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Benevento
Home Benevento Pagina 2

Category: Benevento

BeneventoBlogCronacheCulturaDocumentiInchieste

Buon 2023. Potevamo parlare…

Domani è la Befana e come dice il detto “tutte le feste porta via”. E dopo la Befana, per l’appunto, inizia per noi il nostro “nuovo anno”.

Volutamente non abbiamo parlato in questi ultimi mesi sottolineando tutte le “caxxate” politiche che sono state dette, promesse e non fatte.

E soprattutto non abbiamo parlato più di un povero vecchietto ormai in preda al delirio di onnipotenza acclarato.

Non abbiamo parlato delle luminarie cittadine (quali?), né di concorsi alla Provincia, né di malumori politici all’interno della maggioranza di palazzo Mosti.

Potevamo parlare del Malies e del suo alberello messo a mo di candela funeraria davanti ad esso, a testimoniare il fallimento politico di un progetto nato male, condotto peggio e finito tra le mani della magistratura.

Visto che il progetto era nostro potevamo parlare del campanile di Santa Sofia con la nuova illuminazione -può piacere o meno non è quello importante- e del fatto che con i due lumini (una è fulminata) davanti il sagrato al cospetto la chiesa di Santa Sofia (patrimonio Unesco) pare un tomba abbandonata, ma non l’abbiamo fatto.

Potevamo sottolineare , e l’abbiamo fatto, del sovrintendente, del suo arresto, delle modalità di esso e di quanto questa città sia “gestita” da determinati personaggi in modo “allegro”.

E potevamo dimenticarci dello scandalo della Provincia, delle assunzioni, dei lavori pubblici abbandonati, delle scuole?

Ma no…sono anni che scriviamo di questo e di tanti altri problemi che la politica non riesce a risolvere -incapacità, inefficienza, inefficacia? O semplicemente mancanza di volontà? Boh- ne abbiamo parlato e scritto talmente tanto che ormai ci scoccia anche ritornare sull’argomento.

Ci torniamo solo quando qualche dichiarazione-caxxata viene spiattellata ai compiacenti giornalisti di questa città che esaltano oltremodo, e lontano da qualsiasi etica giornalistica, le doti amministrative dei nostri politici-politicanti.

Potevamo parlare molto, e l’abbiamo sempre fatto, ma onestamente ci siamo scocciati a farlo e adesso portiamo avanti solo i nostri progetti basati su idee di città fuori dagli schemi classici senza l’aiuto della politica e senza badare ad essa.

E chissà perché i nostri progetti magicamente si realizzano, senza soldi, senza aiuto politico ma solo con la buona volontà di poche persone che hanno sempre creduto alle idee di un pazzo.

Come dite? Com’è possibile? Beh per l’appunto, come Marzullo, fatevi una domanda e datevi una risposta.

Io intanto sfoglio un libro sulla nostra città…

Tanti auguri di buon 2023 a tutti!

Felice Presta

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La Redazione 5 Gennaio 2023 0
BeneventoBlogCulturaNovitàSannio

Social Film Festival Artelesia. Al lavoro per la prossima edizione

Francesco Tomasiello, l’ideatore  del Social Film Festival Artelesia, è da poco  rientrato dalla  Spagna (ospite al Film Festiva di Siviglia) ed è già a lavoro per organizzare la prossima edizione dell’evento sociale a Benevento.

Il festival, giunto al quindicesimo anno, si arricchisce della presenza di un  direttore creativo, che affiancherà il direttore artistico Antonio Di Fede e gli altri membri dell’Associazione Culturale Libero Teatro capeggiati dalla presidente Maria De Libero, organizzatori dell’evento.

Nei prossimi mesi verrà reso noto il nome del creative director che si occuperà, nel festival, degli aspetti relativi alla parte visiva, per rinnovare e rappresentare appieno l’identità del tema scelto dalla rassegna cinematografica del 2023. Il direttore creativo, inoltre, si occuperà di sviluppare eventi collaterali, strategie di marketing e campagne di rebranding, esplorando in tutte le sue forme il concetto di identità e diversità, inteso come integrazione ed inclusione, concetti chiave anche dell’Agenda 2030: best practice per lo sviluppo sostenibile.

Una piccola anticipazione sul Social Film Festival Artelesia n°15? Nasce il Premio Green Carpet, novità unica nel suo genere che renderà il festival sociale di Benevento il primo al mondo a poter vantare questa nuova sezione!

In questa rinnovata prospettiva, la quindicesima edizione del Social Film Festival ripercorrerà la storia dei successi raggiunti finora, puntando su una maggiore visibilità nazionale ed internazionale, grazie agli ospiti, alle tematiche e alle nuove strategia di comunicazione, puntando i riflettori su una rassegna cinematografica made in Sannio come una perla rara, da tutelare e sostenere con tutti i mezzi possibili.

