Scontro tra il sindaco di Castelvenere e il Prefetto Galeone. Interviene anche la cooperativa Maleventum

Dal giornale “Il Mattino” di oggi 06/05/2015 apprendiamo di un botta e risposta tra il Sindaco di Castelvenere Alessandro Di Santo e la Dott.sa Galeone Prefetto di Benevento.

La questione riguarda  l’arrivo di un numero consistente di immigrati e il Sindaco chiede copia dell’ordinanza che ha portato a Castelvenere tutti i profughi destinati alla Provincia sannita e copia del quadro sanitario che il gruppo di immigrati interpreta.

Risposta del Prefetto: “ma lei si rende conto che la massima autorità sanitaria sul territorio, cioè il sindaco, e’ esautorato dalle sue competenze?”

Risposta: “visto che sono esautorato dalle mie competenze giovedì  sarò da voi a consegnare la fascia tricolore”.

Nella telefonata il  Sindaco prosegue: “ho dei forti dubbi sulla gestione della coop. Maleventum che gestisce la casa accoglienza profughi”.  Quest’ultima perplessità non si e’ fermata alla singola segnalazione telefonica al Prefetto Galeone, ma ha prodotto una lettera inviata a più enti con oggetto: Emergenza profughi; richiesta di chiusura immediata del centro di accoglienza e di verifica dei requisiti soggettivi della società di gestione. (nostro articolo precedente con lettera integrale riportata)

Le domande lecite del Sindaco Di Santo ci portano a tre considerazioni:

1) se a lui non e’ arrivata alcuna comunicazione ufficiale come viene gestita dal Prefetto Galeone l’intera problematica immigrazione?;

2) come può un Sindaco, massima autorità sul territorio in ambito sanitario, proteggere e tutelare i proprio concittadini se egli stesso e’ esautorato, cioè privato dell’autorita’ ? in questo caso a chi spetta la supervisione della garanzia della salute dei cittadini italiani?;

3) come vengono gestite le coop. che sembrano addirittura bypassare prefetti e sindaci venendo a conoscenza del numero di immigrati da spostare e dei luoghi dove ubicarli senza avere alcun permesso dalle autorità competenti territoriali? (questo lo dimostra la denuncia del sindaco stesso che non ha mai dato i permessi per il centro di accoglienza che opera al momento a Castelvenere).

Nel frattempo, proprio sull’articolo de Il Mattino è intervenuto, chiedendo una rettifica all’articolo, proprio il consorzio tirato in ballo: Maleventum. Ecco il testo integrale.

Il Consorzio Maleventum è l’ ente gestore del Centro di Accoglienza Richiedenti Asilo Damasco Sei con sede in Castelvenere alla via Fontana, oggetto dell’ articolo.

E’ una società regolarmente costituita, per atto notarile, iscritta ala CCIAA di Benevento, con esperienza quinquennale nel settore , avendo gestito, sin dal 2010, l’ accoglienza di profughi, di cui all’ Emergenza Nordafrica, per conto delle Prefetture di Benevento, Avellino e del Commissariato di Governo presso la Regione Campania.

Ha gestito, inoltre, strutture ospitanti minori non accompagnati per conto del Comune di Napoli, sempre nell’ Emergenza Nordafrica.

Attualmente gestisce 8 Centri di Accoglienza in Provincia di Benevento per conto della Prefettura di Benevento, a seguito di aggiudicazione del servizio, dopo regolari gare di appalto, con il metodo del prezzo più basso offerto: prima gara di appalto per 100 migranti nel 2014, euro 28,00 ; seconda gara di appalto nel 2015 per ulteriori 100 migranti euro 32,40 ; terza gara di appalto espletata in data 25 marzo 2015 con un prezzo offerto di € 31,60 su quello posto a base di gara di € 35,00.

