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Apprendiamo dal Sannio quotidiano del 5 aprile il nuovo piano triennale approvato ad inizio di questo mese dalla Giunta comunale. Un piano da 302 milioni di euro che dovrebbe, nelle intenzioni di questa Giunta, cambiare il volto di questa città (ancora?).
Si dovrebbero completare opere già iniziate, come l’orrenda e inutile struttura di Piazza Duomo, per circa 7 milioni di euro. Chissà se in questa cifra sono compresi i 500mila euro che l’assessore Lepore voleva dare alla Sicci Sud la scorsa settimana ma che non è riuscito ad “elargire” per le difficoltà a contattare l’azienda.
Primo punto oscuro della vicenda. Come mai la Sicci Sud, ditta napoletana operante in città proprio per la costruzione del Museo in piazza Duomo destinataria di una tranche per lavori di messa in sicurezza per quella cifra non si fa trovare? Mistero.

Tra i progetti da completare l’asse interquartiere Nord-Est e la razionalizzazione degli acquedotti urbani. Sul secondo punto si pone un’ulteriore domanda: per quest’opera si è pensato al tanto decantato depuratore? Restiamo fiduciosi in attesa di risposte.
Si parla anche di “Lungo Sabato Boulevard” che fino a qualche giorno fa era dimora abusiva di extracomunitari, del parco Verde, della pedonalizzazione del centro storico, del restauro delle mura longobarde e degli scavi archeologici a Largo Manfredi di Svevia. Tra i lavori che dovrebbero essere effettuati anche i loculi al cimitero e l’illuminazione per le contrade. A questo punto occorre soffermarci un po’ sul quadro delle opere in questione molte delle quali precedentemente finanziate con i fondi Fers del programma “Più Europa”. Come fanno a rientrare queste opere in un rifinanziamento essendo state già finanziate? E qui ci viene in aiuto la “finanza creativa” che si effettua a giorni alterni anche sul Comune di Benevento. Tanto creativa che gli appalti e i finanziamenti al riguardo si perdono in mille rivoli difficili da seguire.

Come i lavori che la ditta di Pietro Ciardiello, già coinvolto in nell’indagine giudiziaria denominata “Mani sulla città” che si è aggiudicata i lavori di completamento delle fognature cittadine per 8 milioni di euro. Le stranezze non finiscono qui. Molti sono i cantieri oggetto delle nostre attenzioni che dovrebbero essere oggetto anche delle attenzioni della magistratura.
La lista degli interventi è lunga: gli alloggi dell’housing sociale di Capodimonte per una cifra intorno ai 37 milioni di euro, il nuovo ponte sul fiume Calore per 13 milioni di euro, comprensivo anche del restauro di Torre Biffa (ma non c’erano già i soldi?), il Bue Apis e la chiesa di Santa Sofia e la ripavimentazione di piazza IV Novembre. Piazza quest’ultima che è stata oggetto di attenzioni anche da parte del Ministero per i lavori effettuati.
L’elenco termina con l’accenno che nel piano sono trascinati frammenti del Più Europa (altri) come la riqualificazione del Rione Ferrovia, Capodimonte e Pacevecchia (quest’ultima con 3 milioni e mezzo di euro).
Investimenti sulla sicurezza e videosorveglianza degli istituti scolastici e l’eliminazione delle barriere architettoniche negli uffici comunali. Dovremmo essere contenti di questa opera di “rigenerazione urbana” come ama definirla il Sindaco? No! In città c’è stata una spaventosa colata di cemento e molti cantieri non sono stati completati. Queste iniziative hanno solo una logica speculativa e servono ad arricchire il portafoglio di una piccola lobby di costruttori (per tacere delle tangenti che ruotano intorno agli appalti).
Si potrebbero impiegare le risorse in forme innovative di urbanistica. In un precedente intervento* abbiamo spiegato che le nostre città hanno bisogno di tre elementi: polifunzionalità, compattezza e leggibilità. Non di avidi avvoltoi.

Geronimo

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