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Benevento
Home Benevento Pagina 50

Category: Benevento

Benevento

Anche i nani hanno cominciato da piccoli


“Anche i nani hanno cominciato da piccoli” è un film del 1970 in bianco e nero, diretto da Werner Herzog, grottesco e senza una trama logica.
La storia comincia con Hombre il quale, interrogato dalla polizia, non collabora e non riconosce alcuna responsabilità per i fatti accaduti. Un gruppo di nani, segregati in una struttura di rieducazione, prendono d’assalto la casa del “direttore”, all’interno della quale un altro nano, presumibilmente di posizione superiore rispetto ai suoi simili, fa la guardia al piccolo capo del gruppo, catturato e legato ad una sedia. I nani chiedono la liberazione del loro capo che non fa altro che ridersela mentre il suo carceriere urla contro gli altri nani. In un crescendo di follia e insensatezze, tutti commettono atti di violenza, smantellando qualsiasi cosa si trovi nell’edificio. Ottanta minuti dove si vede una manciata di nanerottoli impegnati a distruggere tutto quello che c’è intorno.

Grottesco e illogico è il governo di Benevento, gestita ormai a casaccio da un sindaco incapace di tenere a bada i suoi nani che hanno cominciato a dare segni di squilibrio, dopo averli radunati tutti insieme appassionatamente alle scorse elezioni. Nani che si sfogano sui giornali, sui social network, lanciano sottili minacce al “direttore” di Palazzo Mosti difeso a sua volta da un altro gruppo di nani politici che rovistano furiosamente nelle casse comunali alla ricerca di qualcosa da arraffare.
Si comincia sempre dai “nani politici” che sono i primi a seguire il vincitore di turno e sempre i primi a brontolare quando le cose vanno male perché non sono stati opportunamente accontentati. I denari per comprarsi il consenso sono pochi. 

Dobbiamo considerarla seriamente questa esperienza politica oppure si è trattato di una presa in giro? L’amministrazione comunale sta giocando una partita a poker con un mazzo di carte truccato, mettendo sul tavolo verde alcuni pezzi di città. Temo proprio che questa fase finirà presto in un delirio di risate sconclusionate e debiti non saldati. Pepe stia attento ai nani.

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La Redazione 10 Novembre 2013 0
Benevento

Dal vangelo secondo Fausto Pepe

Immagini della Colonia Elioterapica che secondo il sindaco sarebbe stata riqualificata.
Potete osservare il “grande” lavoro realizzato….


“Dietro il comico si cela sempre la paura” – scriveva Algernon Blackwood – ma qui a Benevento, dietro il comico si celano le sembianze del nostro sindaco.
Fausto Pepe qualche settimana fa, è arrivato su Facebook “per stare vicino ai cittadini” – secondo le sue parole o, probabilmente, per mantenere quel consenso che gli ha permesso per due volte di essere eletto. In verità, questa ricerca di consenso, questo desiderio di andare sui social network, sembra dettato dalla necessità di risalire la china dopo le note inchieste giudiziarie. Operazione che come in un boomerang si sta ritorcendo contro colui che da questa iniziativa voleva trarne profitto a livello di immagine.
Vi facciamo qualche esempio:
Il 31 ottobre ad una domanda sulla riqualificazione del Rione Ferrovia il sindaco risponde cosi: “la ristrutturazione del Rione Ferrovia è avvenuta in diversi momenti e grazie ad una programmazione che ha riguardato prima i marciapiedi di Viale Principe di Napoli, poi le due piazze, Colonna e Bissolati, e infine la colonia Elioterapica. Queste opere si sono potute realizzare grazie alla programmazione del Comune di Benevento che ha reperito in Europa i fondi necessari: quelle opere non sarebbero mai state realizzate se non ci fossero stati progetti ritenuti validi e quindi finanziati”.
La risposta presuppone una notevole faccia tosta, insieme ad una scarsa conoscenza di quello che sta accadendo al Rione Ferrovia. Probabilmente Fausto Pepe non arriva oltre via Francesco Paga e per questo ci siamo noi per le opportune segnalazioni: la colonia elioterapica è un paesaggio di rovine abbandonate, lavori fermi e struttura distrutta, l’ex caserma della Guardia di Finanza non è stata completata, i marciapiedi di Piazza Colonna buoni per giocarci a calcio, i pavimenti di viale Principe di Napoli hanno iniziato a posizionarli in questi giorni, mese di Novembre (a Benevento il mese più piovoso dell’anno). Invece le fontane delle due piazze, sono ottime per metterci le carpe o i pesciolini rossi, magari facendo fare alla ditta che ha vinto la manutenzione delle fontane cittadine quella cura ordinaria che tali opere richiederebbero.
Il 28 ottobre, dichiarazione in merito al fatto che Benevento è tra i comuni che riciclano di più: “siamo ai primissimi posti per la differenziata al 63%”.
Affermazione giusta (dati Istat 61,7%), ma la riduzione della tassa sui rifiuti? E la città sporca nonostante i 150 operai ed ispettori dell’Asia? Si faccia un giro nella zona periferica urbana….
Nello stesso messaggio del 28 ottobre, rispondendo ad una domanda sulla Spina Verde del Rione Libertà: “la Spina Verde è ferma per un problema con l’impresa appaltatrice, stiamo verificando la questione e contiamo di riaprirlo a breve….il cantiere è però aperto dal 2010/2011”.
Appunto signor Sindaco, è stato aperto e poi? Qual è questo problema? Tre anni per risolverlo? Se proprio deve dare le risposte sia esauriente cosicché anche i comuni mortali possano capire.
Messaggio del 25 ottobre “Oggi visita ispettiva dei componenti della commissione europea al Comune per verificare l’avanzamento dei fondi strutturali….promossi”. Veramente a me verrebbe da dire bocciati senza possibilità di ricorso al Tar. Il sindaco si vanta di voler e di aver riportato i turisti a Benevento.


