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Author: La Redazione
Home La Redazione Pagina 63
Benevento

Chi governa?

Chi ha portato la città alla bancarotta? Chi ha sfasciato i conti pubblici di Benevento? Domande a risposta scontata. I responsabili di questa grande dissipazione di risorse sono tutti a Palazzo Mosti. 
Il Sindaco nel mese di marzo, sotto la pressione delle inchieste giudiziarie, ha finto di sparigliare le carte, promettendo chissà quale inversione di rotta che puntualmente non c’è stata. La decenza e la dignità della carica istituzionale, imporrebbero a Fausto Pepe la scelta delle dimissioni, perché non ci sembra in grado di determinare nessun cambiamento forte nell’azione amministrativa. A tal proposito ci chiediamo: Pepe governa ancora? E’ in grado di prendere decisioni autonomamente? A noi sembra prigioniero dell’apparato affaristico-politicante che gli ha consentito nel 2011 di vincere ancora le elezioni. 
Alcuni ex compagni di coalizione hanno cominciano a sfogarsi sui giornali, lanciando accuse pesanti e mandando messaggi in codice. Il Sindaco con astuzia non risponde e neppure è obbligato a farlo. 
Sono sufficienti i “contrassegni visivi” che il suo governo irresponsabile ha apposto sulla città: opere pubbliche incomplete, paesaggi di rovine urbane, cementificazione incontrollata, corruzione diffusa. Una situazione aggravata dalle mine sociali esplose nelle scorse settimane in un territorio dove non c’è più attività economica e tutto si regge sulla manipolazione criminale della spesa pubblica.

Sindaco cosa vuole fare? Abbandonare sarebbe un gesto dignitoso per mettere fine a questa indecorosa esperienza politica. Un atto per evitare la lenta consunzione di Benevento. E’ ancora nelle condizioni di poter decidere oppure deve chiedere il permesso a quel tizio alto, incanutito e dall’eloquio elegante che vi tiene tutti per le palle?


Vinfalco

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La Redazione 25 Ottobre 2013 0
Documenti

Come sono classificati i rifiuti

L’Italia si è trovata a dover affrontare una miriade di problemi, alcuni più gravi, altri meno. Tra i più gravi non va dimenticato quello dei rifiuti, perché, da esso si diramano altri di ancor più difficile risoluzione. 
Dall’aumento della spesa per lo smaltimento, alle varie tipologie di malattie ad esso correlato, non tutelando la salute dell’individuo e con relativo aumento della spesa sanitaria pubblica, si è arrivati ad un punto di non ritorno, dove il cittadino diventa sempre più interprete e spettatore.
Passando da un’emergenza all’altra, come spettatore, ha visto alternarsi commissari e tecnici, che hanno cercato una soluzione, al momento sembra, non trovandola. Come interprete è stato un attore sin troppo principiante. 
A causa della disinformazione hanno visto i rifiuti come qualcosa di distante, senza capire che sono anch’essi parte integrante dell’intero ciclo e quindi dell’emergenza.
Il problema rifiuti non si risolverà nel prossimo futuro e la questione va affrontata con serietà, cercando soluzioni a breve, medio e lungo termine. Nonostante i fiumi di inchiostro, le pagine, i libri, sulla questione rifiuti le idee sono ancora confuse.

Cercheremo di far chiarezza su ogni punto.

Prima domanda: come vengono classificati i rifiuti?

RIFIUTI SOLIDI URBANI:
  1. Rifiuti domestici, anche ingombranti, provenienti da locali e luoghi adibiti ad uso di civile abitazione;
  2. Rifiuti non pericolosi provenienti da locali e luoghi adibiti ad usi diversi da quelli del primo punto, assimilati ai rifiuti urbani per qualità e quantità;
  3. Rifiuti provenienti dalla pulitura delle strade;
  4. Rifiuti di qualunque natura o provenienza, giacenti sulle strade ed aree pubbliche o sulle strade ed aree private comunque soggette ad uso pubblico o sulle spiagge marittime e lacuali e sulle rive dei corsi d’acqua;
  5. Rifiuti vegetali provenienti da aree verdi, quali giardini, parchi e aree cimiteriali;
  6. Rifiuti provenienti da esumazioni ed estumulazioni, nonché gli altri rifiuti provenienti da attività cimiteriale.

