Si può amare Benevento in tanti modi

Si può amare la città in cui si nasce e si vive in mille modi, certo anche tifando per la squadra della città badando bene che questo amore non finisca alla fine della partita, ma continui incessante anche dopo il triplice fischio.

Ci sono tanti altri modi, tutti giusti per carità, e poi c’è quello mio.

Non è un vanto, ci mancherebbe, ma essendo per carattere esageratamente pragmatico –non mi interessa parlare tanto, non mi interessa teorizzare,  non mi interessa progettare- a me interessa “realizzare”.

Realizzare cosa? Sogni di quand’ero bambino? Fatto! Sogni da adulto? Fatto!

Certo il mio carattere duro, spigoloso, chiuso, esuberante, irascibile e anche rissoso mi permette di non aver paura di affrontare  ostacoli sulla mia strada di qualsiasi grandezza.

Un giorno un mio amico mi ha detto: “ho visto tanti modi di approcciarsi, ma per realizzare qualcosa in questa città ci vuole il tuo metodo: il metodo Presta”!

Un grande riconoscimento per me Stefano e lo scrivo qui in questo articolo perché quel giorno le parole non le ho trovate.

Io la amo questa città –ma l’ho più volte anche tanto odiata- e sono 8 anni ormai che dedico le energie ogni santo giorno a migliorarla sotto tutti i punti di vista, o almeno in quelli a me più congeniali.

E amici mi seguono da anni nelle mie folli imprese, in molte delle battaglie e, talvolta, anche nelle scaramucce.

Ma il fine è sempre lo stesso: che Benevento stia morendo è un dato di fatto, che lo faccia in silenzio…beh questa è un’altra storia!

Cosa abbiamo fatto in questi 8 anni? Parlo al plurale? E certo siamo in tanti.

Beh se mi volto indietro, e non lo faccio quasi mai, rimango comunque incredulo che un pugno di uomini e donne abbiano fatto tanto, molto, troppo per questa città e non parlo solo dei Santi Quaranta, dell’Anfiteatro o del Campanile, ma i progetti con le scuole, il giornale online, la biblioteca, la sede, le denunce, i sequestri.

Adesso vanno di moda le associazioni e i laboratori di idee? Beh noi l’associazione l’abbiamo fatta 3 anni fa e il laboratorio di idee è sempre esistito…come, direte voi, è sempre esistito?

E certo, andando in giro io ascolto la gente quando mi dice qualcosa, perché l’amministrazione non fa quello, la soprintendenza non fa quell’altro e cosi via…e mi sono sempre chiesto: perché non lo facciamo noi visto che gli altri, istituzionalmente incaricati, se ne fottono?

E che cos’è questo se non un laboratorio di idee che VOI mi avete dato?

Ciro e Stefano ad esempio con i Santi Quaranta, o tu Gerardo per il campanile, oppure tu signore sconosciuto che mi hai indicato per la prima volta la zona dell’ex metalplex abbandonata… e voi stazionari (del rione Ferrovia) per le case dell’ex palazzo Strega o per il terreno in via Mariano Russo.

Ecco, Sannio Report è diventato dalla sua nascita un laboratorio di idee e di progetti per questa città proprio perché ascolta la gente, e se stavolta abbiamo pubblicizzato questa nuova idea è semplicemente perché sentiamo la necessità di coinvolgervi sempre di più, di cercare di coinvolgere sempre più persone affinchè capiscano che noi facendo questo non abbiamo mai guadagnato nulla ma ci abbiamo rimesso tempo, soldi e salute.

Non ci interessano i ringraziamenti politici, non mi interessa chi dice che faccio questo solo per avere visibilità- come ripeto sempre di visibilità ne ho fin troppa- a me, a noi interessa il “fare”.

Il parlare, ordire trame, ostacolarci, deriderci, sbeffeggiarci, sminuire il nostro modo di fare, lo lasciamo agli altri, a chi teme il confronto (non potrebbero mai vincere con la mia conoscenza di questa città), agli accattoni, che si vendono per un piatto di lenticchie al politico di turno ed alzano la voce ad ogni tornata elettorale per ottenere buoni premi e prebende vantando chissà quale capacità insita. Agli stessi politici, perche noi non essendo “allineati”, che cercano di ostacolare quanto di buono si fa per questa città. Ai vanagloriosi, ed auto incensatori che dispensano consigli agli altri senza seguirli loro stessi.

Una cosa abbiamo spezzato con il nostro modo di fare: l’immobilismo. Se non faccio io una cosa non la devi fare neanche tu. E se la fai ti dobbiamo rompere le palle.

E adesso chiediamo a te di non rimanere immobile e di illustrarci le tue idee per la città affinché queste concretamente si realizzino.

Ne approfitto per ringraziare pubblicamente chi ha voluto donarci questo logo cosi bello per il nostro laboratorio: GRAZIE.

Felice Presta