Ah si? Per vedere cosa? L’Arco Traiano ingabbiato dalla vela in attesa di decollo? Il Teatro Comunale chiuso? I lavori al Teatro Romano per fare i camerini e i bagni in attesa della nuova stagione teatrale? E a proposito del Teatro Romano vogliamo contare i biglietti staccati nell’ultimo anno? Signor sindaco sono poco più di cento! Ma Santa Sofia è patrimonio dell’Unesco. Eh già….

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La Redazione 6 Novembre 2013 0
Benevento

Precisazioni necessarie

Queste pagine sono scritte dai pochi che ancora non si sono rassegnati al declino politico e morale di Benevento e del Sannio. Alcuni lettori ci hanno chiesto perché abbiamo scelto di partire citando gli atti dell’inchiesta denominata “Mani sulla città”.
 
La nostra non è curiosità maniacale, ci è sembrato opportuno riportare la fredda cronaca dei documenti giudiziari per richiamare l’attenzione su episodi gravi da un punto di vista comportamentale da parte di chi deve occuparsi dell’amministrazione della città. Se poi questi fatti abbiano o meno una rilevanza penale, non si può negare l’esistenza e le perplessità che suscitano.

I processi si svolgono nelle aule dei Tribunali, ma non possiamo accettare l’indifferenza di una moltitudine che si limita a passeggiare lungo il Corso Garibaldi e non si interroga almeno una volta sulle condizioni critiche di Benevento. Avere sindaco, esponenti politici e personale tecnico dell’amministrazione comunale coinvolti in pesanti inchieste, non è cosa da poco.
 
Limitarsi a dire “così fan tutti”, significa declinare ogni responsabilità e autoassolversi. Invece siamo anche noi colpevoli di questa situazione, perché forse non siamo migliori di loro. Abbiamo consentito a questo ceto politico di governare attraverso la manomissione della spesa pubblica, di arricchire una piccola cupola di affaristi e d’ingrandire la fila dei questuanti nelle loro segreterie. Di certezze ne abbiamo poche, non ci uniamo al coro sdolcinato di chi decanta la “città tranquilla”. Noi siamo la stecca in quel coro, le voci dissonanti dei sinceri guastafeste.

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La Redazione 1 Novembre 2013 0
BeneventoCronache

“Mani sulla città”, Capitolo 3: ancora su Aldo Damiano


Il 28 Novembre ci sarà l’udienza preliminare per valutare le richieste di rinvio a giudizio di tutti gli imputati dell’inchiesta denominata “Mani sulla città”. In un articolo precedente (qui) abbiamo pubblicato le contestazioni fatte all’ex assessore Aldo Damiano che sicuramente è uno dei protagonisti più coinvolti e citati nei documenti dell’inchiesta. La lunga lista di contestazioni ed episodi ha richiesto un ulteriore approfondimento.