RIFIUTI SPECIALI:
  1. Rifiuti da attività agricole e agro-industriali;
  2. Rifiuti derivanti dalle attività di demolizione, costruzione, nonché i rifiuti che derivano dalle attività di scavo, fermo restando quanto disposto dall’art. 184-bis;
  3. Rifiuti da lavorazioni industriali;
  4. Rifiuti da lavorazioni artigianali;
  5. Rifiuti da attività commerciali;
  6. Rifiuti da attività di servizio;
  7. Rifiuti derivanti dalla attività di recupero e smaltimento di rifiuti, i fanghi prodotti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti delle acque e dalla depurazione delle acque reflue e da abbattimento di fumi;
  8. Rifiuti derivanti da attività sanitarie;


RIFIUTI PERICOLOSI:
  1. quei rifiuti speciali e quei rifiuti urbani NON domestici indicati espressamente come tali con apposito asterisco nel CER.Detti rifiuti sono classificati come pericolosi fin dall’origine.
  2. quelli la cui pericolosità dipende dalla concentrazione di sostanze pericolose e/o dalle caratteristiche intrinseche di pericolosità indicate nei relativi allegati alla parte IV del D.Lgs. 152/2006 e ss.mm.ii.

  1. In base alla classe di pericolosità:
Le classi di pericolo dei rifiuti sono le seguenti:
    – Esplosivo
    – Comburente
    – Facilmente infiammabile (incluso estremamente infiammabile)
    – Infiammabile
    – Irritante nocivo
    – Tossico (incluso molto tossico)
    – Cancerogeno
    – Corrosivo
    – Infetto
    – Teratogeno
    – Mutageno
    – A contatto con l’acqua libera gas tossici o molto tossici
    – Sorgente di sostanze pericolose
    – Ecotossico

b) Tossici:
I rifiuti tossici sono quei materiali di scarto che possono causare dei danni o la morte a creature viventi, o che possono porre a rischio l’ambiente circostante. Generalmente si tratta di prodotti di provenienza industriale e commerciale, ma anche di uso domestico (prodotti delle pulizie, batterie, cosmetici, prodotti di giardinaggio), in agricoltura (fertilizzanti chimici, pesticidi), militare (armi nucleari e chimiche), servizi medici (prodotti farmaceutici), fonti radioattive, industria leggera (impianti di lavaggio a secco). Possono presentarsi in forma liquida, solida o liquame e contenere agenti chimici, metalli pesanti, radioisotopi e altre tossine. Si diffondono e possono facilmente contaminare laghi, fiumi e falde acquifere.

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La Redazione 23 Ottobre 2013 0
BeneventoCronache

Mani sulla città. Capitolo 1. Il Sindaco

BENEVENTO. Per evitare che la memoria “svanisca” rapidamente, abbiamo deciso di pubblicare i fatti contestati ai principali imputati, cominciando dal sindaco.
 
Scrivere di questa indagine nel suo complesso potrebbe ai più apparire fuorviante. Un’accozzaglia di informazioni riassunte, servirebbe solo a confondere le poche certezze che il cittadino beneventano ha al riguardo: il Sindaco, vari ex assessori, amministratori e dirigenti del Comune sono stati arrestati nell’ambito di un’inchiesta. 
Si, sono stati arrestati come si evince dalle 63 pagine dell’ordinanza, ma…PER QUALI REATI? Sui giornali sono apparsi stralci dei documenti giudiziari, ma ci sembra che i fatti contestati non siano stati approfonditi. In più occasioni, agli indagati è stata giustamente concessa un’intervista, in attesa del processo per dare la propria versione dei fatti. E’ opportuno che questi fatti siano riportati. Dunque, per avere il quadro generale bisogna esaminare singolarmente tutte le posizioni degli indagati. E da chi iniziare se non dal Sindaco di Benevento? Per Fausto Pepe ci sono sei capi d’imputazione. 
 
Nell’ordinanza si legge che è stato sottoposto ad obbligo di dimora in un Comune diverso da Benevento.Ma perché? Di cosa è accusato? Vediamolo. 