Ed è proprio nella gara di appalto del 25 marzo che la Nostra azienda ha offerto l’ accoglienza, dei 100 migranti, nel Centro di Castelvenere , struttura composta da 24 mini appartamenti, da Noi condotta, a seguito di regolare contratto di fitto , registrato in data 25 marzo presso l’ Agenzia dell’ Entrate di Benevento.

Struttura adeguata agli standard imposti dal Ministero degli Interni e con regolare certificato di agibilità rilasciato dal Comune di Castelvenere a firma dell’ Arch. Vincenzo Alberto Plenzick. Bando di gara pubblicato all’ albo pretorio di tutti i Comuni della Provincia di Benevento , ivi compreso Castelvenere.

Dal 27 al 30 aprile , con disposizioni prefettizie , sono stati collocati, in detta struttura, 28 migranti provenienti dall’ Eritrea e dalla Siria, regolarmente foto segnalati ed identificati presso la Questura di Benevento.

Migranti allontanatisi, volontariamente, dalla struttura , come tutti i connazionali che raggiungono il territorio italiano, per approdare in Germania.

Si fa presente che, nessuna autorizzazione, deve essere chiesta al Sindaco del Comune ove insiste la struttura, in questo caso , in data 27 aprile, l’ Ente, appena informato del collocamento dei migranti , inviava sul posto personale della Polizia Locale che controllavano le auto in sosta nel parcheggio della struttura.

Insieme alla Polizia Locale anche i Carabinieri di Telese, territorialmente competenti, con a capo il Comandante di Stazione, che si rendevano conto della struttura lasciando numeri di telefono in caso di bisogno, con garbo , gentilezza e disponibilità.

In data 28 aprile personale della Polizia di Stato, appartenente al Commissariato di Telese Terme, procedeva ad un controllo di routine dei migranti presenti. Il Sindaco fu avvisato del Nostro progetto nel luglio 2014, data del possesso della struttura in questione, con incontro avuto presso il Suo studio medico di Castelvenere , senza la presenza di proprietari di immobili o di “sedicenti funzionari regionali “, così come riportato nell’ articolo, se a Noi era rivolta l’ affermazione di pseudo cooperativa accompagnati da loschi personaggi tanto che non autorizzo nessun centro.

La struttura, come pocanzi detto, è di proprietà privata ed in Nostro possesso , ripetiamo sin dal luglio 2014, quindi non si capisce come mai, e con quale autorità, siano state consultate cooperative del posto, da pare del Sindaco e con quali argomentazioni, sempre se a Noi riferite le affermazioni riportate in Consiglio Comunale.

Le dichiarazioni dell’ articolista , evidentemente non verificate, così come le esternazioni dei politici locali , intervenuti sul punto, non solo non corrispondono a verità ma, il tenore della terminologia utilizzata, ingenera, nel lettore, dubbi sulla condotta morale dei rappresentanti e degli operatori del Consorzio Maleventum e, più specificatamente, il ragionevole convincimento che il servizio (si ribadisce affidato a seguito di regolare appalto presso il Palazzo del Governo di Benevento) sia invece frutto di attività illecita realizzata con il sistema mafioso del racket.

I migranti vengono assegnati dal Ministero degli Interni alle varie Provincie italiane che poi smistano nei vari centri vincitori di gare di appalto. Impensabile ed immaginabile che l’ Eccellentissimo Prefetto di Benevento avalli operazioni provenienti da racket di qualsiasi natura. Al riguardo abbiamo dato mandato ai Nostri legali di tutelare l’ onore ed il prestigio del Consorzio Maleventum e dei Suoi amministratori in sede giudiziaria. Precisiamo che nessun rapporto si ha con le vicende, riportate nell’ articolo, riferite ai Comuni di Buonalbergo e Arpaia. I Comuni, attualmente interessati dalla presenza di Nostre strutture, sono: Montesarchio, S. Agata dei Goti, Dugenta, Paolisi e Castelvenere e che nessun problema di ordine pubblico si è verificato in riferimento alla presenza di detti migranti. Tanto dovevasi per rispetto.

Con osservanza.