Per conoscere le anticipazioni su tutte le novità e il programma della quindicesima edizione restate connessi sui profili social ufficiali del Social Film Festival Artelesia  #SFFA

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La Redazione 21 Dicembre 2022 0
BeneventoBlogCronacheDocumentiInchieste

Acqua potabile o non potabile? I responsabili? Siamo noi!

L’emergenza idrica dovuta alla contaminazione dei pozzi di campo Mazzone è solo l’ultimo dei problemi che le amministrazioni che si sono succedute in questi anni non hanno voluto affrontare.

Quali ad esempio? Beh ce ne sono una marea, dalle scuole (inagibili, parzialmente agibili o da fare interventi di mantenimento), agli edifici pubblici (incompleti o da completare) come il mamozzio, il Malies, la ex scuola Moscati, solo per citarne qualcuna.

Ma prima le fontane, e poi l’”illuminiamoci” di immenso di questa e delle passate amministrazioni ha portato a un disastro di città.

Una città dove si sopravvive, non si vive, sempre con uno stato di emergenza perenne -non mi dimentico ad esempio dell’alluvione del 2015 e di ciò CHE NON SI E’ FATTO PER EVITARE CHE ACCADA DI NUOVO– sempre in attesa di qualcosa o di qualcuno che abbia un lampo di genio (o un po’ di coscienza) e si decida ad affrontare i problemi di una città alcuni dei quali facilmente risolvibili se solo si avesse un po’ di buona volontà.

Ma si lascia scorrere tutto, il tempo, le emergenze, i problemi, tanto domani è un altro giorno e viviamo questo per poi indignarci se accade che si tocchi un bene primario come l’ACQUA. E fa niente se adesso è uscita la nuova ordinanza sindacale che dice che l’acqua è potabile.

Il NON FARE NULLA è imperante in questa città, è la colpa non è solo dei politici o della politica, ma principalmente nostra: di tutti i cittadini che non fanno nulla per cambiare le cose e far fare a questa città un’inversione di marcia.

Siamo destinati a scomparire come Provincia, e ci indigneremo quando Benevento diventerà Provincia di Avellino, ma lo faremo un giorno, forse due…tanto che ci importa. Domani è un altro giorno.

Felice Presta

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La Redazione 20 Novembre 2022 0
BeneventoCronacheCulturaDocumenti

Sannio Report diventa casa editrice (e pubblica il suo primo libro)

Il giornale Sannio Report prima e l’associazione omonima poi ha fatto e farà tante cose in questa città e in questa Provincia.
La sede, in via Francesco Iandoli qui a Benevento, è una fucina di idee dal ritmo quasi…giornaliero.
Dopo il recupero dei Santi Quaranta, la ripulitura del campanile di Santa Sofia, dell’anfiteatro romano e la creazione della biblioteca intitolata a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino (in mezzo a tante altre cose) adesso è la volta di proporre -in ambito culturale- una cosa che…sentiamo più nostra: diventare casa editrice.

E non perché c’è il nome sotto ma semplicemente perché crediamo in ciò che facciamo, sempre, e questo era uno dei tasselli mancanti che doveva essere inserito nel quadro dei nostri progetti.
Il destino, o il caso, ha voluto che la prima pubblicazione sia stata fatta per il prof. Biagio Osvaldo Severini, figura conosciutissima in città, uno dei nostri più accesi sostenitori e dei nostri donatori.
Con il suo Diario di un soldato beneventano MICHELE RICCHETTI (operante in Africa orientale negli anni 1935,1936,1937) ha voluto dare fiducia alle nostre idee, alle nostre speranze e al nostro modo di proporci.

Dal canto nostro siamo orgogliosi della sua fiducia che ci da la spinta a continuare nei nostri progetti, costruiti e coltivati ogni giorno.
Per il resto non c’è molto da dire se non che le copie del libro sono disponibili presso la sede di Sannio Report e su Amazon.

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La Redazione 18 Ottobre 2022 0
Benevento

Rosanna Banfi – glamour zen by Franco Francesca

Rosanna Banfi ha scelto ancora una volta la maestria di Franco Francesca, eco designer sannita di spicco, per rilanciare la sua immagine in tv dopo un breve periodo di assenza dallo spettacolo.

 L’atelier Franco Francesca del Triggio, quartiere storico di Benevento, ha vestito l’attrice durante i lanci promozionali della diciassettesima edizione di Ballando con le stelle, che la vede in gara in coppia con il maestro di ballo Simone Casula. 

