Il fantasma del campanile (di Santa Sofia)

7 Set

Storie di fantasmi…quante ne ho sentite in tutta la mia vita, senza mai credere ai racconti fatti anche da persone la cui credibilità difficilmente poteva essere messa in dubbio.

Scettico? Di più!

Ma la storia che sto per raccontarvi, che tra l’altro non è finita perché attualmente in corso, mi ha fatto cambiare idea.

Ma procediamo per gradi, iniziando dal mese di maggio di quest’anno.

L’abbandono del campanile di Santa Sofia, sporco al suo interno, abbandonato e malridotto era una spina nel fianco per tutti coloro che amano Benevento.

Anni e anni di incuria lo avevano reso una bomba ecologica, situata al centro della città nella ormai famosa zona “buffer Unesco”.

Diatribe sulle competenze e proprietà avevano di fatto provocato un immobilismo tale da renderlo ormai solo una struttura posta li senza nessuno scopo, che dava più fastidio che altro.

Ma l’importanza del documento, datato all’anno mille, lo rende uno dei più antichi campanili d’Italia. E non fa niente se poi, per il terremoto di fine ‘600 sia crollato e poi ricostruito lontano dalla chiesa, resta comunque un monumento importante e storico, nel panorama cittadino.

Molti però non condividevano e non condividono tale importanza e se ne sono sempre altamente fregati  per tanti anni…finchè il pazzo che sta scrivendo, come mi autodefinisco io,  in un giorno di primavera, non ebbe l’idea di assumersi tutto l’onere della ripulitura del campanile, non solo a sua cura e spese, ma soprattutto sotto la propria responsabilità, anche ma soprattutto sanitaria.

Cioè in pratica se mi fosse successo qualcosa, qualsiasi cosa, era “colpa” mia.

Con questi presupposti ed in questi termini difficilmente qualcuno avrebbe potuto rifiutare questa offerta e, omettendo la diatriba tra Prefettura e Comune risolta brillantemente sempre dal sottoscritto, con il ritrovamento di un documento del 1919 che attestava la proprietà del campanile al Comune, infatti il via libera mi fu dato abbastanza velocemente.

Gli aiuti iniziali sono stati variegati e urge qui ringraziarli: Jean Pierre El Kozeh, l’Assessore Picucci e il Dirigente Catalano, Vincenzo Izzo, la famiglia Boscia, Fulvio De Toma e Luca Ricciardi con la concessionaria Sara.

I soldi raccolti sono stati tutti spesi, anche di più, per l’acquisto dei materiali per la ripulitura.

Questo il breve antefatto.

Sono entrato da solo nel campanile richiudendo, il primo giorno, la porta dietro di me, mentre Vinz e Anna Rita, fuori la porta si dedicavano alla “logistica”.

Dal basso verso l’alto, cosi ho iniziato e cosi ho continuato fino alla fine, fino ad arrivare nella zona più alta, quella sopra le campane dove sono posizionati i famosi “oblò” che ornano i 4 lati del monumento.

Durante la ripulitura, complice il gran caldo, nulla di strano è successo.

Ma, d’altra parte, anche se mi fosse apparso papa Orsini in persona non ci avrei fatto caso. Avevo le allucinazioni da caldo e con la polvere che mi entrava negli occhi, difficilmente avrei reagito.

Ma completata la ripulitura, nei giorni seguenti, qualche cosa iniziò a cambiare…

Ogni volta che andavo, per qualsiasi motivo, dentro il Campanile sentivo qualche cosa di strano.

Nulla di male, ma sensazioni diverse che non capivo a cosa fossero dovute.

Una sera di giugno, era tarda sera, mi trovai a piazza Santa Sofia alla fine delle mie lunghe passeggiate per la città e mi venne in mente che dovevo prendere una cosa all’interno del campanile.

Come al solito aprii la porta ed entrai, ma entrando tra la luce fioca che illuminava l’interno vidi una striscia bianca di fronte a me, sugli scalini, quasi alla mia altezza.

Ho pensato che fosse la luce che rifletteva sulla polvere sollevata al mio ingresso  e non ci feci caso più di tanto.

Presi la torcia, l’accesi e tutto era normale e tranquillo.