Tralasciando gli articoli del codice la dicitura è la seguente: “perché in concorso tra loro e con persone non identificati, quali pubblici ufficiali, per compiere o aver compiuto atti contrari ai doveri di ufficio, ricevevano per se e per altri denaro ed altre utilità”.  
In particolare: “mentre erano in corso i lavori dell’appalto relativo al rifacimento dei marciapiedi in c.da Pacevecchia, operai di Salvatore Maggio, su richiesta di Mario Siciliano sono intervenuti presso l’abitazione del sindaco Pepe ove hanno realizzato lavori senza corrispettivo”.
Questo è il capo di accusa meno grave anche se l’ordinanza non specifica di che lavori si tratti. Mi sa che visto che ho un rubinetto che perde da un anno e sto aspettando che un idraulico si impietosisca nell’aggiustarlo mi conviene candidarmi alle prossime elezioni comunali. Se divento sindaco magari me lo faccio aggiustare anche pagando.


La seconda imputazione per il Sindaco Pepe è corruzione elettorale.

“Perché in concorso tra loro, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, anche in tempi diversi, per ottenere il Pepe ed il Damiano il voto elettorale, promettevano e davano utilità”. In particolare, intrattenenevano “rapporti particolari” con la cooperativa San Valentino.

La terza imputazione è concussione elettorale.

“Perché in concorso tra loro, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, anche in tempi diversi, usavano minacce contro i sotto indicati elettori per costringerli a votare in favore delle loro candidature”. Ma non finisce qui anche se riassumiamo il più possibile il nome del sindaco ci appare in quasi tutti gli atti sempre affiancato, all’epoca, dal fidato assessore Aldo Damiano.

La quarta imputazione è abuso d’ufficio.

“Perché nella veste di pubblici ufficiali e di incaricati di un pubblico servizio al fine di procurare a se stessi e ad altri un ingiusto profitto ai danni del Comune di Benevento e della regione Campania in concorso con altre persone, in violazione di norme di legge e regolamentazione vigente.”

La quinta è truffa in relazione agli appalti.

“Perché in concorso tra loro con artifizi e raggiri hanno indotto il Comune di Benevento e la Regione Campania in errore procurando a se stessi e ad altri ingiusti profitti in danno dei predetti Enti Pubblici. In particolare: truffa in relazione ai servizi svolti dalla San Valentino presso il parco archeologico Cellarulo. Truffa relativa all’appalto concernente il Parco Archeologico e del verde di Cellarulo”.

La sesta è falsità nei vari appalti succedutesi nel corso degli anni.


GERONIMO

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La Redazione 20 Ottobre 2013 0
BeneventoCronache

Inchiesta “mani sulla città” a che punto siamo.

BENEVENTO. Il 28 novembre arriveranno davanti al Gup (giudice dell’udienza preliminare) le richieste di rinvio a giudizio per le persone e le aziende nell’ambito delle indagini denominate «Mani sulla città»e che riguardano l’attività amministrativa del Comune di Benevento, nel periodo compreso tra il 2006 e il 2011.

L’inchiesta è esplosa nel gennaio del 2013 e data la complessità, il procedimento ha subito varie modifiche e molte posizioni processuali sono state riviste.

Al di là della rilevanza penale, i fatti accertati sono inquietanti da un punto di vista etico e mettono in evidenza l’irresponsabilità e la protervia di chi amministra la città. L’indagine vede coinvolti il sindaco Fausto Pepe, gli ex assessori Luigi Boccalone e Aldo Damiano, tecnici, dipendenti comunali e costruttori.

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La Redazione 20 Ottobre 2013 0
Cronache

La nuova “terra dei fuochi”

La “Terra dei Fuochi” è quella porzione di territorio campano che comprende le Provincie di Napoli e Caserta, dove a tutte le ore si bruciano rifiuti tossici e si scaricano sostanze di ogni tipo nel terreno. E’ una zona fortemente contaminata e con un altissimo livello di mortalità causato da malattie tumorali.


L’altra sera la trasmissione “Le Iene” in onda su Italia Uno ha dedicato l’ennesimo reportage su una zona ormai completamente fuori contro dove le istituzioni statali sono assenti. Non è sulla “terra dei fuochi” compresa tra Nola, Napoli e Caserta che vogliamo soffermare l’attenzione, ma è sulle nuove “terre dei fuochi” che si stanno realizzando in Campania.