Dopo essersi conosciuti nell’estate del 2021, in occasione del matrimonio della figlia di Rosanna, quando Franco e Imma Francesca hanno vestito tutta la famiglia Banfi, Rosanna si è affidato totalmente a Franco per farsi creare diversi  abiti su misura.

Sono una decina gli outfit appositamente pensati e confezionati per Rosanna Banfi targati Franco Francesca durante i servizi fotografici per le copertine delle riviste e gli spot promozionali social e tv

Rosanna ha indossato già 3 dei look creati per lei da Franco Francesca, commissionatigli immediatamente dopo aver avuto la conferma ufficiale di essere tra i protagonisti del programma di Milly Carlucci.

Il primo è il tubino e kimono in tessuto vintage indossato recentemente a Domenica In, mentre per la comunicazione sulla stampa nazionale la Banfi ha sfoggiato proprio il vestito verde indossato dalla top modella Denise Sene sul red carpet del film festival di Venezia.

Ancora una volta Franco ha voluto dimostrare quanto la sua moda sia inclusiva e democratica :lo stesso abito, senza alcuna modifica, poteva essere indossato anche dall’attrice con classe ed eleganza, in ottima forma e prontissima a ballare in tv da sabato prossimo.

 Dopo le prime uscite con i nuovi look Rosanna ha comunicato la sua soddisfazione e i numerosi complimenti ricevuti dai suoi colleghi e amici ringraziando Franco per avere avuto l’intuizione nel creare per lei un immagine glamour zen che le danno maggiore forza nell’affrontare questa nuova sfida a partire dal prossimo 8 ottobre 

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La Redazione 7 Ottobre 2022 0
BeneventoCronacheInchieste

L’Istat da dei numeri, i vostri, qui a Benevento, sono molto diversi

Secondo il sito dell’ISTAT a settembre questi sono i dati (parziali e indicativi, sennò non la finivamo più) della crescita dei prezzi al consumo.

Secondo le stime preliminari, nel mese di settembre 2022 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registra un aumento dello 0,3% su base mensile e dell’8,9% su base annua (da +8,4% del mese precedente).

L’ulteriore accelerazione dell’inflazione su base tendenziale si deve soprattutto ai prezzi dei beni alimentari (la cui crescita passa da +10,1% di agosto a +11,5%) sia lavorati (da +10,4% a +11,7%) sia non lavorati (da +9,8% a +11,0%) e a quelli dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +4,6% a +5,7%). Contribuiscono, in misura minore, anche i prezzi dei beni non durevoli (da +3,8% a +4,7%) e dei beni semidurevoli (da+2,3% a +2,8%). Pur rallentando di poco, continuano a crescere in misura molto ampia, i prezzi dei beni energetici (da +44,9% di agosto a +44,5%) sia regolamentati (da +47,9% a + 47,7%) sia non regolamentati (da +41,6% a +41,2%); decelerano anche i prezzi dei servizi relativi ai trasporti (da +8,4% a +7,2%).

L’inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, accelera da +4,4% a +5,0% e quella al netto dei soli beni energetici da +5,0% a +5,5%.

L’ISTAT continua snocciolando cifre e numeri su tante altre cose…ma il punto principale è sempre quello: una crescita dei prezzi dei prodotti al consumo all’incirca del 10% su base annua.

Questo giornale ha fatto un rapido sondaggio sulla pagina Facebook (avete risposto in tanti, grazie) e si è fatta l’idea che: la crescita è di molto superiore al 10% raggiungendo, soprattutto nel carrello della spesa, dal 30 al 50% di aumento. Con picchi anche del 100%.

Certo l’indagine è limitata alla nostra città, e ricordiamo che i prezzi al sud sono inferiori di quelli al nord, ma ci indica un problema che si prospetta alquanto grave: a fronte di stipendi e, in genere, di capacità di acquisto rimasto pressoché stabile negli ultimi anni questo aumento generalizzato causerà molti problemi all’interno delle famiglie.

Se a ciò si aggiunge l’aumento del prezzo della luce almeno del 50%, e quello del gas si prospetta un inverno turbolento.

I vari bonus poco potranno fare per tamponare una situazione che potrebbe finire fuori controllo a breve, sono palliativi che serviranno nel breve periodo. Ma nel lungo cosa succederà?

Ma vediamo un po’ l’elenco dei prezzi e dei beni che sono aumentati di più nell’ultimo periodo.