Anche nei giorni seguenti fu tutto tranquillo, e non si ripetè più nulla di anomalo o di anormale.

Finchè…

A luglio, sempre di quest’anno, ricapitò più o meno alla  stessa ora dell’altra volta, in tarda serata, di dover andare un’altra volta all’interno del campanile.

Confesso che l’episodio precedente me lo ero completamente dimenticato, quindi entrai, come sempre, alla mia maniera.

Ed anche stavolta sulle scale, appena aperta la porta, mi apparve la stessa striscia bianca.

Solo che , interdetto da quella “apparizione”, mi bloccai e rimasi fermo spostandomi solo di qualche centimetro a destra e a sinistra per vedere se era un effetto ottico della luce che proveniva dalla piazza.

Beh, era tutto tranne che un effetto ottico dovuto alla polvere, era qualcosa che stava li, in piedi sulle scale, fermo, che sicuramente non faceva parte, non in senso fisico, del monumento.

Sono stato per diversi minuti  ad osservare questa striscia bianca larga una decina di centimetri e alta un metro circa. Ho calcolato bene le misure perché stavo a due metri dalla porta.

Ero interdetto, non capivo, non sapevo cosa fare.

Ad un certo punto, ma non so bene dopo quanto tempo, la figura sparì.

Prima di essere preso in giro i miei amici, conoscendomi , sanno che non sono né astemio né inappetente,  non avevo toccato neanche un goccio di birra prima di entrare, entrambi le volte.

Ma sicuramente, dopo aver richiuso la porta, due birre al Craven me le sono andate a fare di corsa.

Per diversi giorni non sono più entrato, né sono riuscito a confessare a nessuno ciò che avevo visto.

Eppure sono entrate altre persone li dentro, oltre a Vinz e Anna Rita e nessuno ha mai visto nulla.

Vinz addirittura, come me, è stato molto tempo da solo a effettuare gli ultimi lavori senza mai dirmi nulla a questo proposito.

Poi c’è stata, ad agosto, la settimana che sono stato via. Al mio ritorno, confesso, avevo paura ad entrarci, ma per carattere cerco sempre di superare le mie paure in tutte le cose che faccio.

Considero le paure una cosa irrazionale che devono essere sconfitte affrontandole e cosi come ho sempre fatto nella mia vita…l’ho affrontata e sconfitta.

Ci sono rientrato nel campanile, più volte, e sempre in tarda serata per vedere se quella presenza fosse li ad aspettarmi.

Si, stava li, ad aspettare me…sempre.

Due volte ci sono passato anche attraverso per vedere l’effetto che faceva…volete sapere ciò che ho provato?

Un senso di rilassatezza e beatitudine che, per carattere, difficilmente ho mai provato.

Queste ultime prove mi hanno confortato e dimostrato che questa figura non è negativa, e non ce l’ha con me, ma anzi, come ho constatato durante Città Spettacolo, mi segue per le scale strette e antiche che portano alle campane.

Mi segue, è il caso di dirlo, come un’ombra, per poi sparire.

E’ inutile che mi chiediate se è una figura maschile o femminile, non ha sembianze umane, è inutile che mi chiediate di vederla perché appare quando cacchio gli pare e non a comando.

Essendo un tipo razionale mi sono posto molte domande a tal proposito, senza avere molte risposte.

Però, una spiegazione del perché poi si sia manifestato questo ectoplasma solo dopo la ripulitura, ce l’ho: presumo che essere richiuso in quelle quattro mura con tutto quello schifo intorno, che da anni opprimeva il campanile nel suo interno, non lo facesse stare tanto bene, e che questo aspettarmi sulla porta e seguirmi sulle campane sia il suo modo per ringraziarmi di ciò che avevamo fatto.

Adesso quando entro e lo trovo li, saluto ed entro come se fosse una figura reale, un essere umano con cui parlare. A volte quando sto sopra lo chiamo addirittura dicendogli: “Vieni a vedere, vieni a vedere quanto è bella la nostra città dall’alto”.

Beh per questa operazione pochi ringraziamenti dalla gente e dalla politica, però adesso ho un amico “fantasma” che so che mi sorveglia e mi fa compagnia ogni volta che mi trovo li dentro.

Felice Presta

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