sarebbe per loro “come affrontare i carri armati con il mattarello”.

Read More
La Redazione 27 Ottobre 2013 0
BeneventoCronache

Mani sulla città. Capitolo 1. Il Sindaco

BENEVENTO. Per evitare che la memoria “svanisca” rapidamente, abbiamo deciso di pubblicare i fatti contestati ai principali imputati, cominciando dal sindaco.
 
Scrivere di questa indagine nel suo complesso potrebbe ai più apparire fuorviante. Un’accozzaglia di informazioni riassunte, servirebbe solo a confondere le poche certezze che il cittadino beneventano ha al riguardo: il Sindaco, vari ex assessori, amministratori e dirigenti del Comune sono stati arrestati nell’ambito di un’inchiesta. 
Si, sono stati arrestati come si evince dalle 63 pagine dell’ordinanza, ma…PER QUALI REATI? Sui giornali sono apparsi stralci dei documenti giudiziari, ma ci sembra che i fatti contestati non siano stati approfonditi. In più occasioni, agli indagati è stata giustamente concessa un’intervista, in attesa del processo per dare la propria versione dei fatti. E’ opportuno che questi fatti siano riportati. Dunque, per avere il quadro generale bisogna esaminare singolarmente tutte le posizioni degli indagati. E da chi iniziare se non dal Sindaco di Benevento? Per Fausto Pepe ci sono sei capi d’imputazione. 
 
Nell’ordinanza si legge che è stato sottoposto ad obbligo di dimora in un Comune diverso da Benevento.Ma perché? Di cosa è accusato? Vediamolo. 

Tralasciando gli articoli del codice la dicitura è la seguente: “perché in concorso tra loro e con persone non identificati, quali pubblici ufficiali, per compiere o aver compiuto atti contrari ai doveri di ufficio, ricevevano per se e per altri denaro ed altre utilità”.  
In particolare: “mentre erano in corso i lavori dell’appalto relativo al rifacimento dei marciapiedi in c.da Pacevecchia, operai di Salvatore Maggio, su richiesta di Mario Siciliano sono intervenuti presso l’abitazione del sindaco Pepe ove hanno realizzato lavori senza corrispettivo”.
Questo è il capo di accusa meno grave anche se l’ordinanza non specifica di che lavori si tratti. Mi sa che visto che ho un rubinetto che perde da un anno e sto aspettando che un idraulico si impietosisca nell’aggiustarlo mi conviene candidarmi alle prossime elezioni comunali. Se divento sindaco magari me lo faccio aggiustare anche pagando.


La seconda imputazione per il Sindaco Pepe è corruzione elettorale.

“Perché in concorso tra loro, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, anche in tempi diversi, per ottenere il Pepe ed il Damiano il voto elettorale, promettevano e davano utilità”. In particolare, intrattenenevano “rapporti particolari” con la cooperativa San Valentino.

La terza imputazione è concussione elettorale.

“Perché in concorso tra loro, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, anche in tempi diversi, usavano minacce contro i sotto indicati elettori per costringerli a votare in favore delle loro candidature”. Ma non finisce qui anche se riassumiamo il più possibile il nome del sindaco ci appare in quasi tutti gli atti sempre affiancato, all’epoca, dal fidato assessore Aldo Damiano.

La quarta imputazione è abuso d’ufficio.

“Perché nella veste di pubblici ufficiali e di incaricati di un pubblico servizio al fine di procurare a se stessi e ad altri un ingiusto profitto ai danni del Comune di Benevento e della regione Campania in concorso con altre persone, in violazione di norme di legge e regolamentazione vigente.”

La quinta è truffa in relazione agli appalti.

“Perché in concorso tra loro con artifizi e raggiri hanno indotto il Comune di Benevento e la Regione Campania in errore procurando a se stessi e ad altri ingiusti profitti in danno dei predetti Enti Pubblici. In particolare: truffa in relazione ai servizi svolti dalla San Valentino presso il parco archeologico Cellarulo. Truffa relativa all’appalto concernente il Parco Archeologico e del verde di Cellarulo”.

La sesta è falsità nei vari appalti succedutesi nel corso degli anni.


GERONIMO

Read More
La Redazione 20 Ottobre 2013 0
BeneventoCronache

Inchiesta “mani sulla città” a che punto siamo.

BENEVENTO. Il 28 novembre arriveranno davanti al Gup (giudice dell’udienza preliminare) le richieste di rinvio a giudizio per le persone e le aziende nell’ambito delle indagini denominate «Mani sulla città»e che riguardano l’attività amministrativa del Comune di Benevento, nel periodo compreso tra il 2006 e il 2011.

L’inchiesta è esplosa nel gennaio del 2013 e data la complessità, il procedimento ha subito varie modifiche e molte posizioni processuali sono state riviste.

Al di là della rilevanza penale, i fatti accertati sono inquietanti da un punto di vista etico e mettono in evidenza l’irresponsabilità e la protervia di chi amministra la città. L’indagine vede coinvolti il sindaco Fausto Pepe, gli ex assessori Luigi Boccalone e Aldo Damiano, tecnici, dipendenti comunali e costruttori.

Read More
La Redazione 20 Ottobre 2013 0
Cronache

La nuova “terra dei fuochi”

La “Terra dei Fuochi” è quella porzione di territorio campano che comprende le Provincie di Napoli e Caserta, dove a tutte le ore si bruciano rifiuti tossici e si scaricano sostanze di ogni tipo nel terreno. E’ una zona fortemente contaminata e con un altissimo livello di mortalità causato da malattie tumorali.