Carta igienica 4 rotoli è passata da € 1,89 a € 2,89

Olio per friggere € 1,39 a € 2,99

farina da € 0,49 a € 1 al chilo

Maionese (Eurospin) da € 1,09 a € €1,89

Olio extravergine da € 3 a € 5

la pasta (mezzo chilo) da € 0,50 a € 1,00

pane da € 2 al kg a € 2,50 (anche 3 a secondo dei casi)

Frutta e verdura di stagione 30/40% in più

Rotoloni da € 2,39 a € 4

Pancetta da € 18,90 al chilo a 28,90

Pesce: vongole veraci da € 9,90 al chilo a € 18,90 al chilo

Biscotti per colazione secchi, da da € 1,89 a € 2,29

Uova confezione da 6 da € 2 a € 3,50

Mozzarella da 500 grammi da € 4,50 a € 6,90

Acqua in confezione da 6 da € 1,59 a € 2,59

E l’elenco potrebbe continuare all’infinito. Ma facendo un rapido giro nei principali supermercati della città qualcosina, sulle offerte, si può risparmiare. Ma se si nota bene anche le offerte sono diminuite, in generale, sia per quantità che per qualità,  cosi come, tanto per fare un esempio, il cesto della LIDL con i prezzi scontati del 30% è quasi sempre…vuoto.

Allora l’economia reale è, come sempre, distante da quella preventivata o augurata dall’Istat e dai dati del ministero con l’aumento dei costi energetici di produzione la situazione non potrà che peggiorare.

E noi che fine faremo? Speriamo di cavarcela, come sempre!

Felice Presta

 

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La Redazione 4 Ottobre 2022 0
BeneventoCronacheCulturaDocumentiInchieste

Il mercato del lavoro ed i giovani beneventani.

Oggi questo giornale ha intervistato una ragazza di 24 anni in merito al “lavoro” offerto dai nostri concittadini ai tanti giovani che si affacciano sul mondo del lavoro… e per questo e su questo nasce tale articolo. Da premettere che la persona intervistata è una brillante studentessa universitaria.

La chiameremo Carolina, da un anno vive da sola, per cui da sola provvede a pagare il fitto e le bollette e la sua prima esperienza lavorativa risale a 6 anni fa.

Partiamo da questo.

Prove lavorative: la sua prima è stato lavorare in un pub: durata 1 giorno, 12 ore di lavoro 20 euro (voucher lavorativi).

La seconda, da barista, ben 14 ore sempre 20 euro, che tra l’altro il titolare non voleva dare poiché si trattava (secondo lui) di una giornata di prova.

E fino a qui…erano solo prove.

La sua successiva esperienza dura un po’di più, presso un locale, 2 mesi. Sempre come barista. Tutti i giorni, dalle 17 alle 3, per una paga 400 euro mensili, tutto senza regolare contratto.

Secondo voi, con questi ritmi, così sottopagata, quanto poteva durare?

Altro locale, altra “esperienza”: 5 ore al giorno i primi tempi e poi 10, 11 ore per una paga di 500 euro con un contratto lavorativo di 2 ore al giorno.

Ci poniamo la stessa domanda: quanto poteva durare?

Altro locale, altro giro, altra corsa…3 giorni in un locale, per 8 ore al giorno, per 40 euro totali (per TUTTI i 3 giorni fatti a nero, ovviamente…).

Nel frattempo, Carolina non si ferma sostenendo tanti altri colloqui di lavoro.

I più salienti? Andiamo a raccontarli.

Uno dei tanti: in un negozio alimentare, 2 volte a settimana per 500 euro. Come dite? Finalmente una proposta equa? Purtroppo no…

Un giorno di prova non retribuito, il giorno seguente 6 ore, un altro 11 ore, il giorno successivo altre 6 ore.

Fin qui tutto chiaro? Ok, adesso viene il bello.

Il titolare nel pomeriggio manda un messaggio (dopo essere passato nel locale per visionare il tutto) che recita: “la mattina devi venire più sistemata perché l’immagine conta tanto”. Il titolare si riferiva al fatto che quella mattina non si fosse truccata.” Io non voglio perdere tempo, perché questo mestiere lo devi imparare e quindi la tua presenza è superflua. Passa la settimana prossima che ti pago, 50 euro in tutto.”

Da premettere che la ragazza è bella truccata e non, quindi si presenterebbe lo stesso bene.

Ennesimo colloquio presso un pub: dalle ore 18 ad orario da destinarsi, con un contratto da 300 euro al mese, però in busta paga ne avrebbe ritrovati 650, lavorando tutti i giorni, senza giorno di riposo.

Altro colloquio in un negozio di alimentari. Dalle 17 ad orario da destinarsi con un contratto di 300 euro mensili, però se un giorno si fosse assentata, avrebbe dovuto restituire i soldi di quella o quelle giornate lavorative non fatte.

