La strana storia dell’appalto Anas assegnato alla Car segnaletica

Il settimanale L’Espresso con un articolo a firma di Gianfrancesco Turano si occupa della strana vicenda del mega appalto dell’Anas da 60 milioni di euro, assegnato alla Car segnaletica del costruttore beneventano Enzo Rillo. La società sannita si è aggiudicata la gara per la fornitura di barriere per la sicurezza stradale, con un’offerta al ribasso di un solo centesimo di euro sul prezzo al chilogrammo proposto nel bando e senza rivali. L’aggiudicazione della gara è provvisoria perché gli altri concorrenti (Buildtech, Tubosider, Imeva, Marcegaglia e Heintzmann), hanno deciso di non partecipare e hanno presentato ricorso al Tar del Lazio che si pronuncerà il 22 aprile. I sospetti che il bando sia stato confezionato su misura sono enormi.
Tuttavia l’oggetto principale della contestazione riguarda la decisione dell’Anas di fissare dei modelli di barriera unici con caratteristiche predeterminate. Un’azienda a capitale pubblico può operare una restrizione di questo tipo? Di fatto si è esclusa la possibilità a imprese che producono modelli equivalenti di partecipare all’assegnazione dell’appalto.
L’avvocatura dello Stato per conto dell’Anas ha respinto ogni addebito soprattutto per quanto riguarda la restrizione del mercato e ha messo in evidenza come i maggiori produttori siano stati condannati nel 2012 dall’Antitrust per “intese e abuso di posizione dominante nel mercato delle barriere stradali”.
Giusta osservazione ma contraddittoria rispetto al comportamento dell’Anas che sta rimpiazzando un cartello di imprese con un monopolio.

FELICE PRESTA