Come sono classificati i rifiuti

L’Italia si è trovata a dover affrontare una miriade di problemi, alcuni più gravi, altri meno. Tra i più gravi non va dimenticato quello dei rifiuti, perché, da esso si diramano altri di ancor più difficile risoluzione. 
Dall’aumento della spesa per lo smaltimento, alle varie tipologie di malattie ad esso correlato, non tutelando la salute dell’individuo e con relativo aumento della spesa sanitaria pubblica, si è arrivati ad un punto di non ritorno, dove il cittadino diventa sempre più interprete e spettatore.
Passando da un’emergenza all’altra, come spettatore, ha visto alternarsi commissari e tecnici, che hanno cercato una soluzione, al momento sembra, non trovandola. Come interprete è stato un attore sin troppo principiante. 
A causa della disinformazione hanno visto i rifiuti come qualcosa di distante, senza capire che sono anch’essi parte integrante dell’intero ciclo e quindi dell’emergenza.
Il problema rifiuti non si risolverà nel prossimo futuro e la questione va affrontata con serietà, cercando soluzioni a breve, medio e lungo termine. Nonostante i fiumi di inchiostro, le pagine, i libri, sulla questione rifiuti le idee sono ancora confuse.

Cercheremo di far chiarezza su ogni punto.

Prima domanda: come vengono classificati i rifiuti?

RIFIUTI SOLIDI URBANI:
  1. Rifiuti domestici, anche ingombranti, provenienti da locali e luoghi adibiti ad uso di civile abitazione;
  2. Rifiuti non pericolosi provenienti da locali e luoghi adibiti ad usi diversi da quelli del primo punto, assimilati ai rifiuti urbani per qualità e quantità;
  3. Rifiuti provenienti dalla pulitura delle strade;
  4. Rifiuti di qualunque natura o provenienza, giacenti sulle strade ed aree pubbliche o sulle strade ed aree private comunque soggette ad uso pubblico o sulle spiagge marittime e lacuali e sulle rive dei corsi d’acqua;
  5. Rifiuti vegetali provenienti da aree verdi, quali giardini, parchi e aree cimiteriali;
  6. Rifiuti provenienti da esumazioni ed estumulazioni, nonché gli altri rifiuti provenienti da attività cimiteriale.

RIFIUTI SPECIALI:
  1. Rifiuti da attività agricole e agro-industriali;
  2. Rifiuti derivanti dalle attività di demolizione, costruzione, nonché i rifiuti che derivano dalle attività di scavo, fermo restando quanto disposto dall’art. 184-bis;
  3. Rifiuti da lavorazioni industriali;
  4. Rifiuti da lavorazioni artigianali;
  5. Rifiuti da attività commerciali;
  6. Rifiuti da attività di servizio;
  7. Rifiuti derivanti dalla attività di recupero e smaltimento di rifiuti, i fanghi prodotti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti delle acque e dalla depurazione delle acque reflue e da abbattimento di fumi;
  8. Rifiuti derivanti da attività sanitarie;


RIFIUTI PERICOLOSI:
  1. quei rifiuti speciali e quei rifiuti urbani NON domestici indicati espressamente come tali con apposito asterisco nel CER.Detti rifiuti sono classificati come pericolosi fin dall’origine.
  2. quelli la cui pericolosità dipende dalla concentrazione di sostanze pericolose e/o dalle caratteristiche intrinseche di pericolosità indicate nei relativi allegati alla parte IV del D.Lgs. 152/2006 e ss.mm.ii.

  1. In base alla classe di pericolosità:
Le classi di pericolo dei rifiuti sono le seguenti:
    – Esplosivo
    – Comburente
    – Facilmente infiammabile (incluso estremamente infiammabile)
    – Infiammabile
    – Irritante nocivo
    – Tossico (incluso molto tossico)
    – Cancerogeno
    – Corrosivo
    – Infetto
    – Teratogeno
    – Mutageno
    – A contatto con l’acqua libera gas tossici o molto tossici
    – Sorgente di sostanze pericolose
    – Ecotossico

b) Tossici:
I rifiuti tossici sono quei materiali di scarto che possono causare dei danni o la morte a creature viventi, o che possono porre a rischio l’ambiente circostante. Generalmente si tratta di prodotti di provenienza industriale e commerciale, ma anche di uso domestico (prodotti delle pulizie, batterie, cosmetici, prodotti di giardinaggio), in agricoltura (fertilizzanti chimici, pesticidi), militare (armi nucleari e chimiche), servizi medici (prodotti farmaceutici), fonti radioattive, industria leggera (impianti di lavaggio a secco). Possono presentarsi in forma liquida, solida o liquame e contenere agenti chimici, metalli pesanti, radioisotopi e altre tossine. Si diffondono e possono facilmente contaminare laghi, fiumi e falde acquifere.