Carolina trova un nuovo lavoro, come commessa: la paga era buona, 700 euro al mese. Lavora per metà mese, anche 8 ore al giorno, per poi essere mandata via con una banale scusa e “liquidata con soli 200 euro.

E cosi via, l’elenco è lunghissimo, con proposte da 30 euro per 12, 15 ore, solo per il fine settimana. O tutta la settimana a 30 euro al giorno, senza giorno di riposo, tutto a nero o quasi.

Le esperienze, tutte documentate, rappresentano uno spaccato di quello che succede a Benevento, ma presumibilmente in tutta Italia.

Leggere e scrivere di queste cose è per me imbarazzante, perché testimonia una realtà lavorativa peggiore di quel che pensassi. Nel 2009, oramai tredici anni fa, usci il film “Generazione 1000 euro”. Di qui la foto di copertina) Dopo qualche anno, con la crisi, avremmo potuto girare il sequel con il titolo “Generazione 500 euro”. Adesso siamo arrivati al 3’ episodio di questa triste saga, da intitolare “Generazione: quant ce vonn dà!”

Questa è la situazione, questa è la realtà ed è forse questo, visto che si andrà a votare prossimamente, che i nostri politici devono risolvere al più presto, prima che i nostri giovani si perdano per strada e ci sia un’implosione in tempi brevi.

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La Redazione 2 Agosto 2022 0
BeneventoBlogCronacheCultura

Le scuole cittadine e l’amministrazione mastelliana

L’anno scolastico si è chiuso, nel bene e nel male e i ragazzi sono riusciti a tornare in presenza dopo la DAD dell’anno precedente. Ma con la chiusura,  parlandone naturalmente durante l’estate, ritorna e ritornerà la problematica “scuole” cittadine. La consigliera comunale Floriana fioretti ha già iniziato a sollecitare l’Amministrazione Comunale in carica sulle problematiche scuole cittadine ma, visto che a palazzo Mosti ormai vige il “io sono io e voi non siete un…”, dubitiamo fortemente che venga presa in considerazione tale denuncia.

Nonostante le “roboanti” dichiarazioni del Sindaco, negli ultimi 6 anni poco o nulla si è fatto e adesso si aggiungerà anche il problema della scuola della Pietà che chiuderà per la ristrutturazione. Ma non è che le altre siano messe meglio. La scuola al rione Pacevecchia è chiusa, le scuole “Torre” e “Nicola Sala” si trovano  (anch’esse!) in una situazione logistica decadente.

L’elenco è lungo e già con l’Amministrazione Pepe il problema degli immobili scolastici comunali fu affrontato con una ricognizione che metteva in evidenza quasi per tutte due problematiche importanti: l’inagibilità o la parziale agibilità di molte delle scuole (soprattutto per i carichi verticali delle stesse non rispondenti, in quanto trattasi di vecchie costruzioni, ai canoni di sicurezza che devono essere rispettati per legge oggi) e, soprattutto, gli impianti antincendio che dovranno essere adeguati inderogabilmente entro il 31 dicembre 2024.

Un regalo del Governo, questo spostamento della data ultima, che è venuto incontro alle tante richieste degli amministratori -spostamento dovuto alla mancanza di fondi e, soprattutto, colpevolmente, di progetti per le singole scuole-.

E Benevento?

La nostra città, come sempre, naviga nelle ultime posizioni.

Per svariati motivi, più volte sottolineati da questo giornale. Prima di tutto per la mancata partecipazione ai bandi per la ristrutturazione degli edifici scolastici, poi per la negligenza nella presentazione tardiva di alcuni progetti (rifiutati perché incompleti), e poi soprattutto per la mancanza di un piano d’insieme che regolasse tutti gli edifici scolastici a secondo della loro importanza, della loro capienza e delle loro problematiche. Insomma un discorso iniziato, tardi, 3 anni fa, purtroppo affrontato in maniera dilettantistica da questa e dalla precedente Amministrazione, con tutti i colpevoli ritardi del caso. Solo per un mero evento fortuito -una nostra denuncia dell’epoca- è stata completata la nuova scuola  “Bosco Lucarelli” a piazzale Catullo e i ragazzi della vecchia scuola sono potuti andare nel nuovo istituto, dopo l’incendio provocato da un corto circuito che ,il 25 Settembre 2018,aveva colpito la vecchia scuola media.

E a settembre cosa succederà? Non cambierà nulla, solo qualche altra scuola verrà chiusa tra le proteste dei genitori, dei disagi per gli alunni, e il malumore dei professori e del personale scolastico.

