Vogliamo la soprintendenza.


Terra di fascino e cultura, Benevento non è da meno a nessuna città italiana. Già votata al culto di Iside, nei secoli è divenuta una città sannitica, romana, longobarda e infine pontificia. Vanta un cospicuo patrimonio storico-artistico-architettonico e un interessante patrimonio archeologico.
Il sito di Santa Sofia, con la sua chiesa edificata nel 760 dal duca longobardo Arechi II è entrata a far parte del patrimonio mondiale UNESCO nel 2011. Da troppi anni questa considerevole ricchezza, concentrata e stratificata in un centro privilegiato dalla storia è però gestita da persone esterne al territorio, che hanno poco a cuore le sorti del nostro territorio e la valorizzazione di tale patrimonio. E’ giunto il momento per Benevento di avere una propria soprintendenza.

Allo stato, le quattro province campane di Benevento, Caserta, Avellino e Salerno, sono assoggettate ad una unica direzione, quella di Salerno, per quanto concerne i beni archeologici. Benevento è poi accorpata a Caserta per i beni culturali. A gennaio di quest’anno si è avviato un ammodernamento dell’intero sistema in tutta la Campania. Sull’onda di questo riassetto chiediamo che Benevento possa essere gestita in modo autonomo per entrambe le soprintendenze.

La città deve essere messa in condizioni di poter riattivare il circuito economico con una politica moderna per migliorare la gestione di tutto il comparto culturale per attrarre i turisti.
La sede attuale delle due soprintendenze è ubicata presso l’ex convento di San Felice che, secondo lo storiografo beneventano Alfonso De Blasio (1597-1656), sarebbe stato realizzato sul sito di un antico tempio pagano dedicato a Cerere. Rimodernato da poco, ospita tutti gli uffici e il personale addetto alle soprintendenze. Personale fortemente motivato e altamente qualificato, che conosce approfonditamente l’intero patrimonio culturale e archeologico di tutto il Sannio e le relative problematiche, condividendo il diretto contatto quotidiano con tali bellezze.

Lo scorso 2 marzo, nel corso dell’incontro organizzato dal Movimento Cinque Stelle, ci è stata data la possibilità di presentare un’istanza ai parlamentari del movimento, proprio sulla questione della soprintendenza. Dobbiamo riportare i cittadini ad essere “padroni” del patrimonio archeologico e culturale che i nostri avi ci hanno lasciato in eredità. Dobbiamo ricominciare a gestire “in proprio” anche i fondi che la Regione, lo Stato, la Comunità Europea e l’Unesco ci mettono costantemente a disposizione per tutelare tale patrimonio. La situazione attuale vede un lento decadimento e noi dobbiamo fare qualcosa per arrestare questo declino.

Lady Oscar