Il lockdown light: problemi economici, sociali e politici

Ormai possiamo fare il punto della situazione economica-sociale e politica, anche in virtù del nuovo DPCM che partirà da venerdì prossimo.

Si, sto parlando dell’emergenza Covid e di ciò che ne sta derivando a 360° nella nostra penisola, quindi non solo guardando Benevento, la Campania.

Molte volte ho sottolineato le problematiche economiche-sociali derivanti dalle chiusure per la Campania, adesso è diventato un discorso generale che deriva dalle scellerate scelte di un Governo incapace e inetto che non riesce a programmare nulla.

Ma vado con ordine:

  • Problema politico. Il Governo, uno che non ha mai avuto tanti poteri in tutta la storia della Repubblica (tanto è vero che con i DPCM ha praticamente violato molti degli articoli della Costituzione senza battere ciglio). Ha affrontato il problema pandemia nella prima parte, essendo impreparato in parte e anche scusato, chiudendo tutto e cercando di salvare il salvabile. Poi ha riaperto, ha distribuito soldi a capa di…. per tamponare i problemi del commercio. Ha messo bonus monopattini, bonus computer (previo allaccio a una linea velocissima e costosissima), bonus vacanze (?????) bonus ristrutturazione, bonus vari….un sacco di bonus, compresa la cassa integrazione. Sulla cig apro una parentesi: Conte dichiarò che la cassa integrazione garantiva l’80% dello stipendio, benissimo ma si era scordato di dire che l’80% era lordo e non Il dato reale, il 55%. Quindi una persona che prendeva 1000 euro ne avrebbe presi 550. Chiusa parentesi vado oltre: il Governo ha dato bonus ma senza programmare la seconda ondata, senza cercare di aumentare i posti di terapia intensiva, senza programmare un aumento di medici e infermieri, senza bloccare le tasse, navigando a vista senza una vera e propria programmazione. E così si sono viste disparità di trattamento (ad esempio tra lavoro pubblico e privato), tra commercianti (di serie A e di serie B) e così via. Per forza di cose devo essere sintetico…ma presumo che la descrizione derivante da questo problema, politico, sia se non esaustivo quantomeno indicativo.
  • Problema economico: dalla disparità di trattamento, negli esempi riportati prima, ha provocato tanti malumori specie tra i commercianti che si sono visti dare dei “contentini” che ha stento hanno coperto gli affitti e le bollette durante la chiusura forzata. Qui ricordo: 600+600+2000, nel migliore dei casi. Poi hanno fatto riaprire, sanificare, spendere soldi per l’istallazione di supporti anti contagio, laser per misurare la temperatura, divisori tra tavoli, igienizzanti ecc. Con una categoria tartassata da continui controlli per vedere se rispettassero TUTTE le norme, e trattati alla stregua di detenuti ai domiciliari. Ma molti hanno sopportato, sperando di recuperare, lavorando al 50% a volte anche al 40% ma sempre cercando di andare avanti. E molti ad accusare la “movida”, gli assembramenti nei locali, di ragazzi che il sabato sera avevano ed hanno una sola cosa in testa VIVERE… E anche nei fine settimana controlli, lavorare con la paura di sbagliare, dire no all’amico che non aveva prenotato, nella speranza di tempi migliori. Poi arriva la seconda ondata: si chiude alle 22, alle 18, si chiude e basta. Ma non vi preoccupate, dice il Governo, il 15 di novembre avrete i soldi sui vostri conti (non si sa quanti), forse però a dicembre…forse quando avrete già chiuso. E si perché molti chiuderanno il 31 dicembre, chi non ha già chiuso a novembre o ad ottobre. Chiuderà il 31 per finire l’anno fiscale, chiuderà il 31 sperando nel Natale, chiuderà il 31 sperando in un miracolo che difficilmente avverrà.
  • Problema sociale: dall’impoverimento generale  ne deriverà quello sociale. Chi perde il lavoro, chi chiude l’attività, chi non riesce più a far fronte ai debiti, chi si indebita oltre misura, chi anche solo ha una significativa sofferenza per la propria attività, con chi se la prenderà sfogando la propria rabbia? Parliamoci chiaro: gli italiani sono stati esemplari durante il primo lockdown, ma gli stessi hanno mal digerito questo secondo lockdown mascherato, o quello light, da venerdi, che il Governo attuerà. Ma intanto gli stessi hanno visto i bonus vacanze, le elezioni, il libera tutti, fatto da maggio a settembre, che faceva ben sperare per una ripresa economica. E qui si inserisce il primo problema: il Governo non è riuscito a programmare nulla…se non acquistare milioni di tamponi, e lascio fuori l’argomento degli ambulatori privati che si stanno facendo i milioni su questo. Poi appare il presidente del Consiglio Conte in Tv che non parla più con le lacrime agli occhi, che non chiede più sacrifici agli italiani ma decide, dopo aver ascoltato i presidenti di Regione, tra cui De Luca (che pur avendo una curva di contagi, più bassa rispetto ad altre Regioni, urla ZONA ROSSA, ma intanto siamo, e aggiungerei  grazie a noi, zona gialla.). Ma torno al problema: su chi e a chi si indirizzerà la rabbia di chi sta avendo, ha avuto e avrà problemi per questo secondo lockdown? Sul Governo? Sui presidenti delle Regioni? Non penso. Penso piuttosto che sarà un tutti contro tutti (l’ho scritto a marzo). Il Governo, che pensa sempre agli aiuti europei…aiuti che per il momento non arrivano e non arriveranno. Ricordo che Francia e Germania hanno una situazione pandemica peggiore della nostra. Siamo sicuri che poi questi non avranno bisogno anche loro e più di noi di soldi per far ripartire le loro economie?

Mala tempora currunt, ma essendo campano è meglio scrivere come avrebbe fatto Eduardo de Filippo: “adda passà a’ nuttat”.

Felice Presta