Ma tanto che ce ne importa? Abbiamo Mastella che risolve tutto…

n.d.r. In tarda mattinata non si è fatta attendere la risposta piccata, al comunicato della consigliera Fioretti, dell’assessore ai lavori pubblici Mario Pasquariello che parla dei finanziamenti alle scuole, dei soldi fatti arrivare dall’amministrazione. Si va bene tutto assessore, ma noi stiamo dicendo che siete in colpevole ritardo (sono 6 anni che amministrate), che i lavori ancora non sono partiti (sempre per il vostro colpevole ritardo), e che, in attesa di nuove chiusure scolastiche, ancora non sapete dove verranno mandati gli alunni delle scuole che chiudere.

Foto archivio S.R.

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La Redazione 15 Luglio 2022 0
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Ho fatto un sogno…

Ho fatto un sogno…

-qualsiasi riferimento a fatti e persone realmente esistenti è puramente casuale ed è frutto solo dell’esperienza onirica raccontata nell’articolo-.

 

Per Freud il sogno è una manifestazione di contenuti psichici rimossi che, attraverso l’interpretazione, possono essere riportati alla luce.

Non sono un grande cultore del filosofo austriaco ma per raccontarvi il sogno di stanotte da qualcosa (o da qualcuno) dovevo pur partire no?

Il sogno inizia in una città in fermento, viva, con negozi e attività traboccanti di gente che va e che viene. La prima cosa che mi sorprende è lo schema: tutto è perfettamente sincronizzato, e non parlo solo delle attività commerciali, ma del traffico, degli uffici pubblici, delle banche, delle poste eccetera.

Nessuna coda, nessuna fila, nessun clacson a suonare ai semafori. Automobili parcheggiate in maniera perfetta, con tanto di spazi liberi lasciati ai portatori di handicap e alle donne incinta. Le (poche) forze di Polizia che sono in giro sorvegliano in maniera discreta tutto l’andirivieni. Qualcuno aiuta una signora anziana a portare la busta della spesa, qualcun altro sorveglia i bambini giocare in un parco giochi affinché non si facciano male.

A questo proposito il parco giochi assomiglia stranamente allo spazio di Benevento dove, nella realtà, c’è il “mamozzio”. E’ bello vedere uno spazio grande in mezzo ai palazzi pieno di verde e di giostrine.

Desiderio inconscio del suo abbattimento? Direi più desiderio conscio di una sua totale eliminazione.

C’è poi un’altra cosa strana che mi ha colpito: sono tutti sorridenti e felici. Si salutano tra loro, alcuni si fermano a conversare raccontando della famiglia, dei figli. Tutti sembrano conoscersi e tutti sembrano volersi bene. Ci sono baci e abbracci dappertutto, e strette di mano, e i bar sono pieni di gente che si offre a vicenda un caffè o un aperitivo.

SEMBRANO?

Se dovessi dare un’idea di ciò che ho visto direi che questa parte della città è uguale a quella che potrebbe essere stata immaginata da un architetto “illuminato”.

D’altra parte verde curato, alberi potati e in perfetto ordine, quasi simmetrici tra loro. Cestini dei rifiuti da ogni parte necessaria, strade pulite e ben curate, palazzi e facciate degli stessi in perfetto ordine e, sia pure costruiti con stili diversi, danno un’idea architettonica di un insieme bello da vedere. Mi ricorda un po’ le foto delle costruzioni nei Paesi Bassi, in Olanda soprattutto. Case colorate con i toni pastello, ampi balconi con fiori e piante. Un quadro generale che, nel sogno, mi ha rilassato in maniera oltremodo strana.

Ma anche quando sogno viene sempre a galla l’inconscio del giornalista curioso.

Ma qui siamo al centro di questa città, mica sarà tutta cosi?

E allora riprendo a camminare, già lo stavo facendo in verità e devo dire che anche in sogno camminare stanca (per non parlare di quelle rare volte che ho preso la febbre: corro, corro sempre e quando mi sveglio sono più stanco di quando sono andato a letto. Un po’ come se avessi fatto una mini maratona), e inizio ad addentrarmi da altre parti. Ma il panorama non cambia.  Tutto è un continuum con l’altra parte. Puliti e ordinato in ogni dove. In questa parte del sogno la strada principale assomiglia tanto a via Napoli, al rione Libertà, ma è molto diverso come dicevo. Ma potrebbe essere Santa Maria degli Angeli o Capodimonte, o la strada che porta ad una delle tante contrade cittadine.

E mi chiedo: “Bellissimo, com’è diverso dalla realtà”.

