Feleppa: insolito trasformismo

Credevo, in tanti anni, di averne viste tutte e di tutto in questa città a livello politico…

Mancava invece un ultimo (forse) tassello: quello di un Consigliere, eletto grazie ad una coalizione che “portava” un candidato Sindaco, che ,nel corso del mandato, entra a far parte dell’altro schieramento…quello vincente.

Il riferimento al Consigliere Angelo Feleppa non è puramente casuale e rappresenta uno dei punti  più bassi della politica cittadina.

Il suo “salto della quaglia” non può essere indolore, dato che lui era uno degli uomini di fiducia di Raffaele Del Vecchio nella sua corsa (poi persa) alla carica di Sindaco.

E lo stesso Del Vecchio, in uno scatto d’orgoglio, uno dei pochi in verità, in quanto sparito da tempo come leader dell’opposizione a Palazzo Mosti, ha duramente criticato il comportamento dello stesso Feleppa.

Invitandolo, giustamente, alle dimissioni.

Sarebbe bello, qui, riepilogare tutti gli attacchi che il Consigliere ha fatto allo stesso sindaco prima, durante e dopo la campagna elettorale (è stato uno dei più prolifici e polemici Consiglieri dell’opposizione al Sindaco), ma non basterebbero 10 pagine a riassumerli tutti.

Attacchi fatti insieme ad altri consiglieri d’opposizione, come Italo di Dio ad esempio, ma ha sempre condannato l’operato di quello che adesso è politicamente “il suo sindaco”.

Vero è che la Costituzione riconosce che la politica si esercita senza vincoli di mandato…ma i voti arrivano dall’elettorato ed è ad esso che lo stesso Consigliere dovrà dare spiegazioni.

Certo nel PD le cose non vanno nel migliore dei modi e già l’uscita di Scarinzi dal gruppo, per entrare in quello misto, ancora non era stato digerito.

Probabilmente, se Feleppa avesse optato per la stessa scelta, tutte le polemiche del caso non sarebbero sorte…ma la scelta personale di aderire a NOI SANNITI è una cosa che deontologicamente non sta né in cielo né in terra.

Una scelta fatta in cambio di due deleghe? Conoscendo le persone coinvolte non credo proprio.

Il progetto deve necessariamente essere visto nell’ottica delle politiche, anche se non so fino a che punto Mastella potrà avere riscontro da questa “new entry”.

Ha ragione Raffaele del Vecchio, quando afferma che con i suoi poco meno di 300 voti Feleppa non sarebbe mai stato eletto, se la lista non ne avesse preso 3000 e di conseguenza due seggi.

Se si dovessero conteggiare i voti Feleppa sarebbe lontanissimo da molti altri che adesso sono fuori dal consesso comunale come Giorgione e Ingaldi. Quest’ultima, tanto per fare un esempio, ne ha presi quasi il doppio.

Il bello è che questa operazione da “palcoscenico” è continuata con l’arrivo di Feleppa alla corte Mastelliana, ricevuto con tutti gli onori e con la conferma delle due deleghe assegnate.

Deleghe che, non servono a nulla, se non a far rumoreggiare i consiglieri fedeli a Mastella che probabilmente avranno mal digerito questa “sceneggiata”.

Ma tant’è…di bocconi amari gli attuali assessori e consiglieri comunali di maggioranza ne hanno dovuti ingoiare parecchi in questo anno di consiliatura e le prospettive per il futuro sono tutt’altro che rosee.

Vassalli, valvassori e valvassini…A ciò è ridotto il consesso di Palazzo Mosti.

Con buona pace della politica (polis), degli elettori, dei cittadini abituati ormai a tutto.

Una domanda di carattere politico: l’11 settembre in caso di sentenza sfavorevole il Sindaco sarà sospeso per 18 mesi dalla carica. Il suo posto lo prenderà la Del Prete? E come si sentiranno i fedelissimi del sindaco: Ambrosone, Picucci ecc.ecc.?

Ai posteri l’ardua sentenza….

Felice Presta