La mancanza di rispetto del sindaco Mastella

Il nostro Sindaco (ex o non ex?) non si smentisce mai e cosa fa? Indice una conferenza stampa a reti unificate per dire se ritira o meno le sue dimissioni. E nessuno dice nulla, tutti tacciono quando, per rispetto della carica che ricopre tutto ciò dovrebbe farlo nell’unico luogo deputato: Il Comune di Benevento.

E tutti quelli che lo seguono dimostrano e dimostreranno la stessa mancanza di rispetto del Sindaco. Inventeranno le scuse più disparate, ma la sostanza non cambierà: Mastella sta dimostrando di non aver rispetto di niente e di nessuno.

Non ha rispetto dei SUOI Consiglieri (che lui chiama “lillipuziani” e “arraffa arraffa”), ma nonostante ciò molti di questi lo seguiranno nelle sue scelte; non ha rispetto dei cittadini, perché un Sindaco dimissionario DEVE spiegare a chi lo ha votato il perché delle sue eventuali dimissioni ,inoltre dimostra di non aver rispetto dei luoghi istituzionali, delle istituzioni, della sua carica, delle cariche degli altri.

Una mancanza di rispetto generale, una supponenza ed un atteggiamento “alla marchese del Grillo (Io sono io e voi non siete un ca….o)” che non può essere sopportato oltremodo.

E chi lo fa, tra gli Amministratori Comunali,  deve essere additato dai cittadini come colui che è complice di questa mancanza di rispetto.

Benevento non è la sua città, ma è la nostra, non è il suo feudo, anche se molto spesso lo pensa, e noi non siamo suoi vassalli.

D’altra parte, e ne sono sicuro, molto spesso pensa anche questo, visto come ha descritto coloro che gli stanno intorno al Comune…e per  come ha definito la sua politica clientelare (??), la cosa migliore che abbia mai fatto nella ormai famosa intervista al Fatto Quotidiano.

Un modo di far politica che al sottoscritto non è mai piaciuto e mai piacerà: la politica clientelare è quella che ha ridotto questa città e questa Provincia cosi.

Quindi, indipendentemente da quello che dirà alle 13 di domani il Sindaco ha già perso tutto ciò che aveva da perdere, compresa la dignità politica che, forse, era l’unica cosa che gli era rimasta (e tralascio qui volutamente le dichiarazioni della moglie su lui, su Salvini, sulle opere pubbliche ecc. ecc.).

Felice Presta