Girando vedo orde (lo so il termine e brutto e in genere si riferisce a dei barbari ma rende bene l’idea del loro numero) di turisti vicino ai monumenti più significativi. Ordinati e silenziosi tutti ad ascoltare le guide turistiche che descrivono l’opera (in particolare) e la città (in generale). E sento i commenti in tutte le lingue conosciute -dagli altri, naturalmente, non da me. Io conosco un po’ di italiano e qualche parola in dialetto. L’inglese? Per me è ostico come se fosse aramaico antico-: “Beautiful city”, belle ville” e così via.

Ho scoperto una cosa importante, nei sogni non si deve necessariamente conoscere la lingua, ci sono i doppiatori come nei film. Un bel risparmio di tempo no?

Musicisti di strada allietano con la loro musica la passeggiata -blues, jazz, pop, non ha importanza-, altri, i giocolieri, attraggono i bambini e le loro mamme nei pressi. Dove sono? In una zona PEDONALE. Dove gira qualche agente in divisa in bicicletta, molti passeggiano a piedi, e qualche furgone elettrico approfitta per consegnare la merce ai negozi. Andando a passo d’uomo e stando ben attenti, certamente. D’altra parte in una città pulita ed ordinata come questa poteva essere diversamente?

Un po’ più lontano mi attira un capannello di gente. Mi avvicino e guardo con stupore: c’è un uomo con la fascia tricolore (il sindaco?) che stringe le mani a delle persone fermandosi a parlare con ognuno di loro e raccogliendo suggerimenti sull’amministrazione cittadina. Al suo fianco c’è una specie di segretario che registra su carta nome e cognome del cittadino, la proposta fatta e, ad esempio, la strada. Poi vedo il segretario distribuire i foglietti a diverse persone. Mi chiedo chi siano e mentre faccio questo mi accorgo che sono gli assessori della giunta comunale.

Quello ai lavori pubblici è quello più “gettonato”: c’è chi propone per l’illuminazione pubblica lampade a basso consumo e a risparmio energetico. Chi propone negli uffici comunali un riscaldamento diverso dal solito -ad esempio quello a battiscopa-. Come non sapete come funziona? Andate su internet e andate a vedere.

La cosa dura un bel po’, d’altra parte è dura amministrare. C’è chi la vuole cotta, chi la vuole cruda e chi metà e metà. Ma la gente tutto sommato espone tranquillamente i problemi, che vengono annotati, verranno esaminati e, nel caso, prontamente risolti.

Uguale alla realtà, non è vero?

Beh in questa città esemplare non posso non controllare altre cose, sono un giornalista anche in sogno mica pizza e fichi!

Entro i diversi uffici pubblici e la prima cosa che noto è che tutti stanno ai loro posti e tutti lavorano (si vede che è un sogno). Le scrivanie sono scevre da qualsiasi cartellina e foglio, dimostrazione pratica che lavoro arretrato non c’è. E poi sono tutti cortesi ed educati. Fanno sedere l’utente, ascoltano attentamente ciò che ha da dirgli e si mettono subito a disposizione e a lavoro. Et voilà. Un pass in 5 minuti, un certificato in 3, un permesso di costruzione (dopo aver attentamente esaminato la pratica) in 15, una licenza commerciale in 30 e così via. Mi fa meraviglia una cosa: l’informatizzazione di questi uffici. I computer sono tutti collegati e le risposte da altri uffici, ad esempio nulla osta, arrivano dopo pochi minuti. Forse per questo, nel sogno, sulle scrivanie non ci sono cartelline, carte o cartacce.

A questo punto compiaciuto -per ciò che ho visto- e deluso -per lo scoop che contavo di fare se ci fosse stato qualcosa che non andava- mi dirigo verso un ospedale.

Li sicuramente troverò qualcosa, siamo o non siamo in tempo di Covid e di pandemia?

Già agli sportelli vedo file ordinate, impiegati sorridenti che lavorano alacremente. C’è gente ma non caos, ci sono medici e infermieri e personale sanitario che assistono, accolgono e visitano tutti cercando di alleviare i tempi di attesa, o magari confortare pazienti. Che bello. D’altra parte la parola “ospedale” deriva dal latino “hospitale”, cioè stanze o luogo destinati agli ospiti. Differente da azienda ospedaliera -azienda: organizzazione che svolge una qualsiasi attività economica. Cioè un luogo dove SI DEVONO FARE SOLDI!

Poi? Poi mi sono svegliato ed eccomi qui al computer presso la sede di Sannio Report a scrivere.

Ah no, dimenticavo, chiudo con parte di una canzone che molti di voi conoscerete:

“I sogni son desideri
di felicità
nel sogno non hai pensieri
esprimi con sincerità
si vede chissà se un giorno
la sorte non ti arriderà
tu sogna e spera fermamente
dimentica il presente
e il sogno realtà diverrà”.