L’altra sera la trasmissione “Le Iene” in onda su Italia Uno ha dedicato l’ennesimo reportage su una zona ormai completamente fuori contro dove le istituzioni statali sono assenti. Non è sulla “terra dei fuochi” compresa tra Nola, Napoli e Caserta che vogliamo soffermare l’attenzione, ma è sulle nuove “terre dei fuochi” che si stanno realizzando in Campania.


La camorra dopo aver sotterrato di tutto e di più in quelle aree, tanto da averle saturate, da qualche anno sta effettuando trasporti illegali di sostanze tossiche nelle zone del confine meridionale delle Provincie di Avellino e Benevento.


Stanno lentamente contaminando il Sannio e l’Irpinia che già si ritrovano discariche irregolari. Gli incendi appiccati nei giorni scorsi nella zona tra Fragneto Monforte e Casalduni dove sono conservate migliaia di tonnellate di cosiddette “ecoballe” che in realtà è solo immondizia confezionata, è il segno di come la situazione stia peggiorando, nell’indifferenza generale di chi comodamente accucciato sul divano guarda alla Tv i roghi nel napoletano e pensa: “Qui non succedono queste cose”.


Continuando a credere che a Benevento la criminalità sia una specie di fenomeno furfantesco di lieve entità e non una realtà consolidata e presente anche nelle istituzioni, non ci accorgiamo del deserto di rovine intorno a noi.


PS: torneremo sull’argomento con prove circostanziate

Read More
La Redazione 2 Ottobre 2013 0
Cronache

Un anno vissuto pericolosamente nella città “tranquilla”

 

Il 13 Gennaio l’inchiesta “Mani sulla Città” coinvolse il sindaco Fausto Pepe, gli ex assessori Luigi Boccalone e Aldo Damiano e altre 50 persone (tra dirigenti, funzionari e tecnici del comune, nonché imprenditori), indagate con l’accusa di reati che andavano dal peculato alla corruzione, concussione elettorale, truffa, fatturazioni false e abuso di ufficio in merito alla concessione di alcuni appalti di opere pubbliche e alla gestione delle forniture di beni e servizi del Comune. Dai documenti emergeva uno spaventoso sistema di corruzione garante degli equilibri di potere a Benevento.

Il 23 Febbraio veniva incendiata la porta di casa del dirigente del settore urbanistica Salvatore Zotti. A marzo una nuova inchiesta giudiziaria colpiva il Comune di Benevento e l’azienda dei Trasporti AMTS in relazione alla costruzione del Parcheggio di Porta Rufina.

Nel mese di giugno, la Procura della Repubblica di Benevento chiedeva il rinvio a giudizio del sindaco e degli altri personaggi coinvolti nell’inchiesta “Mani sulla città”. Intanto, nello stesso mese, venivano rinviati a giudizio il sindaco e altre quattro persone, per la gestione illecita dei rifiuti in contrada Piano Borea.

 


A Luglio un’altra inchiesta giudiziaria. Andrea Lanzalone, già coinvolto nelle indagini di “Mani sulla città”, era oggetto di un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Gip del Tribunale in relazione ad alcuni concorsi, insieme ad altre otto persone tra le quali l’assessore Cosimo Lepore. Come se non bastasse, in Agosto centodieci persone venivano indagate a vario titolo per una serie di abusi e violazioni delle norme edilizie.

 


L’ultima granata giudiziaria è esplosa il 26 settembre, con l’ordinanza di custodia cautelare per l’imprenditore Alessandro Tedesco, amministratore unico della società Artistica srl, con l’accusa di turbativa d’asta in merito ad un appalto per l’illuminazione pubblica del valore di 2 milioni e 700 mila euro.

 

 

 

Non vi basta?

Read More
La Redazione 30 Settembre 2013 0
  • 1
  • …
  • 34
  • 35
  • 36
pagine
  • Benevento
  • Blog
  • Cronache
  • Cultura
  • Documenti
  • Inchieste
  • Inchieste fotografiche
  • Le Vignette
  • Novità
  • Rubriche
  • Sannio
  • Senza categoria
  • Video
Tag
#rialzatibenevento #SiAmoSannio abbandono alfredo verga alluvione amministrazione comunale amministrazione pepe amts artisti artisti locali atti vandalismo benevento briganti sanniti centro storico benevento comune di benevento cultura degrado dr jazz eventi fallimento amts fausto pepe galleria malies giustizia gospel il saloon il sannio sa remare Island Tales ivan & cristiano jazz Junius mad in sud malies mimmo cavallo musica musica jazz natale ponte san nicola presepe referendum 12 giugno rubriche sannio sannio report Simone Schiettino truffa vandali
Trending Tags
#rialzatibenevento #SiAmoSannio abbandono alfredo verga alluvione amministrazione comunale amministrazione pepe amts artisti artisti locali atti vandalismo benevento briganti sanniti centro storico benevento comune di benevento cultura degrado dr jazz eventi fallimento amts fausto pepe galleria malies giustizia gospel il saloon il sannio sa remare Island Tales ivan & cristiano jazz Junius mad in sud malies mimmo cavallo musica musica jazz natale ponte san nicola presepe referendum 12 giugno rubriche sannio sannio report Simone Schiettino truffa vandali

Copyright © 2020 Virtus by WebGeniusLab. All Rights Reserved