Abbiamo interrotto il resoconto nella parte riguardante le presunte concussioni. Dopo le caldaie le case e lavoretti vari, l’indagine si sposta su episodi specifici riguardanti gli appalti.

“(…) Perché in concorso tra loro, con collusioni e mezzi fraudolenti, turbavano la gara relativa ai lavori di sistemazione della strada comunale Serretelle e della relativa frana. Il Damiano, all’epoca dei fatti assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Benevento, pubblico amministratore, in concorso con altri funzionari, in violazione dei doveri di fedeltà, imparzialità, correttezza e trasparenza, direttamente influiva ed interferiva nella procedura di appalto allo scopo di assicurare, indebitamente, l’aggiudicazione della gara ad un’impresa. Impresa che si era prestata in altri appalti a partecipare solo formalmente per raggiungere il quorum previsto dalla legge, cosi come imposto dal Damiano”.


Inoltre, sempre riguardo alle presunte concussioni:

(…) “Perché in concorso tra loro, con collusioni e mezzi fraudolenti, turbavano la gara relativa a “lavoro urgente di manutenzione ordinaria e straordinaria dell’area destinata a terminal degli autobus extraurbani”. In particolare l’ex assessore influiva ed interferiva nella gara di appalto per assicurare l’aggiudicazione della gara all’impresa di Pallotta Giovanni. Quindi sia il Pallotta che il Damiano hanno beneficiato direttamente dell’illecita spartizione degli appalti (…)”


Negli atti sono Damiano è chiamato in causa per un altro illecito:  

“Perché nella veste di pubblici ufficiali e di incaricati di un pubblico servizio, al fine di procurare a se stessi e ad altri un ingiusto profitto ai danni del Comune di Benevento e della Regione Campania in concorso con altri hanno, di fatto, proceduto al pagamento per 741.580 euro per il nono stato di avanzamento alla ditta di Siciliano Mario senza aver predisposto la relativa documentazione. Non hanno dato corso a quanto offerto dalla ditta con la proposta migliorativa e hanno contabilizzato alcuni lavori che facevano parte dell’offerta migliorativa, e che quindi dovevano essere eseguiti gratuitamente, arrecando un duplice danno al Comune di Benevento”.


Da qui in poi l’ordinanza si apre con un nuovo reato: truffe in relazione agli appalti. “Perché in concorso tra loro con artifizi e raggiri hanno indotto il Comune di Benevento e la Regione Campania in errore procurando a se stessi e ad altri un ingiusto profitto”.
 
Appalto relativo alla “pedonalizzazione del centro storico di Benevento”.
“Vari dirigenti del Comune di Benevento –compreso il sindaco naturalmente- insieme al Damiano organizzavano un sistema illegale con metodi irregolari cui hanno fatto seguito concrete condotte efficaci e indispensabili per la realizzazione degli illeciti programmati di: turbata libertà degli incanti, falso in atto pubblico, corruzione, abuso d’ufficio…. al fine di procurare un ingiusto profitto per se e per altri a favore del consorzio Archè ed alla Costruendo srl in danno del Comune di Benevento e della Regione Campania violando i contenuti del contratto e del relativo capitolato di appalto mediante l’introduzione di sostanziali variazioni all’originario progetto esecutivo snaturarono i caratteri dell’originario intervento con conseguente stravolgimento dei criteri e degli impegni già previsti contrattualmente al solo scopo di non eseguire parte dei lavori per non meno di 768.163,74 euro avendo attestato la pretestuosa necessità di nuove lavorazioni … in realtà non eseguite o solo parzialmente effettuate o eseguite in modo difforme da quanto previsto nel contratto di appalto e nel relativo capitolato, avendo contabilizzato più volte le stesse lavorazioni, avendo gonfiato i prezzi di alcune lavorazioni e forniture (da 2007-al 2009)”.
 (fine seconda parte)

Una riflessione è d’obbligo da parte di chi trascrive questa atti giudiziari cercando di evidenziare le parti più significative che compongono il castello accusatorio della Procura. Gli episodi specifici, le date, gli importi – alti o bassi non importa- ci fanno rendere conto che, se penalmente riconosciuti, tutto il “sistema comunale” è retto da meccanismi alterati.
Il silenzio del ceto politico e la timidezza di parte della stampa che invece di aggredire su questi temi preferisce non approfondire troppo, li troviamo a dir poco sgradevoli. 