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La Redazione 11 Luglio 2022 0
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La degenerazione della politica: tra partitini ad personam, politicanti e cabarettisti

Ormai è un dato certo: la politica (e i politici in generale) sono quanto di più distante possa esserci dall’elettorato, da coloro che li dovrebbero votare.

Se questa, qualche decennio fa era una sensazione, frutto di discorsi populistici e qualunquistici, adesso è realtà.

L’ultimo strappo, quello consumato dal Ministro Di Maio che, lasciando il Movimento 5 stelle, ha creato un nuovo Movimento “Insieme per il futuro”.

La cocente sconfitta elettorale del M5S ha accelerato ciò che era inevitabile: la scissione tra Conte e Di Maio.

Non voglio qui ripercorrere tutte le tappe dei 5 Stelle ma dal 2007 (Vaffa Day) ad oggi molta acqua è passata sotto i ponti e l’exploit del 2018 (32% dei voti) che ha visto il loro trionfo e li ha portati contestualmente a governare prima con la Lega e poi con il PD, ha fatto il resto.

Come già per Alleanza Nazionale, la vittoria è stato il primo passo verso la fine. Un partito o un Movimento, nato per stare all’opposizione, quando va al Governo (le sedie sono belle e comode e soprattutto remunerative) si sfascia. Perché non ha una storia, non ha un retaggio culturale, non ha una base e , soprattutto, non ha un’altezza.

Ma non è che dalle altre “parti” le cose vadano meglio. La Lega di Salvini, Fratelli d’Italia con la Meloni, Forza Italia con Berlusconi sono ormai diventati partiti “ad personam” (tralascio qui l’ultima creatura mastelliana “Noi di Centro” , considerato che il suo fondatore è abituato a questo e conta di arrivare sempre al 4% in Senato, per poter tenere in piedi i governi oppure  affossarli), ed è per questo che vince l’unico partito rimasto in piedi che si può definire tale: il Partito Democratico.

Se c’è, nei partiti, qualcosa di democratico residuale è solo in questo. Il segretario viene eletto, può essere sfiduciato, c’è una democrazia partecipativa. Dalle altre parti non c’è? Lasciamo stare…

E si fanno referendum spendendo soldi già sapendo in partenza che il quorum non si otterrà mai, si fanno elezioni provinciali senza la partecipazione democratica (ma non si dovevano abolire?), si parla tanto di tutto ed il contrario di tutto, senza mai tenere conto di ciò che vorrebbero e che meriterebbero i cittadini.

La politica? Una cosa sporca, fatta per interessi personali, dove non cambia mai nulla (il Movimento 5 Stelle in verità ci aveva illuso del contrario, anche se poi si è uniformato al cosiddetto sistema), quindi per cosa e per chi andiamo a votare?

Questi, da anni, i discorsi degli elettori. Eppure la parola Polis -in greco significa appunto “città” – racchiude in sé un grande significato che molti non conoscono…

La degenerazione politica sta raggiungendo l’apice e se ciò si vede molto a livello nazionale, si nota questo ancora di più a livello locale, dove “Io sono io e voi non siete un cazzo” con l’adeguata dialettica del caso, sparsa dal politicante-statista sui giornali e sulle reti nazionali fa vergognare molti che in quel territorio ci vivono.

Non c’è più la scuola politica, non ci sono più i politici intellettualmente elevati, ci sono solo personalismi che non giovano al rapporto cittadino-politica.

E fa niente se c’è il Covid (i politici hanno dimostrato la loro incapacità anche in questa emergenza), se c’è la guerra in Ucraina, se la benzina sta raggiungendo cifre da capogiro -fra un po’ tutti a piedi-, se le bollette stanno avendo aumenti a tre cifre, se l’inflazione galoppa, se il potere d’acquisto cala.

Tempo fa, durante la prima fase del Covid, scrissi un articolo molto duro sulle chiusure imposte -che infatti non sono serviti a un cacchio- cioè la deriva economica dell’Italia e dell’Europa…una deriva iniziata con l’entrata nell’euro e che probabilmente finirà con il dissolversi dell’Europa (non prima di aver arginato Putin, però).

Fa niente, l’importante è che il politicante di turno dimostri di esserci sempre e comunque e di poter fare sempre l’ago della bilancia in parlamento con il 4, il 3, lo 0,1 %.

Ma una bella soglia di sbarramento al 10% no? Almeno una trentina ce li leviamo dalle…

Felice Presta

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La Redazione 30 Giugno 2022 0
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