La camorra dopo aver sotterrato di tutto e di più in quelle aree, tanto da averle saturate, da qualche anno sta effettuando trasporti illegali di sostanze tossiche nelle zone del confine meridionale delle Provincie di Avellino e Benevento.


Stanno lentamente contaminando il Sannio e l’Irpinia che già si ritrovano discariche irregolari. Gli incendi appiccati nei giorni scorsi nella zona tra Fragneto Monforte e Casalduni dove sono conservate migliaia di tonnellate di cosiddette “ecoballe” che in realtà è solo immondizia confezionata, è il segno di come la situazione stia peggiorando, nell’indifferenza generale di chi comodamente accucciato sul divano guarda alla Tv i roghi nel napoletano e pensa: “Qui non succedono queste cose”.


Continuando a credere che a Benevento la criminalità sia una specie di fenomeno furfantesco di lieve entità e non una realtà consolidata e presente anche nelle istituzioni, non ci accorgiamo del deserto di rovine intorno a noi.


PS: torneremo sull’argomento con prove circostanziate

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La Redazione 2 Ottobre 2013 0
Benevento

LA CITTA’ VISIBILE

installazione di arte contemporanea?

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La Redazione 1 Ottobre 2013 0
Cronache

Un anno vissuto pericolosamente nella città “tranquilla”

 

Il 13 Gennaio l’inchiesta “Mani sulla Città” coinvolse il sindaco Fausto Pepe, gli ex assessori Luigi Boccalone e Aldo Damiano e altre 50 persone (tra dirigenti, funzionari e tecnici del comune, nonché imprenditori), indagate con l’accusa di reati che andavano dal peculato alla corruzione, concussione elettorale, truffa, fatturazioni false e abuso di ufficio in merito alla concessione di alcuni appalti di opere pubbliche e alla gestione delle forniture di beni e servizi del Comune. Dai documenti emergeva uno spaventoso sistema di corruzione garante degli equilibri di potere a Benevento.

Il 23 Febbraio veniva incendiata la porta di casa del dirigente del settore urbanistica Salvatore Zotti. A marzo una nuova inchiesta giudiziaria colpiva il Comune di Benevento e l’azienda dei Trasporti AMTS in relazione alla costruzione del Parcheggio di Porta Rufina.

Nel mese di giugno, la Procura della Repubblica di Benevento chiedeva il rinvio a giudizio del sindaco e degli altri personaggi coinvolti nell’inchiesta “Mani sulla città”. Intanto, nello stesso mese, venivano rinviati a giudizio il sindaco e altre quattro persone, per la gestione illecita dei rifiuti in contrada Piano Borea.

 


A Luglio un’altra inchiesta giudiziaria. Andrea Lanzalone, già coinvolto nelle indagini di “Mani sulla città”, era oggetto di un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Gip del Tribunale in relazione ad alcuni concorsi, insieme ad altre otto persone tra le quali l’assessore Cosimo Lepore. Come se non bastasse, in Agosto centodieci persone venivano indagate a vario titolo per una serie di abusi e violazioni delle norme edilizie.

 


L’ultima granata giudiziaria è esplosa il 26 settembre, con l’ordinanza di custodia cautelare per l’imprenditore Alessandro Tedesco, amministratore unico della società Artistica srl, con l’accusa di turbativa d’asta in merito ad un appalto per l’illuminazione pubblica del valore di 2 milioni e 700 mila euro.

 

 

 

Non vi basta?

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La Redazione 30 Settembre 2013 0
Benevento

Il viaggio prosegue…

Due enormi contenitori di plastica nascosti nel rudere

Altri oggetti esposti ….
 
 

siamo alle spalle dell’Antistadio

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La Redazione 29 Settembre 2013 0
Benevento

materiali abbandonati

Incominciamo dalle rovine “visibili”, quei luoghi dove si può osservare il degrado “fisico”. Non si tratta di semplici spazi abbandonati dove si scaricano abusivamente materiali, sono tante piccole ferite sul volto della città. La responsabilità è di tutti, cittadini e amministratori che sono l’espressione della stessa “società incivile”.


una distesa di sampietrini nei pressi dello Stadio (disponibili per futuri scontri)

La struttura diroccata vicino al materiale abbandonato




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La Redazione 29 Settembre 2013 0
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