GERONIMO

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La Redazione 31 Ottobre 2013 0
Benevento

Chi governa?

Chi ha portato la città alla bancarotta? Chi ha sfasciato i conti pubblici di Benevento? Domande a risposta scontata. I responsabili di questa grande dissipazione di risorse sono tutti a Palazzo Mosti. 
Il Sindaco nel mese di marzo, sotto la pressione delle inchieste giudiziarie, ha finto di sparigliare le carte, promettendo chissà quale inversione di rotta che puntualmente non c’è stata. La decenza e la dignità della carica istituzionale, imporrebbero a Fausto Pepe la scelta delle dimissioni, perché non ci sembra in grado di determinare nessun cambiamento forte nell’azione amministrativa. A tal proposito ci chiediamo: Pepe governa ancora? E’ in grado di prendere decisioni autonomamente? A noi sembra prigioniero dell’apparato affaristico-politicante che gli ha consentito nel 2011 di vincere ancora le elezioni. 
Alcuni ex compagni di coalizione hanno cominciano a sfogarsi sui giornali, lanciando accuse pesanti e mandando messaggi in codice. Il Sindaco con astuzia non risponde e neppure è obbligato a farlo. 
Sono sufficienti i “contrassegni visivi” che il suo governo irresponsabile ha apposto sulla città: opere pubbliche incomplete, paesaggi di rovine urbane, cementificazione incontrollata, corruzione diffusa. Una situazione aggravata dalle mine sociali esplose nelle scorse settimane in un territorio dove non c’è più attività economica e tutto si regge sulla manipolazione criminale della spesa pubblica.

Sindaco cosa vuole fare? Abbandonare sarebbe un gesto dignitoso per mettere fine a questa indecorosa esperienza politica. Un atto per evitare la lenta consunzione di Benevento. E’ ancora nelle condizioni di poter decidere oppure deve chiedere il permesso a quel tizio alto, incanutito e dall’eloquio elegante che vi tiene tutti per le palle?


Vinfalco

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La Redazione 25 Ottobre 2013 0
BeneventoCronache

Mani sulla città. Capitolo 1. Il Sindaco

BENEVENTO. Per evitare che la memoria “svanisca” rapidamente, abbiamo deciso di pubblicare i fatti contestati ai principali imputati, cominciando dal sindaco.
 
Scrivere di questa indagine nel suo complesso potrebbe ai più apparire fuorviante. Un’accozzaglia di informazioni riassunte, servirebbe solo a confondere le poche certezze che il cittadino beneventano ha al riguardo: il Sindaco, vari ex assessori, amministratori e dirigenti del Comune sono stati arrestati nell’ambito di un’inchiesta. 
Si, sono stati arrestati come si evince dalle 63 pagine dell’ordinanza, ma…PER QUALI REATI? Sui giornali sono apparsi stralci dei documenti giudiziari, ma ci sembra che i fatti contestati non siano stati approfonditi. In più occasioni, agli indagati è stata giustamente concessa un’intervista, in attesa del processo per dare la propria versione dei fatti. E’ opportuno che questi fatti siano riportati. Dunque, per avere il quadro generale bisogna esaminare singolarmente tutte le posizioni degli indagati. E da chi iniziare se non dal Sindaco di Benevento? Per Fausto Pepe ci sono sei capi d’imputazione. 
 
Nell’ordinanza si legge che è stato sottoposto ad obbligo di dimora in un Comune diverso da Benevento.Ma perché? Di cosa è accusato? Vediamolo. 

Tralasciando gli articoli del codice la dicitura è la seguente: “perché in concorso tra loro e con persone non identificati, quali pubblici ufficiali, per compiere o aver compiuto atti contrari ai doveri di ufficio, ricevevano per se e per altri denaro ed altre utilità”.  
In particolare: “mentre erano in corso i lavori dell’appalto relativo al rifacimento dei marciapiedi in c.da Pacevecchia, operai di Salvatore Maggio, su richiesta di Mario Siciliano sono intervenuti presso l’abitazione del sindaco Pepe ove hanno realizzato lavori senza corrispettivo”.
Questo è il capo di accusa meno grave anche se l’ordinanza non specifica di che lavori si tratti. Mi sa che visto che ho un rubinetto che perde da un anno e sto aspettando che un idraulico si impietosisca nell’aggiustarlo mi conviene candidarmi alle prossime elezioni comunali. Se divento sindaco magari me lo faccio aggiustare anche pagando.


La seconda imputazione per il Sindaco Pepe è corruzione elettorale.

“Perché in concorso tra loro, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, anche in tempi diversi, per ottenere il Pepe ed il Damiano il voto elettorale, promettevano e davano utilità”. In particolare, intrattenenevano “rapporti particolari” con la cooperativa San Valentino.

La terza imputazione è concussione elettorale.

“Perché in concorso tra loro, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, anche in tempi diversi, usavano minacce contro i sotto indicati elettori per costringerli a votare in favore delle loro candidature”. Ma non finisce qui anche se riassumiamo il più possibile il nome del sindaco ci appare in quasi tutti gli atti sempre affiancato, all’epoca, dal fidato assessore Aldo Damiano.

La quarta imputazione è abuso d’ufficio.

“Perché nella veste di pubblici ufficiali e di incaricati di un pubblico servizio al fine di procurare a se stessi e ad altri un ingiusto profitto ai danni del Comune di Benevento e della regione Campania in concorso con altre persone, in violazione di norme di legge e regolamentazione vigente.”

La quinta è truffa in relazione agli appalti.

“Perché in concorso tra loro con artifizi e raggiri hanno indotto il Comune di Benevento e la Regione Campania in errore procurando a se stessi e ad altri ingiusti profitti in danno dei predetti Enti Pubblici. In particolare: truffa in relazione ai servizi svolti dalla San Valentino presso il parco archeologico Cellarulo. Truffa relativa all’appalto concernente il Parco Archeologico e del verde di Cellarulo”.

La sesta è falsità nei vari appalti succedutesi nel corso degli anni.


GERONIMO

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La Redazione 20 Ottobre 2013 0
BeneventoCronache

Inchiesta “mani sulla città” a che punto siamo.

BENEVENTO. Il 28 novembre arriveranno davanti al Gup (giudice dell’udienza preliminare) le richieste di rinvio a giudizio per le persone e le aziende nell’ambito delle indagini denominate «Mani sulla città»e che riguardano l’attività amministrativa del Comune di Benevento, nel periodo compreso tra il 2006 e il 2011.

L’inchiesta è esplosa nel gennaio del 2013 e data la complessità, il procedimento ha subito varie modifiche e molte posizioni processuali sono state riviste.

Al di là della rilevanza penale, i fatti accertati sono inquietanti da un punto di vista etico e mettono in evidenza l’irresponsabilità e la protervia di chi amministra la città. L’indagine vede coinvolti il sindaco Fausto Pepe, gli ex assessori Luigi Boccalone e Aldo Damiano, tecnici, dipendenti comunali e costruttori.

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La Redazione 20 Ottobre 2013 0
Benevento

LA CITTA’ VISIBILE

installazione di arte contemporanea?

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La Redazione 1 Ottobre 2013 0
Benevento

Il viaggio prosegue…

Due enormi contenitori di plastica nascosti nel rudere

Altri oggetti esposti ….
 
 

siamo alle spalle dell’Antistadio

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La Redazione 29 Settembre 2013 0
Benevento

materiali abbandonati

Incominciamo dalle rovine “visibili”, quei luoghi dove si può osservare il degrado “fisico”. Non si tratta di semplici spazi abbandonati dove si scaricano abusivamente materiali, sono tante piccole ferite sul volto della città. La responsabilità è di tutti, cittadini e amministratori che sono l’espressione della stessa “società incivile”.


una distesa di sampietrini nei pressi dello Stadio (disponibili per futuri scontri)

La struttura diroccata vicino al materiale abbandonato




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La Redazione 29 Settembre 2013 0
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